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Foto Greg Sabin
Foto Greg Sabin

Oggi il Guinness Women’s Sei Nazioni Femminile 2026 apre i battenti a Grenoble. Per l’Italia di Fabio Roselli c’è subito la prova più dura: la Francia in casa sua, allo Stade des Alpes, calcio d’inizio alle 13:25. Un battesimo del fuoco per una squadra che arriva al Sei Nazioni Femminile con voglia di dimostrare che il processo di crescita sta dando i suoi frutti.

Una rosa rinnovata, un nucleo solido

Roselli ha convocato trentaquattro atlete, tra cui sette esordienti assolute: Dosi, Cheli, Costantini, Aggio, Grassi, Serio e Copat — quest’ultima entrata in corsa dopo il forfait di Andreoli per un problema al polpaccio. L’Italia al Sei Nazioni Femminile 2026 si presenta con una squadra che guarda al futuro, ma senza smontare il presente.

Il nucleo è quello che conosce queste battaglie. Sofia Stefan è a 101 caps e guida la regia insieme alla giovane Alia Bitonci, con Gaia Buso come opzione dalla panchina. Ai centri ci sono D’Incà e Mannini. La fascia è sul braccio di Elisa Giordano, 78 caps e una leadership costruita in vent’anni di rugby azzurro. In prima linea reggono Turani, Vecchini e Maris — tre pilastri del movimento femminile italiano.

La Francia: un sistema, non solo una squadra

La Francia di François Ratier — nuovo commissario tecnico dopo il Mondiale — non si batte solo con il talento. A Marcoussis le giocatrici si allenano cinque volte a settimana con staff dedicati. Club come Toulouse e Bordeaux sono tra i migliori d’Europa per struttura e investimento. Quando l’Italia affronta la Francia al Sei Nazioni Femminile, la differenza non sta nei nomi, sta nel sistema che circonda le atlete.

Ratier ha costruito un gruppo di 38 giocatrici, con 16 senza caps internazionali — una scelta coraggiosa che dimostra la profondità del movimento francese. Le Bleues vengono da una finale mondiale nel 2025 e non hanno intenzione di cedere il passo in casa propria.

Le chiavi della partita

Per l’Italia al Sei Nazioni Femminile 2026, la partita contro la Francia si gioca su due fronti. Il primo è tenere le avanti nelle fasi di contatto senza cedere campo nei primi venti minuti — quello è il momento in cui la Francia prova a spezzare le gambe agli avversari. Il secondo è usare la velocità in ampiezza: Stefan e le trequarti azzurre sanno ripartire veloce, e in campo aperto il divario si riduce.

Non è una partita da vincere per forza. Ma è una partita da giocare con coraggio, per portare a casa informazioni preziose in vista delle sfide successive — Irlanda, Scozia, Inghilterra e Galles.

Un torneo, cinque partite

Il calendario dell’Italia al Sei Nazioni Femminile 2026 è impegnativo: dopo la Francia a Grenoble, le Azzurre affronteranno l’Irlanda a Galway il 18 aprile, poi torneranno a

Parma per ospitare Scozia (25 aprile) e Inghilterra (9 maggio), prima della trasferta finale a Cardiff contro il Galles il 17 maggio.

Non è una partita da subire. È una partita da giocare — con coraggio, con identità, con la consapevolezza che questo gruppo sa già come si affronta una Francia in casa. Domani a Grenoble si apre un torneo. E le Azzurre ci sono.

 

@rhynosmm — Rugby Femminile Italiano


Sei Nazioni Femminile 2026

📅 1ª Giornata – Sabato 11 aprile 2026

Orario Partita
13:25 Francia v Italia
15:25 Inghilterra v Irlanda
17:40 Galles v Scozia

📅 2ª Giornata – Sabato 18 aprile 2026

Orario Partita
14:30 Scozia v Inghilterra
16:35 Galles v Francia
18:40 Irlanda v Italia

📅 3ª Giornata – Sabato 25 aprile 2026

Orario Partita
15:15 Inghilterra v Galles
17:30 Italia v Scozia
21:10 Francia v Irlanda

📅 4ª Giornata – Sabato 9 maggio 2026

Orario Partita
15:00 Italia v Inghilterra
17:15 Scozia v Francia
19:30 Irlanda v Galles

📅 5ª Giornata – Domenica 17 maggio 2026

Orario Partita
13:15 Galles v Italia
15:30 Irlanda v Scozia
17:45 Francia v Inghilterra