Jake White elogia gli Springboks: "La vera forza è il lavoro degli allenatori"
Crescita dei giovani, profondità della rosa, ed evoluzione del gioco rendono il Sudafrica la squadra da battere
L'ex ct campione del mondo nel 2007 esalta il lavoro di Rassie Erasmus e del suo staff: dalla crescita dei giovani alla profondità della rosa, fino all'evoluzione del gioco che sta rendendo il Sudafrica la squadra da battere nel rugby mondiale.
I successi del Sudafrica nel Rugby Championship non sono soltanto il risultato del talento a disposizione dei campioni del mondo. Secondo Jake White, ex commissario tecnico degli Springboks e vincitore della Coppa del Mondo 2007 giocata in Francia, dietro l'attuale dominio della nazionale arcobaleno c'è soprattutto il lavoro degli allenatori, dello staff tecnico guidato da Rassie Erasmus.
White paragona il percorso del Sudafrica a quello dell'Europa nell'ultima Ryder Cup di golf, dove una strategia intelligente e una gestione impeccabile delle risorse hanno permesso di superare avversari teoricamente più forti. Allo stesso modo, gli Springboks stanno raccogliendo i frutti di una programmazione accurata e di una gestione del gruppo che ha consentito ai giovani di esprimersi senza pressioni.
Il coraggio delle scelte: fiducia ai giovani e risultati immediati
Solo poche settimane fa, la decisione di schierare contro la Nuova Zelanda una formazione priva di oltre 500 cpas internazionali complessivi aveva suscitato dubbi e critiche. La risposta è arrivata sul campo con una netta vittoria per 43-10 e con un attacco capace di realizzare 110 punti nelle ultime due partite. Per White, il merito non è soltanto dei giocatori, ma anche della capacità degli allenatori di trasmettere fiducia e responsabilità a un gruppo meno esperto.
Uno degli aspetti che maggiormente colpisce l'ex ct è la profondità della rosa sudafricana. Mentre altre nazionali cercano di replicare formule come la celebre "Bomb Squad", nessuna è riuscita a ottenere lo stesso impatto dei campioni del mondo. Il Sudafrica può infatti contare su alternative di altissimo livello in praticamente ogni ruolo, garantendo continuità di rendimento anche quando vengono effettuate numerose rotazioni.

Dalla "Bomb Squad" a un rugby più creativo: l'impronta di Tony Brown
White sottolinea inoltre l'influenza positiva di Tony Brown, entrato nello staff tecnico dopo le esperienze maturate con il Giappone. Grazie al suo contributo, il gioco degli Springboks è diventato più offensivo, creativo e imprevedibile senza perdere l'efficacia che da sempre caratterizza la squadra.
Un cambiamento significativo se si pensa alle critiche ricevute durante il tour dei British & Irish Lions del 2021, quando il Sudafrica veniva accusato di proporre un rugby eccessivamente conservativo e basato sul gioco al piede. Oggi, invece, la squadra riesce a coniugare solidità difensiva e qualità offensiva, dimostrando di poter vincere anche attraverso un rugby più spettacolare.
Profondità della rosa e continuità: il segreto del dominio degli Springboks
Secondo White, la vera forza degli Springboks è aver sviluppato più modi per vincere. Erasmus sa di poter tornare a un rugby più pragmatico quando necessario, ma dispone anche di soluzioni alternative che rendono la squadra molto più difficile da affrontare rispetto al passato.
La profondità della rosa è un altro elemento decisivo. In quasi ogni ruolo il Sudafrica può contare su ricambi pronti a mantenere elevato il livello della squadra, un vantaggio che poche nazionali possono vantare. Questo risultato è frutto di anni di lavoro, di una struttura tecnica consolidata e di una programmazione che guarda costantemente al futuro.
Con una profondità di rosa invidiata da tutto il mondo e una struttura tecnica costruita nel tempo, il Sudafrica si presenta oggi come la squadra di riferimento del rugby internazionale, lo dimostrano i 4 Mondiali vinti in 8 edizioni disputate (gli All Blacks ne hanno vinti 3 di Mondiali in 10 edizioni disputate). Per Jake White, i tifosi dovrebbero godersi questo momento: i cicli vincenti non durano per sempre, ma attualmente gli Springboks rappresentano il modello che tutte le altre nazionali cercano di imitare.