Rugby femminile 2026/27: l'Élite cresce, ma il caso Colorno racconta le crepe del movimento
Quale tra le due matricole, Volvera o Forum Iulii, riuscirà a lasciare il segno in questa Élite?
Rugby Femminile - Otto squadre, un solo scudetto, e una nuova stagione che riparte dalla domanda più semplice: chi riuscirà a fermare Valsugana? La Federazione Italiana Rugby ha definito il quadro completo dei campionati nazionali femminili per il 2026/27, e mentre la Serie A si allarga a 20 squadre in 4 gironi, l'Élite resta il vertice assoluto del movimento, riservata alle 8 realtà più competitive del Paese.
Il format 2026/27
La Serie A Femminile si giocherà su due fasi: una prima fase a 4 gironi (uno meritocratico e tre territoriali) con partite di andata e ritorno, seguita da una seconda fase di play-off a eliminazione diretta. Al termine della stagione una squadra sale in Serie A Élite Femminile 2027/28, mentre la sesta classificata del girone Meritocratico retrocede nel girone territoriale.
La Serie A Élite Femminile, invece, mantiene la formula a girone unico con gare di andata e ritorno tra le 8 squadre iscritte; accedono alle semifinali le prime quattro classificate, con finale tra le due vincenti. L'ultima classificata della stagione regolare retrocede in Serie A Femminile.
La Serie A si allarga: 20 squadre per far crescere la base
Se l'Élite resta il vertice, è alla base della piramide che si gioca la partita più importante per il futuro del movimento. La Serie A Femminile passa a 20 squadre suddivise in 4 gironi — uno meritocratico e tre territoriali — un allargamento che non è solo un numero più grande sulla carta, ma il segnale di una base che si sta ampliando davvero, con più club disposti a investire su una squadra femminile e più territorio coperto rispetto al passato.
La struttura mista, con un girone meritocratico affiancato a tre gironi territoriali, prova a tenere insieme due esigenze opposte: dare un percorso competitivo alle realtà più ambiziose, senza scoraggiare i club più giovani o periferici con trasferte insostenibili. È un compromesso tipico dei campionati in fase di crescita, e il fatto che la Federazione lo adotti proprio ora dice molto su quante squadre nuove si stiano affacciando al rugby femminile a 15.
Il collegamento con l'Élite resta stretto: una sola promozione diretta a fine stagione, con la sesta classificata del girone Meritocratico che retrocede nel girone territoriale. Un imbuto severo, che rende la Serie A un campionato duro da scalare — ma proprio per questo la storia di squadre come Volvera e Forum Iulii, capaci di arrivarci in poche stagioni, pesa ancora di più.
Da UISP alla Federazione: oltre quarant'anni di storia
Nel 1984, quando in Italia il rugby femminile non esisteva quasi per nessuno, un gruppo di appassionate lo fece nascere comunque, sotto l'ombrello dell'Unione Italiana Sport Popolare. Ci vollero sette anni prima che la Federazione Italiana Rugby se ne accorgesse davvero e ne prendesse in mano la gestione, nel 1991. Da lì la storia del massimo campionato è fatta di continui cambi di nome più che di identità: Serie A fino al 2022, Eccellenza per una sola, effimera stagione (2022/23), infine Serie A Élite dal 2023, in linea con la nomenclatura già in uso nel maschile.
Sul campo, però, un nome è rimasto quasi sempre lo stesso. Il Benetton Rugby Treviso, le Red Panthers, ha dominato l'albo d'oro con 16 scudetti tra il 1992 e il 2011: un ciclo di egemonia che nel rugby italiano, maschile o femminile, non ha eguali. Alle loro spalle il Valsugana Rugby Padova, campione in carica, e il Rugby Riviera. Sono proprio Valsugana e Villorba ad essersi spartite le ultime finali scudetto, con le padovane a imporsi anche nella stagione 2025/26 contro un Benetton tornato ai play-off dopo un digiuno lungo dal 2016 — segno che le ex regine, dopo anni di anonimato, stanno ricominciando a farsi sentire.
Volvera e Forum Iulii, le matricole che vogliono lasciare il segno
Rispetto alla passata stagione, la griglia della Serie A Élite Femminile 2026/27 cambia volto in due caselle, e in entrambi i casi la promozione racconta un progetto, non solo un risultato.
Il Volvera Rugby ha chiuso la Serie A Femminile con una stagione a dir poco perfetta: dieci vittorie su dieci incontri, oltre 300 punti realizzati e appena 78 subiti, coronati dal successo nella finale promozione. Numeri che raccontano un dominio quasi totale, ma dietro c'è soprattutto continuità: per le piemontesi si tratta del ritorno immediato in Élite dopo un solo anno in seconda divisione, la seconda promozione in tre stagioni per un progetto nato nel 2021. In appena quattro anni, il Volvera è passato da realtà emergente a squadra abituata a stare in vetta.
Al fianco del Volvera debutta il Rugby Forum Iulii, la franchigia friulana che ha attraversato l'intera stagione di Serie A Femminile fino alla finale promozione. Una prima volta assoluta in Élite che conferma quanto il movimento rugbistico in Friuli Venezia Giulia stia crescendo, portando in prima linea una regione tradizionalmente meno centrale nelle mappe del rugby femminile nazionale.
Tra le riconferme, da tenere d'occhio il CUS Torino, che affronta la nuova stagione già con 4 punti di penalizzazione inflitti dal Giudice Sportivo Nazionale per la mancata attività obbligatoria Under 14, e l'Unione Rugby Capitolina, chiamata a confermare la salvezza conquistata nell'ultima annata.
Il caso Colorno: la Rugby Parma nasce da una chiusura annunciata
Non tutte le squadre della griglia 2026/27 arrivano da un percorso lineare come quello di Volvera e Forum Iulii. Il settore femminile del Rugby Colorno — quindici anni in Élite, uno scudetto vinto nel 2018, più semifinali raggiunte — non esiste più con quel nome. A marzo il settore maschile della società si era già ritirato dalla Serie A Élite per difficoltà economiche, promettendo di tutelare femminile e giovanili. Tre mesi dopo, quei settori hanno chiuso comunque.
Le giocatrici, note come Furie Rosse, hanno passato l'estate a cercare una via regolamentare per continuare a esistere insieme: prima un tentativo di cessione diretta del titolo sportivo, bloccato dalle norme federali, poi la strada più lunga della riassegnazione tramite una società di Serie A territoriale disposta ad accoglierle. Alla fine è stata la Rugby Parma F.C. 1931 ad adottare il progetto — ma con l'iscrizione in Serie A, non in Élite: un declassamento di categoria che è il prezzo pagato per continuare a giocare insieme.
Circa tredici giocatrici del gruppo storico restano a Parma per motivi di lavoro o studio, tra cui alcune con esperienza in Nazionale; altre, comprese alcune delle atlete più esperte, hanno scelto di proseguire altrove. Attorno al nucleo rimasto si è aggiunto un nuovo gruppo, fino ad arrivare a una trentina di elementi. Le Furie Rosse non spariscono: diventano Rugby Parma femminile, portando con sé vent'anni di storia rugbistica che nessuna categoria di campionato può cancellare.
Con una piramide femminile sempre più strutturata e un'Élite che si rinnova pur mantenendo le sue certezze storiche, la stagione 2026/27 si preannuncia come un ulteriore banco di prova per la crescita del rugby femminile italiano. Quale tra le due matricole, Volvera o Forum Iulii, riuscirà a lasciare il segno in questa Élite?