USA-Italia femminile, 2 esordienti nella sfida di Mansfield
WXV Global Series negli Stati Uniti

Mascia Jelic partirà titolare, Silvia Fent inizierà dalla panchina. Nella notte italiana tra sabato 17 e domenica 18 ottobre, a Mansfield, l’Italia femminile affronterà gli Stati Uniti con un esordio certo dal primo minuto e un secondo possibile a gara in corso.
Jelic vestirà la maglia numero 7 accanto a Francesca Sgorbini ed Elisa Giordano. Il primo cap era già stato vicino contro il Sudafrica, prima che un problema accusato nella rifinitura rinviasse l’appuntamento. Fent, tallonatrice del Benetton e compagna di club di Jelic, potrebbe invece debuttare dalla panchina.
Il momento scelto non è semplice. Nelle prime due partite delle WXV Global Series gli Stati Uniti hanno segnato dieci mete e nove sono arrivate dagli avanti. Hanno inoltre conservato 25 touche su 26 sul proprio lancio e tutte le 18 mischie avute a disposizione.
Diretta Sky Sport alle 00.00
Il calcio d’inizio al Texas Health Mansfield Stadium è fissato alle 17 locali, mezzanotte italiana, con diretta su Sky Sport. Sarà il primo dei due confronti ravvicinati: il secondo è previsto il 24 ottobre a Nashville.
Jelic subito dentro il punto caldo della partita
Plinio Sciamanna ha scelto una formazione con molta esperienza attorno alla nuova numero 7. Giordano arriva a 84 caps, Sgorbini a 44 e Giordana Duca a 67. Beatrice Rigoni torna titolare dopo oltre tredici mesi e giocherà a centro insieme ad Alyssa D’Incà, mentre Vittoria Ostuni Minuzzi guiderà ancora la squadra da estremo.
Davanti rientra Vittoria Zanette, con Vittoria Vecchini e Alessia Pilani a completare la prima linea. In mediana ci saranno Alia Bitonci ed Emma Stevanin.
La scelta di Jelic assume un peso particolare per il tipo di rugby mostrato finora dagli USA. Le americane arrivano da tre vittorie consecutive e hanno trovato soprattutto nel pacchetto una fonte continua di punti. Freda Tafuna ha segnato quattro mete nelle due gare delle WXV, tre delle quali contro il Galles.
Beatrice Rigoni aveva già individuato uno dei problemi della sfida parlando della maggiore struttura fisica statunitense:
«Cercheremo di rispondere con maggiore precisione tecnica a ragazze che sono indubbiamente un po’ più fisiche di noi.»
La parola resta precisione. Contro il Sudafrica l’Italia ha prodotto 526 metri, 24 difensori battuti e sei clean break, ma ha anche perso quattro delle dieci touche sul proprio lancio, concesso 18 turnover e 12 penalità. Le Azzurre hanno dimostrato di poter avanzare; il problema è stato accompagnare quell’avanzamento con lo stesso livello di controllo.
Mansfield potrebbe rendere ancora più costosi quei momenti di imprecisione. Dall’altra parte, l’Italia ha mostrato di avere armi per creare problemi: nelle prime due WXV ha percorso complessivamente 1.072 metri con 242 carries, contro gli 859 degli Stati Uniti con 314, producendo anche 15 clean break contro nove. Avversarie diverse impediscono confronti assoluti, ma il dato racconta una squadra capace di trovare metri anche senza un volume enorme di portate.
Dall’U21 alla Maggiore in pochi mesi
Il dato forse più interessante della formazione riguarda però proprio Jelic e Fent. Entrambe erano dentro il lavoro della Nazionale U21 nella primavera del 2026. Fent faceva parte del gruppo delle U21 Six Nations Series; Jelic era stata inserita come invitata nei raduni di aprile e maggio. Pochi mesi dopo, una parte titolare con la Maggiore negli Stati Uniti e l’altra è tra le otto giocatrici a disposizione.
Non significa che il percorso U21 debba essere letto come una scala automatica verso la Nazionale maggiore. È però un esempio concreto di quello spazio intermedio che permette alle giocatrici di continuare ad accumulare esperienza internazionale prima di arrivare al livello senior.
E gli esordi di Mansfield non arrivano in ruoli periferici rispetto alla partita. Jelic sarà in terza linea contro una squadra che sta costruendo gran parte delle proprie mete con gli avanti. Fent, se entrerà, lo farà da tallonatrice in una gara nella quale la qualità della rimessa laterale potrebbe avere un peso evidente.
Attorno a loro l’Italia mantiene esperienza: Sofia Stefan, 108 caps, partirà dalla panchina insieme a Sara Mannini e Gaia Buso. È una composizione che permette a Sciamanna di inserire due giocatrici nuove senza privare la squadra di riferimenti consolidati.
USA-Italia arriva inoltre con un bilancio storico di due vittorie per parte. Le Azzurre hanno conquistato gli ultimi due confronti, nel 2022 e nel 2023, ma Mansfield appartiene a un momento diverso: gli Stati Uniti arrivano con fiducia e un pacchetto molto produttivo, mentre l’Italia continua a costruire il nuovo sistema tecnico.
Per Jelic e, eventualmente, Fent sarà il primo passo con la Maggiore. L’ingresso non sarà morbido: proprio per questo sarà interessante capire come risponderanno.
La formazione dell’Italia femminile:
15. Vittoria OSTUNI MINUZZI (capitana, Grenoble Amazones, 51 caps);
14. Aura MUZZO (ASM Clermont Rugby, 65 caps); 13. Alyssa D’INCÀ (Blagnac Rugby, 42 caps);
12. Beatrice RIGONI (Sale Sharks, 88 caps);
11. Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs, 30 caps);
10. Emma STEVANIN (Grenoble Amazones, 34 caps);
9. Alia BITONCI (Valsugana Rugby Padova, 17 caps);
8. Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova, 84 caps);
7. Mascia JELIC (Benetton Rugby Treviso, esordiente);
6. Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby, 44 caps);
5. Giordana DUCA (Valsugana Rugby Padova, 67 caps);
4. Giulia CAVINA (AC Bobigny Rugby, 7 caps);
3. Alessia PILANI (Stade Bordelais, 14 caps);
2. Vittoria VECCHINI (Gloucester Hartpury, 48 caps);
1. Vittoria ZANETTE (Blagnac Rugby, 8 caps).
A disposizione:
16. Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso, esordiente);
17. Giorgia CUOGHI (Benetton Rugby Treviso, 1 cap);
18. Gaia DOSI (Rugby Parma FC, 2 caps);
19. Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova, 2 caps);
20. Alissa RANUCCINI (ASM Clermont Rugby, 25 caps);
21. Sofia STEFAN (RCTPM Toulon, 108 caps);
22. Sara MANNINI (Harlequins, 19 caps);
23. Gaia BUSO (Arredissima Villorba Rugby, 6 caps).