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Se il rugby australiano è sull’orlo della bancarotta quello sudafricano sta ragionando su seri tagli alle retribuzioni. Anche il Sudafrica campione del mondo sta risentendo della crisi dovuta alla pandemia di covid-19 e per questa ragione SA Rugby potrebbe apportare tagli che potranno arrivare al 40% per i giocatori che guadagnano di più. La diminuzione dei compensi interesserà solo i giocatori e gli staff tecnici professionistici, ovvero gli atleti delle 4 squadre di Super Rugby e delle due di Pro14.

 

In Scozia nel frattempo è stato confermato il taglio ai compensi di giocatori e staff del rugby d’élite per i prossimi 6 mesi.

SRU (Scottish Rugby Union) ha annunciato che i giocatori scozzesi più pagati subiranno un taglio dei loro stipendi per i prossimi cinque mesi a causa della pandemia di coronavirus. La decisione è stata presa in seguito agli incontri tra la SRU e la RPS (associazione giocatori di Scozia).

Le riduzioni di stipendio riguarderà solo i giocatori con contratti superiori alle £ 50.000 l’anno (circa 57.000 €). I loro guadagni saranno ridotti dal 10% al 25% dal 1 aprile al 1 settembre 2020.

“Le riduzioni di stipendio proposte riflettono la difficile situazione finanziaria che deve affrontare il rugby in Scozia, nel Regno Unito e nel mondo” si legge da una dichiarazione congiunta di Scottish Rugby e RPS.

“Le entrate del Rugby scozzese sono influenzate dai tornei PRO14 ed EPCR attualmente interrotti. Il tour estivo della nazionale scozzese in Sudafrica e Nuova Zelanda è in dubbio. Vi è incertezza sui test autunnali presso il BT Murrayfield. Questa combinazione di fattori avrà un impatto significativo sui ricavi del rugby scozzese”.