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Il ct dell'Italia Gonzalo Quesada ha presentato la sfida di sabato a Torino contro il Sudafrica, prima giornata del Nations Championship northern series, entrando nei dettagli delle sue scelte di formazione. Ha parlato del debutto di Samuele Locatelli, di Mirko Belloni estremo, dei complimenti agli azzurri fatti dal ct rivale Rassie Eramsus e di tanti altri temi. Ha spiegato soprattutto che ha scelto il XV in base ai giocatori più in forma atleticamente per reggere 80' e affrontare una sfida dura fisicamente come quella contro gli Springboks. Ecco le sue parole.

Gli esclusi eccellenti

«Anche noi abbiamo messo la formazione migliore possibile. In ogni ruolo. Vi avrà sorpreso non vedere Fischetti, Varney o Zuliani fra i titolari, ma c'è un motivo per ognuno.
Fischetti ha giocato 6 partite consecutive in Inghilterra, praticamente sempre titolare e sempre 80'. Pensare di metterlo titolare anche per le prossime 4 con l'Italia vorrebbe dire fargliene giocare 10 consecutive.
Abbiamo 3 mediani di mischia di livello a cui diamo fiducia. Quello che arriva nelle migliori condizioni per questa partita è Fusco. Varney ha giocato 3 settimane fa, è venuto in raduno, ha preso un aereo per andare a giocare ancora con Exeter e ha ripreso un aereo per tornare. Non è la miglior opzione per giocare una partita con il Sudafrica.
Se avessi potuto fare lo stesso con Nicotera anche lui non sarebbe stato titolare. Anche lui è stato con noi tre giorni, è tornato in Francia a fare 65' con Parigi, ha preso l'aereo per tornare. E' terribile per la preparazione di una partita internazionale. Però l'abbiamo scelto come capitano e quindi deve essere in campo.
Per uno come Zuliani la situazione è opposta. Finora non ha ancora giocato una partita completa. La sua spalla non è al 100%. L'abbiamo lasciato al Benetton per fare un tempo il week-end scorso, ma sappiamo che non ha gli 80', quindi è meglio che parta dalla panchina».

Ange Capuozzo

Belloni e Capuozzo

«Per il ruolo di estremo oltre a Belloni potevamo avere altre opzioni. Una è Allan, che arriva da un infortunio di 3 settimane, ha iniziato a correre da una settimana, si è allenato al 100% con la squadra solo venerdì scorso. Questa è la prima settimana intera di allenamento, non è in condizione di fare un'intera partita. Noi con il Sudafrica non possiamo non fare 6+2 in panchina e non possiamo mettere trequarti che non hanno il ritmo per una partita internazionale intera.
L'altro opzione era Capuozzo, che non è stato con noi la settimana scorsa. Nel nostro sistema di attacco e difesa il 15 è un ruolo molto importante, ma Capuozzo non lo vediamo dal Sei Nazioni, non è stato in tour estivo con noi. Vogliamo metterlo in campo perché sta molto bene, ma nel ruolo di ala sarà più semplice, in attesa che possa tornare estremo.
La settimana scorsa ci è piaciuto molto come si è allenato Belloni. E' stato bene con noi. Conta tantissimo quello che i ragazzi fanno in allenamento. Lui ci ha rassicurato e merita la sua opportunità. Uno degli obiettivi di questa partita è dare l'opportunità a chi è in forma di farsi vedere».

I complimenti di Erasmus

«E' sempre un grande onore riceve i complimenti da Rassie Erasmus, il miglior allenatore al mondo. E' sempre stato gentile verso di noi e di me personalmente. Ogni volta che parla bene della nazionale italiana sappiamo che non lo fa solo per farci piacere. E' quello che pensa davvero, perchè me lo dice ogni volta che ci incontriamo.
Lui conosce la realtà dell'Italia, conosce le nostre sfide, sa valutare molto bene le nostre performance. Le sue parole fanno piacere. Io sono come quasi tutti un suo grande ammiratore. E' il miglior allenatore e leader di squadra al mondo. Come dice lui, magari non ha solo amici, ma lui difende la nazionale sudafricana, il suo Paese, i suoi giocatori e non ha bisogno di fare piaceri a nessuno. In questo senso mi piace fare lo stesso. Oggi il mio impegno è con la nazionale italiana, mi sento parte di questo gruppo. E al mio umile livello provo ad avere un atteggiamento come quello di Erasmus. A volte mi farò sospendere, come un paio di partite fa, ma senza rimpianti, perchè mi sono sempre comportato con rispetto e soprattutto per difendere la nostra nazionale, provando a farci rispettare. E anche in questo senso Erasmus è un modello».

So che è il suo compleanno e in conferenza stampa gli ho fatto gli auguri in Afrikaans. 

La sfida al Sudafrica

«Come staff non ci nascondiamo che ci sono due realtà molto diverse: quella della nazionale e del rugby sudafricano, quella della nazionale e del rugby italiano. Se vogliamo competere contro loro, essere in partita, dobbiamo stare nelle basi del gioco, ma allo stesso tempo cercare strategie, movimenti, modi di giocare e di difendere diversi, un po' imprevedibili. E quello che vuole dire Erasmus è che l'anno scorso per una partita da loro e una da noi siamo riusciti a competere fino a 10 minuti falla fine. A Torino eravamo a 7-8 punti da loro. Il secondo test da loro l'anno scorso è stata la vera differenza fra le due squadre e delle due realtà.
Anche se non pensiamo mai a giocatori che ci mancano, 16-17 assenti, la sfida contro di loro diventa straordinaria. Quello di cui io e lo staff siamo contenti e orgogliosi è che si tratta di una delle prime volte, se non la prima volta nella storia che il Sudafrica mette la squadra migliore contro l'Italia. Sapendo che avranno la settimana corta, visto che in Francia giocheranno di venerdì, che mettano la squadra migliore è un grande segnale di rispetto. Per questo noi abbiamo voluto mettere i ragazzi nelle migliori condizioni, che possono affrontare la sfida fisica che sarà straordinaria».

Paolo Odogwu

La scelta dei centri

«Per i centri la logica è la stessa delle altre scelte. Con tre giocatori indisponibili nel ruolo di 13 (Brex, Menoncello, Bertaccini) sarà una grande opportunità per Odogwu e Mori. Odogwu ha giocato quasi tutte le partite del Benetton. Lo abbiamo rilasciato sabato scorso e ha fanno 80 minuti di alto livello contro Edimburgo. Invece Mori ha giocato solo 2 partite sulle ultime 7 settimane. Quindi fare un 6+2 con un giocatore che non ha ancora il minutaggio di 80', che può essere in difficoltà a finire la partita, è un doppio rischio. Pwerciò dobbiamo accompagnarlo e supportarlo nella capacità di fare 80' anche se ha giocato poco negli ultimi 2 mesi a Bayonne».

La convocazione di Miotti.

«Quando ho firmato per l'Italia fra i tanti complimenti mi sono giunti quelli di Miotti, con i quali mi ricordava di avere un nonno italiano. Abbiamo riparlato dell'opportunità a inizio di quest'anno. Lui mi ha fatto sapere che era un'alternativa a gradita. Quindi l'ho condiviso con gli altri allenatori. L'abbiamo seguito tutta la stagione scorsa. Abbiamo avuto l'opportunità di chiamarlo adesso. Non ha potuto venire in ritiro a Padova, perché ancora infortunato. Ma lui sa che adesso fa solo parte del gruppo e si allena con noi. Non è previsto che giochi ne questa partita, nè la prossima. E' la prima settimana in cui è tornato ad allenarsi al 100%. Oggi è stato il primo allenamento completo con la squadra. La settimana prossima sarà solo la prima completa quindi non sarà pronto. Non ha nessun senso metterlo in campo. Ci sono altri giocatori con una preparazione migliore di lui. Ne io ne lui vogliamo fare un commento che riguardi la partita. Passerà due settimane ad allenarsi, poi vedremo se sulla terza e quarta partita avrà un'opportunità di entrare nel gruppo. Ma sicuramente non giocherà nè col Sudafrica, nè con l'Argentina».

Il debutto di Locatelli

«Locatelli da più di un anno l'abbiamo chiamato. Prima di tutto perché ha fatto due stagioni di altissimo livello a Viadana, io l'ho scoperto lì nel 2023. Era uno dei ragazzi che mi avevano impressionato in Serie A Elite. Ho condiviso l'idea di farlo venire alle Zebre dove ha confermato che sta al livello di Urc, che affrontare allo stesso livello i migliori in Europa e i migliori sudafricani, che affronterà sabato. Comparandolo a Vintcent e Zuliani, che potevano essere altre opzioni per giocare numero 7. Oggi senza Lamaro, l'altro grande competitore per questa maglia, quello che arriva pronto per l'aggressività con cui si giocherà questa partita è proprio Locatelli. 
Come ho già detto è stata la sua esclusione dal tour è stata la scelta più dura questa estate, dopo che aveva fatto tutti e tre i raduni di preparazione. Quando abbiamo scelto il gruppo dei 33 è stato uno dei pochi che non è potuto venire. E' rimasto in Italia, ha fatto vacanze più corte degli altri, ha fatto una perfetta pre stagione, l'ha iniziata ad altissimo livello. Sappiamo che ha la mentalità, la fisicità e il carattere per dirgli: invece di esordire contro una rivale più semplice, lo farai contro la migliore al mondo. Come staff siamo tranquilli che non lo mettiamo in difficoltà. La reazione della squadra quando l'abbiamo annunciato è stata di felicità, gli hanno fatto i complimenti e questo ci conforta sulla scelta».

Il match con l'Argentina

«E' vero che i Pumas arrivano con i giocatori a disposizione pochi giorni per la prima partita con l'Irlanda. Ma giocando di venerdì avranno un giorno in più per preparare la gara contro di noi. Quindi sarà importante per noi guardare quale sarà il nostro livello attuale. Loro a differenza nostra recuperato tutta la squadra, tranne due o tre assenti, quindi sarà una delle grandi nazionali da seguire in questo Championship».

Il Nations Championship

«Come ho già detto è una sfida straordinaria. Non è mai successo nella storia della nostra squadra, e quasi mai in quella del rugby italiano, di iniziare contro i campioni del mondo che vengono con la loro migliore squadra. E poi fare tre partite con i Top 10 al mondo. Gare che contano per un campionato. Anche se noi non ci focalizziamo mai su quello che ci manca, ma su quello che abbiamo e possiamo controllare, la realtà è che alcuni giocatori non sono qui. Affrontiamo perciò questa sfida con poche opzioni per i cambi, ma allo stesso tempo è un'eccellente opportunità di testare e provare il carattere del gruppo, dare opportunità a ragazzi esordienti o a quelli che tornano in nazionale dopo anni. Quindi affrontiamo il Championship con energia altissima. Sono consapevole del livello della squadra che avremo davanti a Torino, ma quello che mi fa sentire molto bene davvero ogni giorno è quando vedo la qualità del lavoro che mettono i nostri giocatori e lo staff. Quando abbiamo questo pensiamo di poter arrivare a sabato per essere la migliore versione di noi. Niente sarà perfetto. Sarà una prima partita con tanti nuovi giocatori e tanti che non hanno giocato assieme. Vogliamo proporre una squadra solida, affamata e speriamo che questo si vedrà in campo».