Il Top 14 è diventato il vero campionato d'Europa di club
Il divario della finale di Champions e i 6 anni di dominio lo dimostrano
Il Top 14 francese è diventato un campionato per club più forte e importante della Champions Cup, il vero campionato d'Europa. È la conclusione a cui si giunge sommando la visione dell'albo d'oro della principale coppa europea alla maniera in cui il Bordeaux Bègles ha dominato l'ultima finale contro il Leinster. Ormai neanche le grandi corazzate regionali irlandesi di URC o i club più importanti della Prem inglese riescono più a competere contro le big francesi per budget, rosa dei giocatori, pubblico e, di conseguenza, risultato. Una svolta che deve far riflettere i gestori mondiali del rugby.
L'ultima finale
La vittoria del Bordeaux Bègles a Bilbao contro il Leinster 41-19 è la più ampia in 31 edizioni della Champions Cup (22 punti di scarto, match ipotecano già a fine primo tempo) dopo i 28 punti di scarto del derby Leinster-Ulster del 2012, concluso 42-12. Ma mentre allora la sfida era fra una big e una outsider, stavolta la sfida era fra due corazzate d'Europa. Anzi, i francesi con meno pedigree e nazionali rispetto agli irlandesi. Il fatto che la partita sia stata a senso unico, al netto delle gravi assenze che ha dovuto scontare il Leinster, significa che il solco scavato fra le migliori squadre francesi e le migliori squadre d'Europa è ormai ampio e duraturo. Se l'equilibrio delle finali degli anni scorsi poteva far pensare a un divario minore, ora ce n'è la riprova.
Sei titoli consecutivi
L'altra riprova sono i sei titoli consecutivi vinti con tre squadre diverse dai francesi da 2021 a oggi. Due a testa per Tolosa, La Rochelle e Bordeaux Bègles. Da quando la coppa principale è stata istituita nella stagione 1995/96 mai era verificato un dominio simile. Al massimo tre anni consecutivi, dal 2000 al 2002 l'Inghilterra con Northampton e Leicester (2 volte), o il tris del Tolone (2013-15). Sei anni consecutivi, con un finale addirittura tutta francese (Tolosa-La Rochelle del 2021) sono un periodo troppo lungo per dire che si tratta di un caso, o di episodi in finali equilibrate.

La riprova della Challenge Cup
Questo dato viene avvalorato anche dal successo addirittura maggiore nelle proporzioni nell'altra finale di Bilbao, quella di Challenge Cup, dove il Montpellier ha demolito con un risultato l'Ulster 59-26, ben 33 punti di scarto. La seconda coppa non è mai interessata alle squadre francesi, perché non produce nulla in termini di denaro. Nelle fasi iniziali vengono esse schierano seconde, terze scelte o fanno assaggiare la prima squadra ai giovani della categoria Espoirs (l'esempio dell'azzurrino Jules Ducros proprio nel Montpellier). Così anche una realtà da play-off di Top 14 come il Pau viene a perdere a Parma contro le coraggiose e arrembanti Zebre. Ma poi quando c'è da vincere un trofeo, come contro l'Ulster, la differenza di valori emerge tutta.
Un solo gigante
Nell'Europa c'è quindi un solo gigante di club, la Francia, per budget societario, seguito di pubblico, diritti tivù, capacità della Lega (pur litigiosa) di fare da contraltare alla Federazione e volontà di sviluppare un campionato che si ponga per interesse quasi allo stesso livello delle nazionali. Continuerà ad esserlo e addirittura ad aumenterà il gap con Inghilterra, Paesi celtici, Italia e Sudafrica (non interessato alle coppe europee, medita di lasciarle)? Oppure questa bolla prima o poi scoppierà, come pensa chi ritiene che l'unica via del rugby mondiale per l'alto livello siano le nazionali? Lo dirà il futuro. Il presente, intanto, dice che il Top 14 è diventato più forte della Champions Cup, il vero campionato d'Europa.