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Foto Italrugby
Foto Italrugby

Una vittoria e tre sconfitte, con 22 mete segnate e altrettante subite. Il ciclo di Sciamanna lascia indicazioni precise, soprattutto sulla capacità di contenere l’avanzamento avversario.

L’Italia femminile chiude le WXV Global Series 2026 con una sconfitta per 54-24 contro gli Stati Uniti a Nashville, dopo il 36-27 subito una settimana prima a Mansfield. Il risultato finale pesa, soprattutto perché le Azzurre avevano cominciato la partita portandosi avanti 12-0.

Quattro partite sono poche per giudicare il lavoro di Plinio Sciamanna, ma bastano per riconoscere alcuni problemi ricorrenti. Il più evidente riguarda la capacità di fermare l’avanzamento delle avversarie, specie nelle fasi ravvicinate.

Dodici punti di vantaggio, poi la risposta USA

Francesca Granzotto apre le marcature raccogliendo un calcio trasversale di Emma Stevanin. Francesca Sgorbini trova il raddoppio dopo aver ribattuto un calcio americano. Sul 12-0, però, la partita cambia.

Le Eagles rispondono con due mete di Keia Mae Sagapolu-Senele, una di Lauryn Carlton e una di Freda Tafuna. Le cariche delle avanti producono avanzamenti continui e all’intervallo il punteggio è già 28-12.

Nella ripresa Tafuna completa la tripletta. L’Italia segna ancora con Vittoria Ostuni Minuzzi e Beatrice Rigoni, ma gli Stati Uniti aggiungono le mete di Georgie Perris-Redding e Kate Zackary. Il conto finale è di otto mete a quattro.

In diverse sequenze, fermare la portatrice non è bastato: l’avanzamento aveva già costretto le Azzurre a difendere più indietro. Da lì gli Stati Uniti hanno trovato nuove occasioni per attaccare vicino al raggruppamento.

Il problema dell’avanzamento

Le difficoltà difensive non cominciano a Nashville. Anche nel 55-21 sul Giappone, l’Italia aveva concesso due mete iniziali da maul avanzanti. Contro il Sudafrica, perso 29-41, un altro drive aveva prodotto la meta che ha riportato avanti le avversarie dopo il sorpasso azzurro sul 29-27.

Negli Stati Uniti il problema si è manifestato soprattutto nelle portate ravvicinate. A Mansfield, secondo Rugby Australia, le americane avevano effettuato 182 portate contro 126, guadagnando 648 metri contro 515. Sono dati della prima sfida, non di Nashville: per il secondo incontro mancano ancora statistiche comparabili sui metri dopo contatto.

Sempre a Mansfield, l’Italia aveva effettuato 200 placcaggi contro i 153 americani. Il dato non descrive la qualità dei singoli interventi, ma mostra quanto lavoro difensivo fosse stato richiesto alle Azzurre.

Una maul e una sequenza di portate richiedono risposte tecniche diverse. Il punto comune, emerso nei quattro incontri, è la difficoltà a impedire che l’avversaria guadagni terreno quando riesce a imporre il proprio gioco.

Ventidue mete fatte, ventidue subite

Il bilancio delle Azzurre è di una vittoria e tre sconfitte: 55-21 sul Giappone, 29-41 con il Sudafrica, 27-36 e 24-54 contro gli Stati Uniti. In totale, 135 punti segnati e 152 concessi, con 22 mete realizzate e 22 subite.

La distribuzione conta: nove mete italiane sono arrivate contro il Giappone, mentre tredici delle ventidue subite sono maturate nelle due partite americane. A Mansfield le squadre avevano segnato cinque mete ciascuna e la differenza era arrivata dai calci. A Nashville gli USA hanno segnato il doppio delle mete.

Resta anche il tema della continuità. Contro il Sudafrica le Azzurre non hanno conservato il vantaggio ritrovato nella ripresa; a Mansfield hanno inseguito dal 26-10 dell’intervallo; a Nashville, dopo il 12-0, hanno subito cinque mete consecutive prima di tornare a segnare. Partite diverse, ma momenti di pressione gestiti con difficoltà.

Un bilancio da cui ripartire

A Nashville Michela Sillari ha raggiunto le 100 presenze in Nazionale e Vittoria Vecchini le 50, a 24 anni: due traguardi che meritano spazio anche in una serata difficile.

L’Italia ha mostrato risorse offensive, ma i numeri e le partite dicono che non basta segnare. Per rendere più solide queste prestazioni occorrerà soprattutto contenere l’avanzamento avversario e restare efficaci quando cambia l’inerzia dell’incontro. È un’indicazione concreta delle WXV, non una sentenza sul nuovo corso tecnico.

Nashville, Geodis Park, 24 ottobre 2026
WXV Global Series

Stati Uniti v Italia 54-24 (28-12)

Marcatrici: p.t. 8’ m. Granzotto (0-5); 14’ m. Sgorbini tr. Sillari (0-12); 20’m. Sagapolu tr. Vogel (7-12); 28’m. Sagapolu tr. Vogel (14-12); 33’m. Carlton tr. Vogel (21-12); 39’m. Tafuna tr. Vogel (28-12) s.t.  5’m. Tafuna (33-12); 16’ m. Ostuni Minuzzi (17-33); 21’ m. Perris-Redding tr. Vogel (17-40); 25’ m. Tafuna tr. Vogel (47-17); 29’ m. Rigoni tr. Sillari (47-24); 37’m. Zackary tr. Vogel (54-24)
 

Stati Uniti: Cowdrey; Mataitoga, Henrich, Vogel, Kelter (22’st Howard); Mason, Tukuafu (1’st Paton); Tafuna, Perris-Redding (Cap, 30’st Zackary)), Humphreys (22’st Bailey); Ehrecke, Taufoou (30’st Jarrell-Searcy); Sagapolu-Senele (30’st Woods), Treder (24’st Stathopoulos), Carlton (13’ st. Rogers)
all. Jack Hanratty
 

Italia: Ostuni Minuzzi (Cap, 16’st D’Incà); Muzzo Sillari, Mannini (26’st Rigoni), Granzotto; Stevanin, Stefan (26’st Bitonci); Giordano (16’st Jelic), Ranuccini, Sgorbini; Duca, Cavina (16’st Costantini); Pilani (24’st Cuoghi), Vecchini (16’st Fent), Zanette (34’st Dosi)
all. Plinio Sciamanna
 

arb: Zoe Naude (SARU)
AA: Emma Gallagher (RC); Kristine Lovatt (RC)
TMO: Cam Russell (RC)
Cartellini: nessuno
Calciatrici: Sillari (2/4); Vogel (7/8)
Note: Giornata soleggiata, centesimo cap per Michela Sillari, cinquantesimo cap per Vittoria Vecchini. L’Italia scende in campo con il lutto al braccio per onorare la memoria di Elvio Beraldin, padre del capo delegazione delle Azzurre, Fabio Beraldin

@rhynosmm — Rugby Femminile Italiano