L'Inghilterra rinnova Borthwick fino al 2028... per scegliere meglio il sostituto
La decisione di O'Shea simile a quella di quando era ct dell'Italia

L’Inghilterra prolungherà il contratto al ct Steve Borthwick fino al Sei Nazioni 2028. E’ la decisione presa dalla RFU e comunicata dal responsabile dell’alto livello della Union inglese Conor O’Shea, ex ct azzurro. Questo nonostante il peggior risultato di sempre al Sei Nazioni (quinto posto, una sola vittoria), la prima storica sconfitta con l’Italia e il bilancio di tre ko e due vittorie nelle ultime cinque partite.
Le dichiarazioni di O’Shea
Il motivo è permettere di trovare senza fretta un sostituto se la Coppa del mondo 2027 andrà male. «Non vogliamo che lui e lo staff cerchino una nuova collocazione durante il Mondiale. Tutti sanno di dover essere giudicati alla Coppa del mondo, ma tu non puoi avere un gruppo di allenatori che vivono la competizione nell’incertezza. Con il prolungamento daremo loro certezze e daremo alla Rfu il tempo di guardarsi in giro».
Il precedente con l’Italia
O’Shea usa con Borthwick e l’Inghilterra le stesse modalità usate per lui con l’Italia. Dopo il Mondiale 2019 doveva guidare ancora gli azzurri al Sei Nazioni 2020, per permettere di trovare un suo sostituto. Invece è stato O’Shea ad andarsene dopo il Mondiale, per il posto che ricopre ora nella RFU, lasciando la Fir nei guai e Franco Smith, che doveva fargli da assistente, in qualità invece di coach a interim. Quindi la strategia di fare a un citì un contratto che scade a metà dell’anno successivo al Mondiale non sempre funziona.
Nessun convocato dall’estero
O’Shea difende anche la politica dell’Inghilterra di convocare in nazionale solo giocatori della Prem, considerato da alcuni opinionisti uno dei motivi della crisi di risultati. Ad esempio nell’Inghilterra non può giocare Jack Willis, stella del Tolosa e del Top 14. Convocare atleti che giocano all’estero «sarebbe qualcosa di sbagliato non solo per l’Inghilterra, ma per il rugby inglese. Se i migliori vanno all’estero e avremo meno top player nella nostra lega, la conseguenza sarà la riduzione degli investimenti dei nostri proprietari nei club. Perchè dovrebbero investire nel rugby se prendiamo i migliori dall’estero?».