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Non basta la Nazionale, Fir e Lega devono crederci 

Il week-end del rugby internazionale sarà monopolizzato dall'interesse per i match del Nations Championship e il ritorno della nazionale sabato 7 novembre a Torino contro il Sudafricana. Ma domenica 8 novembre il movimento italiano propone un altro appuntamento importante ed agonisticamente emozionante, che sfuggirà all'attenzione dei più fra tifosi e mass media. La Coppa Italia gioca il suo ultimo turno della fase a gironi che si è trasformato di fatto in un quarto di finale.

I duelli

Le due big Rovigo (girone 1) e Valorugby (girone 2) sono a punteggio pieno e già qualificate. Nei rispettivi confronti casalinghi con Mogliano e  Lyons potranno fare turn over e permettere a qualche titolare di tirare il fiato. Sotto per il secondo posto, valevole per la qualificazione in semifinale, ci sono due scontri diretti fra le 4 squadre che possono qualificarsi. Nel girone 1 Vicenza-Parabiago, rispettivamente 15 e 12 punti, è la sfida fra realtà emergenti del panorama italiano. Nel girone 2 Viadana-Fiamme Oro, rispettivamente 15 e 17 punti, è la partita più calda di questi anni, viste anche le polemiche fuori dal campo e dentro la Lega fra le due società e i loro numeri uno, Giulio Arletti e Tommaso Niglio.

La valorizzazione

Una doppia sfida di fuoco, un week-end da valorizzare, ma che invece sarà per pochi intimi, coperto dal clamore per il rugby internazionale e dall'involuzione sempre maggiore del rugby domestico. Invece una manifestazione come la Coppa Italia andrebbe sempre più valorizzata e sviluppata. Non solo come sta ben facendo la Lega con le finali evento, organizzate su delega della Fir, ma inventandosi nuove formule e strategie di interesse per la competizione.

Le radici e le ali

Scontri decisivi come Vicenza-Parabiago e Viadana-Fiamme Oro, o come saranno poi le semifinali del trofeo, possono portare una controtendenza all'involuzione ed essere un traino per il movimento. Meriterebbe interesse e attenzione mediatica, istituzionali, sportiva e del pubblico ben maggiori di quelle che avranno. Sono l'altra faccia, quella vera, del nostro rugby, che sabato spiega le ali sfidando gli Springboks campioni del mondo e domenica affonda le radici nel terreno che lo nutre.