2 anni fa 09/11/2016 10:38

Tre azzurre in maglia Harlequins

Intervista a Michela Sillari, utility back della Nazionale Femminile

Da agosto le tre azzurre della Nazionale Italiana Femminile Michela Sillari, Manuela Furlan e Jessica Busato sono a Londra dove questa stagione giocano con le Aylesford Bulls, la squadra femminile degli Harlequins“ci chiamiamo Aylesford Bulls anche se giochiamo con la divisa degli Harlequins perché c'è già una squadra che si chiama 'harlequins ladies' in una categoria inferiore..” ci racconta Michela Sillari (foto a dx). 

Noi di Rugbymeet abbiamo intervistato Michela Sillari, utility back dell’Italdonne (29 caps a soli 23 anni) proveniente dal Rugby Colorno Femminile e neo laureata in ingegneria civile:

 

Come sta andando il campionato?

“Il campionato sta andando bene, per ora siamo quarte in classifica e speriamo di raggiungere il terzo posto. Comunque l'importante è essere tra le prime quattro per accedere ai playoff. Siamo una squadra 'nuova' formata da giocatrici provenienti da squadre e nazioni diverse, quindi abbiamo fatto fatica inizialmente: il gruppo è ottimo ma abbiamo avuto bisogno di qualche partita per trovare il feeling giusto.”

 

Tu e le tue compagne di avventura avete avuto difficoltà ad ambientarvi con gli inglesi e con le compagne di squadra?

“Senza il supporto degli Harlequins sarebbe stato estremamente difficile il primo periodo: ci hanno prenotato un alloggio universitario per le prime settimane e poi ci hanno aiutate nel trovare casa. Credono nel progetto della femminile e hanno riunito un ottimo staff tecnico al capo del quale ci sono per i 3/4 Gary Street (ex head coach dell'Inghilterra con la quale ha vinto l'ultima coppa del mondo) e per la mischia Karen Findlay (ex allenatrice della Scozia e del Richmond col quale ha vinto la Premiership la scorsa stagione) in modo da creare una squadra competitiva.”

“Per quanto riguarda gli allenamenti all'inizio è stato difficile capire gli esercizi e cosa volessero gli allenatori, i ritmi sono molto alti e le spiegazioni durano davvero pochi secondi. La cosa più faticosa è stata adattarsi allo stile di gioco inglese, che è completamente diverso da quello al quale eravamo abituate. 
Finora è stata un'esperienza positiva che mi sta facendo crescere sia dal punto di vista umano che rugbistico: c'è molta concorrenza, nel senso buono del termine, e questo è un continuo stimolo che mi permette di migliorare.”

 

Cosa fate oltre al rugby?

“Attualmente io e Manuela lavoriamo in un fast food italiano, mentre Jessica lavora in un bar.”

 

 

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