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Foto @marcoaloi
Foto @marcoaloi

Marco Aloi da dicembre è Direttore del Peroni Top10, il massimo campionato italiano di rugby che dalla prossima stagione prenderà il nome di Serie A Elite. Il manager di origini napoletane si è stabilito a Pesaro lavorando negli scorsi anni con la Lega Basket prima di intraprendere questa nuova avventura professionale. A 6 mesi dall’ingresso nel mondo del rugby Rugbymeet ha intervistato Marco Aloi facendo il punto della situazione “a bocce ferme”, quando le squadre stanno programmando e rifinendo le azioni che porteranno all’inizio della stagione 2023/24. Stagione di Serie A Elite al via il prossimo 7 ottobre.


 

Una delle prime azioni intraprese dalla tua nomina è stato un “giro” dei Club, un modo per presentarti e conoscere da vicino le realtà del massimo campionato. Come è andata?

“Ho trovato la volontà generale di far crescere il sistema. Una volontà mossa dalla passione per il rugby. La passione è la miccia scatenante di quello che potrà essere il processo di miglioramento del campionato. Ovviamente il processo deve passare anche da decisioni che possono essere drastiche come quella di ridurre il campionato da 10 a 8 squadre nella transizione di due stagioni. Questo potrà potare a una crescita a livello tecnico e una crescita dal punto di vista della vendita del prodotto”.


 

C’è qualche club che ti ha impressionato in positivo o anche in negativo?

“Devo dire che ogni club ha le sue caratteristiche. Ce ne sono alcuni più organizzati di altri, è innegabile, ma non mi piace fare nomi. Chi dal punto di vista commerciale, chi dal punto di vista ticketing e chi dal punto di vista organizzativo sta lavorando bene, non sono qui per fare una classifica ma per far crescere il sistema”.


 

Hanno accettato tutti il tuo incontro?

“A volte sono stato chiamato, a volte mi sto dovuto proporre. Non è questo il punto. Io sono stato chiamato per cercare di portare la mia esperienza, la mia diversa prospettiva al mondo del massimo campionato. Serve collaborazione poiché da soli non si va da nessuna parte”.


 

Cosa pensi del caso Calvisano, una squadra che da trent’anni era ai vertici del massimo livello italiano, vincitrice di 7 scudetti, rinunciare all’iscrizione per problemi economici.

“La rinuncia di Calvisano è il motivo che ci ha spinto, assieme alla Federazione, ad accelerare il processo di inserimento di regole di partecipazione alla massima serie”.

“Il caso Calvisano deve essere un campanello di allarme per tutti, quello che è successo a Calvisano può capitare a chiunque domani. Ma se ci dotiamo di regole condivise possiamo evitarlo”.


 

Novità per la prossima stagione di Serie A Elite?

“Creare nei prossimi anni una nuova dimensione dal punto di vista commerciale per rendere più attrattivo il prodotto rugby. La sostenibilità economica dei club sarà alla base dello sviluppo così come l’organizzazione aziendale dovrà essere un paramento indispensabile”.