Il commento: in URC Italia travolta nel duello con la Scozia
🔎✍️ Le indagini di Sergio Penurìa
Zebre e Benetton ultime, Edimburgo e Glasgow prime
Da quando l'Italia è entrata nel Sei Nazioni la rivale con la quale misurare i progressi è sempre stata la Scozia. Non a caso è la nazionale che abbiamo battuto più volte (9) e l'Union scozzese è l'unica, insieme alla Federazione italiana, a non aver mai festeggiato il successo nel torneo dal 2000. Il confronto fra le due realtà vale anche per lo sviluppo del movimento e delle sue squadre di vertice, le franchigie di URC, visto che Italia e Scozia sono gli unici Paesi ad averne solo due. E il bilancio che emerge dalle prime tre giornate del torneo, al momento della sosta per le coppe europee, è impietoso.
Il confronto
Edimburgo e Glasgow Warriors sono al primo e secondo posto in classifica con 14 e 13 punti. La capolista è l'unica delle 16 squadre di URC ad avere vinto tutte e tre le partite. Una partenza del genere Edimburgo non la faceva dal 2015, quanto il torneo era il Pro 12. Zebre Parma e Benetton Treviso sono all'ultimo e al penultimo posto con 1 e 5 punti. La franchigia 100% di proprietà federale che è l'unica delle 16 squadre con tre sconfitte, tutte pesanti visti i 116 punti incassati e 52 segnati. Nel 3° turno questo divario si è misurato anche nello scontro diretto Zebre-Edimburgo, vinto col bonus mete dagli scozzesi (29-12), mentre negli ultimi anni il match era stato equilibrato o addirittura vinto dagli italiani.
Qui Zebre
Le Zebre sono alla 19ª sconfitta consecutiva in URC, una serie nera in linea con quelle del passato. Sembrava non dovesse più accadere con l'arrivo di Massimo Brunello e del suo staff, capaci ovunque sono stati di creare ambiente e ricavare risultati superiori al valore della propria squadra e delle aspettative. Non a caso il primo anno il tecnico italiano ha vinto il premio di miglior allenatore dell'URC. Nel secondo anno la squadra ha vinto due partite e poi ha infilato 16 sconfitte. Nel terzo anno è già finita la sua spinta propulsiva di Brunello? La sensazione è che la Fir, soddisfatta di un bilancio delle Zebre finalmente in pareggio (almeno così sì dice), sacrifichi a questa vittoria economica le vittorie sul campo, allestendo una rosa di livello inferiore al passato, penalizzata ulteriormente dagli infortuni. In sintesi: bastano delle Zebre che costano poco, piene di giocatori italiani, che danno giocatori alla Nazionale e con qualche spettatore in più in tribuna. Tutto il resto, vittorie comprese, è in più. O non conta. Così però non si può andare avanti molto.
Qui Benetton
La delusione più grande delle prime tre giornate è però il Benetton. Un pareggio e due sconfitte con un calendario mai così agevole, con due gare casalinghe e una esterna con tre delle rivali più deboli dell'URC. Al netto del tempo da dare doverosamente al nuovo allenatore Wayne Pivac per mostrare il vero volto della squadra, nelle prime tre uscite hanno colpito negativamente la qualità del possesso, la debolezza della difesa, i black-out per lunghi tratti, gli errori madornali di giocatori che dovrebbero fare la differenza (Onisi Ratave su tutti), la scarsa qualità della mediana, l'apporto non decisivo degli azzurri, l'incapacità di gestire i momenti clou come gli ultimi due minuti in vantaggio e con il possesso a Llanelli. Un dato statistico consola e consiglia prudenza sul giudizio. Anche la stagione 2024/25 era partita con un pari (Scarlets 20-20) e due ko (Glasgow 42-10, Leinster 35-5). Ma a fine stagione l'ultimo Treviso di Marco Bortolami era riuscito a issarsi fino al 10° posto con 46 punti, a -2 dall'8° degli Scarlets, -3 dal 7° di Edimburbgo e -5 dal 6° del Munster. È stato cioè in lotta fino all'ultimo per un posto nei play-off? Sarà così anche per il primo Benetton di Wayne Pivac? Una risposta l'avremo già alla ripresa, sabato 24 ottobre alle ore 16, con l'arrivo a Treviso di Glasgow.