Sei Nazioni Femminile 2026, i debutti parlano per tutti
La situazione dopo due giornate, le debuttanti e la classifica
C'è un modo per capire dove sta un movimento rugbistico. Non guardi solo il risultato. Guardi cosa succede quando entra qualcuno alla prima presenza. Ma prima di arrivarci, bisogna guardare il quadro. Questo Sei Nazioni Femminile 2026 nelle prime due giornate ha già detto molto — sulle squadre e su chi le abita.
Risultati
G1 — 11 aprile: Francia–Italia 40-7 · Inghilterra–Irlanda 33-12 · Galles–Scozia 19-24 G2 — 18 aprile: Galles–Francia 7-38 · Scozia–Inghilterra 7-84 · Irlanda–Italia 57-20
Classifica Sei Nazioni Femminile
Inghilterra 10 (+98) · Francia 10 (+64) · Irlanda 5 · Scozia 4 · Galles 1 (-36) · Italia 1 (-70)
Le squadre, dopo due giornate
Inghilterra. Il livello è un altro. 77.120 spettatori in G1 — record assoluto nella storia del Sei Nazioni Femminile, prima partita del torneo, non una finale. In campo la stessa cosa: 621 metri guadagnati, 10 linebreak, bonus offensivo al 32' contro la Scozia. Trentasei vittorie consecutive nel torneo. Non è una squadra che vince — è una squadra che gestisce i margini come se il risultato fosse già scritto prima del calcio d'inizio.
Francia. Il problema è il primo tempo, e lo è in entrambe le partite. Contro l'Italia faticano per quaranta minuti, poi aprono: 13 linebreak, 614 metri, 45 corse dominanti con contatto. Contro il Galles, 7-7 all'intervallo — poi 38-7 finale. Hanno il motore, ma non parte subito. Nel Sei Nazioni Femminile, se incontri una squadra che regge il primo tempo, può diventare un problema.
Irlanda. Costruzione solida, continuità evidente. 9.206 spettatori contro l'Italia — record in casa per le irlandesi. Parsons segna una tripletta nel solo primo tempo. L'obiettivo dichiarato è il secondo posto: per farlo devono battere la Francia, che al momento le stacca di cinque punti. La partita c'è, l'ambizione anche.
Scozia. La più difficile da leggere. Battono il Galles di misura in G1 (19-24), poi prendono 84-7 dall'Inghilterra con bonus offensivo concesso al 32'. Due facce difficilmente conciliabili. Probabilmente la verità sta nel mezzo, e si vedrà il 25 aprile contro la Francia.
Galles. Reggono nel primo tempo contro la Francia — 7-7 all'intervallo, ci credono. Non basta. La sconfitta con la Scozia in G1 pesa: con una vittoria sarebbero a 5 punti, ora sono ultime a pari merito con l'Italia ma con differenza punti migliore. Non hanno molto margine.
Italia. Due sconfitte, un punto di bonus offensivo. Il dato che nessuno cita: il secondo tempo contro l'Irlanda finisce 10-12 per le irlandesi. L'Italia entra in campo diversa dopo l'intervallo, difende meglio, smette di regalare campo. Non cambia la classifica, ma dice qualcosa sul carattere.
I debutti. Perché contano.

Tutto quello che c'è sopra è il contesto. Quello che segue è il dettaglio — chi ha esordito in questo Sei Nazioni Femminile e cosa ha fatto vedere.
Anaïs Grando. Francia. 3 mete in 2 partite.
Prima presenza in G1, titolare dall'inizio. L'unica meta del primo tempo contro l'Italia è sua. Nella ripresa è parte dell'accelerazione che porta a 13 linebreak e 614 metri. A Cardiff, sette giorni dopo, segna due mete nel secondo tempo quando la Francia alza il ritmo. Due partite nel Sei Nazioni Femminile, tre mete, zero fase di ambientamento.
Haineala Lutui. Inghilterra. 19 anni.
Entra dalla panchina in G2 a Murrayfield, seconda presenza. Segna la sua prima meta internazionale in carriera in una partita già chiusa 35-7 al 40'. Trentasei vittorie consecutive delle Rose nel torneo. Nessuno ne fa una notizia. Questa è esattamente la notizia: quando esordire e segnare diventa routine nel Sei Nazioni Femminile, il bacino sotto la prima squadra fa paura.
Robyn O'Connor. Irlanda. Debutto in G2.
Galway, 45-10 all'intervallo. Entra al 22' e segna il try del bonus offensivo. Prima presenza, momento decisivo, zero esitazione. Non è fortuna — è il prodotto di un lavoro che si vede anche quando entra chi non ha ancora giocato.
Elettra Costantini e Chiara Cheli. Italia. Debutti in G1.
Dall'altra parte rispetto a Grando. L'Italia fa quello che si può fare: 71% di possesso nei primi dieci minuti, 9 turnover vinti, 193 placcaggi totali. Non basta — la Francia ha un livello fisico diverso. Ma Costantini e Cheli esordiscono in quel contesto e non lasciano tracce negative. In un 40-7 contro la Francia in casa, nel Sei Nazioni Femminile, non è poco. Al 77' di G2 a Galway è D'Incà a finalizzare su azione di Bitonci. Anche lei alla prima presenza in questa campagna. Il secondo tempo contro l'Irlanda finisce 10-12. Nessuno ne parla. Dovrebbero.
25 aprile. Lanfranchi, Parma. Italia–Scozia. Ore 17:30.
Scontro diretto per il quinto posto. La partita che può dare un senso diverso a questa campagna del Sei Nazioni Femminile. Le debuttanti hanno tenuto. La squadra nel secondo tempo ha tenuto. Serve portarlo per ottanta minuti.
@rhynosmm — Rugby Femminile Italiano

