Movimento a pezzi: prima Noceto, poi Colorno e adesso Verona
Ritiri e chiusure: la crisi dei club italiani

Se tre indizi non fanno una prova, ci si avvicinano molto e lanciano un potente grido d'allarme: il movimento del rugby italiano è in crisi proprio quando la Nazionale sta vivendo il momento migliore. Una contraddizione solo apparente, perché fra le due realtà, la base dei club e il vertice dell'Italia in maglia azzurra, c'è sempre stata correlazione.
Prima Noceto
I tre indizi sono i ritiri dal campionato o la chiusura di altrettante società storiche o importanti del rugby italiano. Ha cominciato in gennaio il Noceto, club da dove vengono l'ex capitano azzurro Massimo Giovanelli e altri giocatori di spicco, rinunciando al campionato di serie A, girone 2. Ha liberato i giocatori, si è ritirato per motivi economici e ha lasciato campionato monco (sta continuando a nove squadre). «La decisione è stata assunta - scrive il club nella motivazione - nell'ottica di ottimizzare le risorse attualmente disponibili, destinandole in via prioritaria al settore giovanile e al personale della società. Tale scelta è motivata esclusivamente dalla necessità di far fronte a sopravvenute difficoltà economiche e per un razionale contenimento delle spese».
Poi Colorno
Nei giorni scorsi sono emerse voci verso il ritiro del Rugby Colorno dalla Serie A Elite, sempre per problemi economici, come riportano alcuni quotidiani. «Potrebbe arrivare l'ufficializzazione del ritiro dal massimo campionato della società parmense - scrive su "Il Mattino" Simone Varroto - motivata da un situazione economica grave che sarebbe diventata insostenibile».
«La decisione non è ancora stata comunicata ufficialmente, ma la società avrebbe già liberato diversi giocatori, e non si presenterà alla ripresa della serie A Elite il 15 marzo» dice "L'Eco di Biella" a firma Gabriele Pinna.
Adesso Verona
Ultimo in ordine di tempo Verona, secondo in Serie A1 con ambizioni di promozione, sede di una prestigiosa Academy giovanile e degli allenamenti dell'Italia in vista del Sei Nazioni al Payanini Center. La sua presidente Raffaella Vittadello ha annunciato oggi la chiusura della società con una lettera aperta e con una lettera alle famiglie dell'Academy. Le riportiamo integralmente entrambe.
Un grosso allarme
Se aggiungiamo questo all'allarme già lanciato dalla Lega Promozione Rugby, che raggruppo un buon numero di club dalla serie A1 in giù, sulle circa 180 piccole società sparite negli ultimi 7-8 anni (vedi articolo) si vede che la situazione è preoccupante, se non drammatica. Il movimento rugbistico italiano va verso una svolta negativa epocale. Come intende affrontarla la Federazione Italiana Rugby e contrapporsi al declino, o allo scomparsa, di quelle che sono le sue radici?
La lettera della Presidentessa del Verona Rugby Raffaella Vittadello
