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Nei giorni scorsi il Gazzettino intitolava “SOS tesserati nel rugby, in un anno -4.848 praticanti” riportando i dati evidenziati dalla neonata Lega Promozione Rugby, l'ente che ha come missione la promozione del rugby in particolare raccogliendo consensi nei club delle categorie minori con focus sul mini rugby e settori giovanili. 

Cifre che però si sono rivelate errate, o meglio incomplete, perché la Lega Promozione Rugby riportava il dato da giugno 2025 a gennaio 2026, dove effettivamente i tesserati passano da 57.645 a 52.797 (-4.848), ma per completezza e correttezza di informazione il dato andava aggiornato a giugno 2026. Pronta la risposta della FIR Federazione Italiana Rugby che invece ha evidenziato al 17 giugno 2026 una crescita percentuale dell’1% dei tesserati. 

La Lega Promozione Rugby

“Sono 57 i club aderenti alla LPR e una decina sono pronti ad iscriversi – ci racconta il portavoce Enzo Dornetti –. Tanti club Serie C, qualche Club di Serie B, l'Amatori Union Milano e lo Stade Valdotain di Serie A2 e il Cus Torino di Serie A1”. 

Per ottenere un riconoscimento ufficiale da parte di FIR la Lega dovrebbe ottenere consensi da almeno l'80% dei club italiani, cosa che difficilmente avverrà, almeno in tempi brevi. 

“Numeri a cui sarà difficile arrivare ma nemmeno ci interessa – risponde Dornetti –. L'obiettivo è quello di lavorare per promuovere il movimento, lavorare per il rugby di base che ha perso 200 club in 10 anni, l’analisi del movimento che facciamo evidenzia un allarme soprattutto nel Minirugby. Per essere più precisi necessitiamo di dati da parte della Federazione. Abbiamo chiesto un incontro formale a cui non abbiamo avuto risposta. Necessitiamo di apertura, sarebbe un ottimo segnale per tutti”. 

Il comunicato Federale

In merito ad alcune recenti ed errate ricostruzioni apparse in data odierna su alcuni media e relative all’andamento del numero dei tesserati del rugby italiano, la Federazione Italiana Rugby ritiene doveroso intervenire sul tema, a tutela della reputazione dell’Ente e, soprattutto, dell’impegno e dei risultati ottenuti dai club dall’intero movimento.

Occorre, innanzitutto, ristabilire una corretta interpretazione metodologica dei dati diffusi e utilizzati nelle ricostruzioni giornalistiche, poiché la natura stessa dei cicli stagionali su cui si basa l’attività richiede valutazioni effettuate su periodi omogenei o, preferibilmente, sul dato di fine stagione, unica finestra che consente una misurazione effettivamente rappresentativa.

Prendendo in considerazione il dato relativo alle sole atlete ed ai soli atleti che hanno svolto attività agonistica nel corso della Stagione Sportiva 25/26, il dato ufficiale FIR evidenzia una crescita percentuale dell’1%, per un totale di 65.114 praticanti a fronte dei 64.414 che risultavano aver disputato attività nel corso del 2024/25

Il dato percentuale è tanto più significativo poiché evidenzia un primo, confortante segnale di ripresa della crescita di praticanti dopo la costante curva decrescente che aveva caratterizzato le stagioni riconducibili al precedente mandato, con una perdita complessiva di atlete e atleti pari al -4,47% tra il 2021/22 e il 2023/24*

È inoltre opportuno evidenziare come la Federazione Italiana Rugby sia pienamente consapevole di come la propria mission statutaria poggi sullo sviluppo della disciplina e sull’ampliamento della base di praticanti quale elemento strategico per garantire la sostenibilità futura del movimento, in ogni sua componente, nonché la sua crescita tanto qualitativa quanto quantitativa a ogni livello del Gioco.

Tutti i progetti programmatici e le azioni intraprese dalla Federazione sono e rimarranno volte a garantire il benessere e lo sviluppo del rugby italiano e delle Società affiliate nel lungo periodo, consci delle difficoltà che il contesto sociale e storico attuale, il calo demografico e la crescente tendenza all’abbandono della pratica sportiva in età adolescenziale costituiscano oggi la sfida primaria non solo per la disciplina del rugby ma per l’intero sistema-sport in Italia.

Alla luce di tutto questo, l’aumento dell’1% dei praticanti va interpretato come il risultato concreto dell’impegno profuso quotidianamente dal movimento di base. Un segnale incoraggiante che testimonia il lavoro svolto dalle Società affiliate, dai dirigenti, dai tecnici, dai volontari e da tutte le persone che, con passione e dedizione, operano ogni giorno per promuovere il rugby sui territori, coinvolgere nuovi praticanti e garantire opportunità di crescita sportiva e umana alle nuove generazioni.

A tutte le Società che stanno affrontando con determinazione le sfide del contesto attuale va il riconoscimento della Federazione Italiana Rugby per il prezioso contributo fornito allo sviluppo e al futuro del nostro sport. I risultati registrati rappresentano prima di tutto il frutto del loro lavoro, della loro capacità di fare comunità e del loro costante impegno a favore del rugby italiano.

*tutti i dati sono calcolati alla data del 17 giugno di ciascun anno preso in esame e relativi al numero di atlete e atleti effettivamente partecipanti all’attività sportiva. I dati non tengono in considerazione tutte le altre categorie (arbitri, tecnici, dirigenti) che contribuiscono alla quota tesserati.