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Foto Marta Satta
Foto Marta Satta

La Ghirada di Treviso ha ospitato, domenica 11 ottobre 2026, la quinta edizione del Tocco di Ade, il Memorial dedicato ad Adelina Corbanese. Sul campo si sono incontrate alcune delle donne che hanno attraversato gli anni pionieristici del rugby femminile italiano, le nuove generazioni delle Red Panthers e il Vecio Rugby, in una giornata nella quale il risultato delle partite è rimasto quasi sullo sfondo.

C’erano ex compagne, vecchie avversarie e ragazze che oggi indossano la maglia delle Red Panthers. C’erano anche il marito e la figlia di Adelina.

La scelta della Ghirada non è un dettaglio. Il centro sportivo del Benetton Rugby è uno dei luoghi legati alla storia delle Red Panthers e ha dato al Memorial una cornice che appartiene allo stesso percorso rugbistico di molte delle persone presenti.

Arrivato alla quinta edizione, il Tocco di Ade non è più soltanto l’appuntamento nato per ricordare Adelina dopo la sua scomparsa. Negli anni è diventato anche un’occasione per rivedersi, tornare su un campo e mettere insieme persone che hanno conosciuto il rugby femminile italiano in epoche molto diverse.

Adelina Corbanese e le donne degli inizi

Per chi conosce meno quella storia, Adelina Corbanese è stata l’Azzurra numero 19. Ha collezionato 39 presenze con l’Italia, partecipato a tre Coppe del Mondo — 1991, 1998 e 2002 — e fatto parte della Nazionale campione d’Europa nel 2002.

La sua carriera è stata profondamente legata alle Red Panthers. Anche dopo aver smesso di giocare aveva continuato a vivere il rugby, lavorando con i più piccoli.

Adelina apparteneva a una generazione che aveva cominciato quando il rugby femminile italiano disponeva di pochissimi spazi e molte delle strutture che oggi sembrano normali ancora non esistevano.

Oggi chiamiamo quelle donne Pioniere. Allora erano soprattutto ragazze che volevano giocare.

Per riuscirci servivano compagne, campi, trasferte e soprattutto altre squadre disposte a fare la stessa cosa. In un movimento ancora piccolo, anche le avversarie diventavano parte indispensabile della sua costruzione.

Al Memorial erano presenti anche donne provenienti da esperienze storiche del rugby femminile romano. Alcune, molti anni fa, avevano incontrato le Red Panthers dall’altra parte del campo. Oggi la rivalità sportiva appartiene ai ricordi, mentre resta qualcosa che le stagioni e le classifiche raccontano molto meno: i rapporti costruiti intorno al rugby.

È probabilmente uno degli aspetti più evidenti del Tocco di Ade. Dopo decenni, basta ritrovarsi vicino a un campo perché tornino fuori episodi, nomi, trasferte e persone condivise.

Lo sport finisce, almeno nella sua parte agonistica. Gli allenamenti smettono di scandire le settimane, le domeniche cambiano e le vite prendono direzioni differenti. Alcuni legami, invece, resistono molto più a lungo.

Le Red Panthers di oggi nello stesso campo

Accanto alle Pioniere hanno giocato anche le nuove generazioni delle Red Panthers.

È qui che la quinta edizione racconta qualcosa che va oltre il ricordo.

Le ragazze di oggi sono cresciute in un rugby molto diverso. Trovano campionati riconosciuti, percorsi giovanili, strutture tecniche e una Nazionale inserita stabilmente nel calendario internazionale. Il movimento continua ad avere problemi e margini di crescita, ma il punto di partenza non è più quello degli anni Ottanta.

Una parte di questa differenza esiste perché altre donne hanno aperto quello spazio prima di loro.

Alla Ghirada non c’è stato bisogno di costruire un passaggio di consegne formale. Era sufficiente vedere le giocatrici di oggi, tra cui la capitana delle Red Panthers, nello stesso luogo e nella stessa giornata delle donne che avevano vestito quelle maglie molti anni prima.

Anche la presenza del Vecio Rugby ha contribuito al carattere del torneo, allargando ulteriormente l’incontro tra età ed esperienze differenti.

Il primo Tocco di Ade si era disputato nel 2022. Cinque edizioni dopo, il Memorial ha ormai una propria storia.

Adelina rimane il motivo per cui tutto è cominciato, ma intorno al suo nome si è consolidato un appuntamento nel quale si torna a giocare e, soprattutto, a incontrarsi.

La fotografia di gruppo scattata alla Ghirada alla fine della giornata racconta bene questa dimensione. Dentro ci sono persone che hanno conosciuto rugby molto diversi e che appartengono a generazioni separate da decenni.

Guardandole insieme, quella distanza si nota molto meno.

Il rugby femminile italiano nel frattempo è cambiato, così come sono cambiate le vite di chi lo ha giocato agli inizi. Ma una parte di ciò che quelle donne hanno costruito è ancora visibile nelle ragazze che oggi entrano in campo.

E il Tocco di Ade, alla quinta edizione, continua soprattutto a ricordare questo: una partita prima o poi finisce, ma non tutto quello che nasce intorno a un campo finisce con lei.

@rhynosmm — Rugby Femminile Italiano