Nations Championship: 100.000 biglietti a 100 giorni dalle finali di Twickenham
Il dato per le tre giornate di gara: incoraggiante o preoccupante?
A cento giorni dalle finali di Twickenham superato il tetto dei 100.000 biglietti venditi. Il che vuol dire un tutto esaurito su tre, considerato che lo stadio londinese contiene oltre 80.000 spettatori e che le giornate di gare saranno tre, venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 novembre. Come leggere questo dato relativo al Nations Championship al suo debutto? In positivo o in negativo?
Un solo obiettivo: fare soldi
La domanda è lecita, perché la nuova competizione fra emisferi con le 12 migliori nazionali al mondo, che ha trasformato in un campionato i tradizionali test match autunnali e invernali, è nata esclusivamente con lo scopo di fare cassetta. Di raccogliere soldi da sponsor, diritti televisivi e incassi allo stadio. Di trovare nuove entrate, per coprire i costi sempre maggiori di mantenimento delle nazionali. Questo è l’unico obiettivo delle federazioni appartenenti ai due enti organizzatori del Nations Championship: Sei Nazioni e Sanzaar. I conti si faranno solo alla fine, ma i ragionamenti sono già possibili.
Lo stadio si riempirà venerdì?
L’acquisto di centomila biglietti a scatola chiusa, non sapendo ancora chi giocherà il venerdì pomeriggio (17,40) e sera (21,10) quando sono previste le finali fra le seste e le quinte classificate, il sabato (14,10 e 17,40) fra quarte e terze e la domenica (14.10 e 17,40) fra seconde e prime è un bell’attestato di fiducia e di gradimento del grande rugby, indipendentemente da chi gioca. La Francia è probabile si classifichi prima o seconda nel girone Nord, quindi i tifosi francesi possono andare quasi sul sicuro. Ma fra Inghilterra, Irlanda e Scozia chi la spunterà per le finali della domenica? Qui è tutto aperto e si deciderà forse solo all’ultima delle tre gare di novembre. Per le finali del venerdì le candidate probabili sembrano Italia, Galles, Fiji e Giappone. Riusciranno a riempire Twickenham? Dipenderà molto da quanti gallesi saranno in trasferta a Londra.
Di sicuro dall’esito di queste finali, cioè da quanti saranno gli spettatori che si aggiungeranno ai centomila già in possesso del biglietto, dipenderà molto del futuro del Nations Championship. L’edizione del 2028 è già in programma. Se le finali di Twickenham non saranno soddisfacenti si parla di possibile spostamento in uno stato arabo, per compensare con i petrodollari i minori incassi. Altrimenti le alternative non mancano fra Parigi, Cardiff, Edimburgo e Dublino, non certo Roma. Quella del 2030 è tutta da vedere. Tra l’altro qui dovrebbe entrare in vigore il meccanismo di una retrocessione e una promozione dalla Nations Cup (le 12 nazionali di seconda fascia) organizzata da World Rugby. Ma ci sono forti resistenze a introdurre il meccanismo. Perché se ultima classificata sarà Fiji o Giappone (nazionali invitate, non fanno parte di Sei Nazioni o Sanzaar) non c’è problema. Ma se a retrocedere fossero Galles, Italia o un’altra delle nazioni organizzatrici, la perdita economica sarebbe fatale per quella federazione.