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Foto New York Ironworkers
Foto New York Ironworkers

La Major League Rugby nordamericana perde un altro pezzo. Non è un bel segnale nel lancio di questo sport negli Stati Uniti in vista dello sbarco della Coppa del mondo nell'edzione del 2031.

Dopo i Toronto Arrows, ritiratisi per la morte del proprietario, è la volta niente meno che dei campioni del 2022, i New York Ironworkers. Il fallimento delle trattative per la vendita a nuovo proprietario hanno portato alla chiusura dei battenti. Già nel 2022 una squadra campione si era ritirata, i Los Angeles Giltis, vincitori del titolo 2021. Un'ulteriore riprova della fragilità di questa lega, sorta solo nel 2018, che ha sempre vissuto fra turbolenze, cambiamenti e difficoltà di attecchire in un Paese come gli Stati Uniti, dove altri sport di squadra sono forti a livello professionistico (football americano, baseball, basket, hockey su ghiaccio).

La MLR 2024 partirà quindi con 11 squadre e non 13. Una situazione simile alla Premier League inglese, dove il fallimento di Wasps, London Irish e Worcester ha ridotto la lega a solo 10 squadre. Un indice delle grosse difficoltà finanziarie che stanno vivendo i club e le franchigie professionistiche, anche in Galles se la passano male, ma un conto è affrontare queste difficoltà in un Paese di tradizione rugbistica, un altro è farlo dove il rugby è la lanciare e sviluppare. La finale vinta da New York nel 2022 contro i Seattle Seawolves due volte campioni (2018, 2019) si è disputata alla Red Bull Arena di Harrison, nel New Jersey, davanti a solo 2.000 spettatori. Lo stadio ha un capienza di 25.000 spettatori. Continuando di questo passo potrebbero essere a rischio anche i Mondiali fra 8 anni.