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Vittorio Munari - Fotovale
Vittorio Munari - Fotovale

Finale bella di Top10, combattuta, con impatti fisici e placcaggi di alto livello, proprio nello stadio delle Zebre Parma di URC. A trionfare è stato il Rugby Rovigo, trascinato dal miglior giovane dell’anno Giovanni Montemauri che a pochi minuti dalla fine ha messo a segno il drop del 16-9 finale. Il Petrarca però era la favorita alla vigilia e la sensazione che alla fine avrebbe avuto il sopravvento era nell’aria. Nonostante un dominio in mischia chiusa e negli impatti fisici gli uomini di Andrea Marcato hanno perso una serie di palloni preziosi proprio in attacco nel 22 metri rossoblu, un pò per merito della difesa arcigna di Rovigo, un pò per demerito nel lavoro in ruck.

 

Una volta lette le dichiarazioni a caldo dei Bersaglieri è arrivato il momento di leggere le sensazioni a freddo da parte padovana, prende parola il consigliere delegato del Petrarca Rugby Vittorio Munari dal Gazzettino di Padova.

 

“La prima cosa da dire dopo una finale così è fare i complimenti a Rovigo, che ha giocato secondo le sue caratteristiche e con grande determinazione. Al di là di una prova determinata dei ragazzi, che hanno combattuto fino allo scadere con impegno ammirevole, resta il fatto che le finali bisogna vincerle, non stravincerle”.


“Ci è mancata l'accortezza di capire che a volte dà più frutti la politica dei piccola passi. Vale a dire prendere i calci di punizione e buttarli dentro ogni volta che l'avversario ce ne dà uno da buona posizione. Soprattutto quando la combinazione che si può creare tra sforzo difensivo degli avversari e metro arbitrale diventa difficile da gestire”.


“Purtroppo ci siamo convinti che alla lunga saremmo riusciti a spezzare la loro resistenza, finendo per fare il loro gioco”.

E adesso? “Sembrerà una frase fatta, ma se qualcuno al Petrarca vuole imparare qualcosa questa partita ha tanto da insegnare. Non amo chi si dà i voti, non tocca a me giudicare il campionato dei nostri ragazzi, ma penso che quanto fatto dal Petrarca in questi tre anni di finali sia davanti agli occhi di tutti”.