USA-Italia, nelle WXV la sfida passa dalla precisione
Azzurre atterrate in Texas per le WXV Global Series

Nove delle dieci mete segnate dagli Stati Uniti nelle prime due partite delle WXV Global Series sono arrivate dagli avanti. È un numero che introduce bene la partita che aspetta l’Italia femminile sabato 17 ottobre a Mansfield, in Texas.
Si giocherà alle 17 locali, mezzanotte italiana nella notte tra sabato e domenica. Gli USA arrivano con tre vittorie consecutive e il sesto posto nel ranking mondiale; l’Italia, ottava, ha aperto le WXV battendo il Giappone 55-21 prima del 41-29 subito dal Sudafrica.
I precedenti dicono 2-2. Il momento delle due squadre, però, suggerisce una partita con caratteristiche precise.
Gli Stati Uniti hanno appena vinto due gare nelle quali sono stati costretti a rincorrere. Contro l’Irlanda erano sotto 31-12 e hanno chiuso 40-36. Con il Galles sono andati all’intervallo sul 24-21 per le gallesi, senza poi concedere punti nella ripresa: 26-24 il finale.
Tre successi consecutivi non arrivavano dal 2006.
Ma più della striscia positiva, per l’Italia conta capire come gli USA stanno costruendo questi risultati.
Il peso del pacchetto americano
Le prime due giornate delle WXV hanno prodotto dieci mete statunitensi. Nove sono state segnate dagli avanti.
Freda Tafuna ne ha realizzate quattro, tre soltanto contro il Galles. Anche la conquista sta dando agli USA palloni affidabili: 25 touche conservate su 26 sul proprio lancio e 18 possessi su 18 mantenuti in mischia.
Sono numeri da leggere con attenzione. Non significano che gli Stati Uniti dominino automaticamente ogni fase statica, ma mostrano quanto riescano finora a proteggere bene il proprio possesso e quanto il pacchetto pesi vicino alla linea di meta.
Per l’Italia è un punto delicato.
Nelle prime due partite le Azzurre hanno vinto 20 delle 29 touche sul proprio lancio. Contro il Sudafrica ne hanno perse quattro su dieci e, nella stessa gara, sono arrivati 18 turnover e 12 penalità.
Il 41-29 racconta però soltanto una parte della prestazione: l’Italia ha percorso 526 metri, battuto 24 difensori e trovato sei clean break. L’avanzamento c’è stato. A pesare sono stati soprattutto i momenti nei quali quella produzione non è stata accompagnata dallo stesso controllo del pallone e del territorio.
Contro gli Stati Uniti concedere possessi o rimesse laterali nella propria metà campo potrebbe diventare ancora più costoso.
Rigoni indica la strada
Beatrice Rigoni ha sintetizzato bene il problema parlando della maggiore struttura fisica americana:
«Cercheremo di rispondere con maggiore precisione tecnica a ragazze che sono indubbiamente un po’ più fisiche di noi.»
La parola interessante è precisione.
Provare a rispondere agli USA soltanto sul terreno delle collisioni rischierebbe di portare la partita verso ciò che le americane stanno facendo meglio. Per l’Italia sarà più importante avere palloni puliti, uscire velocemente dalla conquista e riuscire a muovere la difesa prima che possa sistemarsi.
I dati offensivi delle prime due giornate mostrano che le Azzurre hanno gli strumenti per farlo.
L’Italia ha percorso complessivamente 1.072 metri con 242 carries; gli Stati Uniti 859 con 314. Le Azzurre hanno prodotto 15 clean break contro nove e battuto 50 difensori contro 43.
Avversarie e partite differenti impediscono confronti assoluti, ma emerge comunque una caratteristica: l’Italia ha trovato avanzamento anche con un volume di portate inferiore.
Diversa anche la distribuzione delle mete. Delle tredici italiane, sei sono arrivate dagli avanti e sette dai trequarti. Negli USA il peso del pacchetto è stato finora molto più evidente.
È lì che la partita può cambiare volto.
Se Mansfield diventerà una sequenza di touche americane, collisioni ravvicinate e possessi dentro i ventidue, l’Italia potrebbe trovarsi a difendere proprio nelle situazioni in cui gli USA stanno facendo più male.
Se invece le Azzurre riusciranno a tenere pulita la conquista e ad accelerare il gioco, avranno la possibilità di utilizzare quella capacità di rompere la linea già vista contro Giappone e Sudafrica.
Anche la storia recente del confronto invita a non dare nulla per scontato. Gli Stati Uniti hanno vinto le sfide del 2012 e del Mondiale 2017; l’Italia si è presa le ultime due, 22-10 alla Coppa del Mondo 2022 e 30-8 nel WXV 2023.
Sabato, però, quei risultati conteranno poco.
Gli USA arrivano con fiducia, tre vittorie consecutive e un pacchetto che sta segnando quasi tutte le mete della squadra. L’Italia ha già dimostrato di poter creare avanzamento, ma deve trasformarlo in una partita più pulita di quella giocata contro il Sudafrica.
Rigoni ha indicato il punto con una parola sola. A Mansfield, prima ancora della fisicità, servirà precisione.