Arletti fra richiesta di dimissioni alla Fir e resa dei conti in Lega
Le conseguenze delle dure dichiarazioni del presidente per l'eliminazione di Viadana

Semplice sfogo per una semifinale scudetto persa che Viadana poteva, e forse meritava di vincere? Oppure resa dei conti in Lega italiana e Federazione italiana rugby? A qualche giorno dalle clamorose dichiarazioni del presidente del Viadana e della Lega Giulio Arletti l'interrogativo rimane incombente e potrebbe risolversi, o avere strascichi, il 2 giugno, quando a Padova è in programma la finale del campionato di Serie A Elite di rugby e pure il consiglio federale.
Di chi chiede la testa Arletti?
Dopo la sconfitta nella semifinale di ritorno a Reggio Emilia contro il Valorugby, a dire di Arletti viziata da pesanti e non casuali errori arbitrali, Aletti ha affermato ad Alessandro Soragna della Voce di Mantova: «Io non credo agli errori arbitrali, quello che tutti hanno visto è un disegno preciso per impedirci di arrivare in finale. Io mi aspetto delle decisioni importanti, o un licenziamento in ambito Fir per salvare almeno la faccia del movimento». Chi dovrebbe essere il licenziato? Riccardo Bonaccorsi, coordinatore della Commissione nazionale arbitri? Franco Ascione, diretto sportivo della Fir? Daniele Pacini, direttore tecnico e dell'alto livello? Arletti non l'ha specificato.
Minaccia le proprie dimissioni
Il presidente del Viadana e della Lega Aletti ha poi continuato: «Dopo la nostra vittoria a Roma qualcuno era triste. Ora quello stesso qualcuno ha goduto. Chiedo delle dimissioni importanti in Fir e poi valuterò anche le mie dalla Lega. E non escludo decisioni neppure per quanto riguarda Viadana. Si ripartirà da dove sarà possibile».

Campionato al ribasso
Infine la parabola discendente della Serie A Elite, voluta secondo Arletti dalla Fir. «In Federazione vogliono un campionato sempre più dilettantistico per sostenere la partecipazione all'URC. Come Lega avevamo già strutturato un progetto diverso, con una Serie A Elite a 16 squadre e un Coppa Italia propedeutica per la partecipazione alla massima competizione, oltre a un piano per raccogliere nuovi fondi. Ma davanti a situazioni come questa viene tutto rimesso in discussione».
La resa dei conti
Probabilmente non solo il rapporto con la Fir, ma anche gli equilibri e le spaccature che da due anni paralizzano la Lega. Gli schieramenti sono tre club da una parte (Fiamme Oro, Valorugby, Mogliano) e sei dall'altra (Viadana, Rovigo, Petrarca, Lyons, Biella e Vicenza). Uscite dure come questa potrebbero produrre un cambiamento degli scenari, maggioranze diverse, un'alternativa allo stesso Arletti o addirittura uno scioglimento della Lega. La Fir finora non ha risposto, e probabilmente non intende rispondere, alle dichiarazioni. Tutti gli altri club non hanno commentato. Ma il 2 giugno, quanto tutti si ritroveranno a Padova, potrebbe essere il momento della resa dei conti.