Giappone: vince la Pacific Cup e supera l'Italia nel ranking
A Tokyo finale tiratissima contro le Fiji vinta 20-15. Canada terzo, batte gli Usa

Il Giappone vince la Pacific Nations Cup battendo a Tokyo le Fiji per 20-15 in una finale tiratissima, risolta a favore solo con un meta a otto minuti dalla fine di Tua. Per il resto equilibrio assoluto, con gli isolani che hanno chiuso in vantaggio il primo tempio 12-10.
La partita
Dopo il calcio del 3-0 di Green al 7' per i Giappone, le Fiji passano in vantaggio con la meta di Virimi Vakatwa, il centro che dopo 22 presenze con la Francia come equiparato è tornato alla sua nazionale d'origine, con i Coqs non gioca dal 2016. Trasforma Muntz (3-7). Approfittando di un cartellino giallo e usando il maul, arma decisiva anche in un'altra meta, i Brave Bossom passano in vantaggio al 22' con Harada, trasformazione di Green (10-7). Pur in inferiorità i fijani tornano avanti 26' con la meta di Ikanivere che con un touche "furba" coglie di sorpresa la difesa nipponica (10-12).
Nella ripresa la supremazia del Giappone si concretizza con la meta in percussione di Gunter al 58' (15-12), pareggiata al 65' da un calcio di Armstrong-Ravula (15-15) in una fase in cui Fiji spinge in attacco ma non riusce a passare, poi con la meta finale di Tua.
Le conseguenze per l'Italia
La vittoria farà compiere al Giappone un triplo salto mortale in classifica nel ranking mondiale, a danno dell'Italia. La squadra di Eddie Jones salirà infatti dal 12° al 9° posto superando gli azzurri, che scenderanno al 12°, il Galles e le stesse Fiji. Dopo aver battuto la squadra di Gonzalo Quesada in Nations Cup, (vedi articolo), un altro colpo assestato dal rugby giapponese a quello italiano.
Canada terzo posto
Nella finale per il terzo posto vittoria a sorpresa del Canada, dato per sfavorito con gli Stati Uniti, anche qui di misura per 19-16. Gli Usa all'ultima azione rifiutano di piazzare il facile calcio del 19-19 che avrebbe portato ai supplementari. Chiamano mischia a 5 metri, giocano il pallone e a tempo scaduto lo perdono.