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La caserma Gelsomini di Roma torna a riempirsi di bambini e ragazzi del settore giovanile cremisi. Dopo tre mesi di lock down imposto dalle autorità governative, nelle ultime settimane si è potuti tornare all’attività fisica tanto che lunedì 1 giugno, nel rispetto delle restrizioni precauzionali imposte da CONI e da Federugby, lo staff di allenatori e preparatori delle Fiamme Oro Rugby ogni giorno, ad orari differenziati, accoglie i ragazzi presso il proprio centro sportivo all’interno della caserma "Stefano Gelsomini”.

Queste le modalità adottate dal corpo della Polizia di Stato: gli atleti arrivano in caserma accompagnati in auto dai genitori (che poi lasciano la struttura per tutto il periodo dell'allenamento), la misurazione della temperatura avviene da parte del "Covid manager" di turno assieme alla compilazione del modulo di autocertificazione, i ragazzi infine percorrono un itinerario previsto nel rispetto del distanziamento sociale e un allenamento di circa 45 minuti.


In foto il capitano delle Fiamme Oro Filippo Cristiano mentre misura la temperatura a un bambino

 

"Nel mezzo delle difficoltà, nascono le opportunità" è la frase di Albert Einstein che dà il nome al progetto delle Fiamme Oro Rugby dedicato ai ragazzi dei settori giovanili cremisi che sono tornati a popolare il sintetico di Ponte Galeria con le loro sessioni di allenamento.

 

«È un progetto nel quale abbiamo creduto da subito e al quale abbiamo cominciato a lavorare fin dall'inizio dell'emergenza Covid-19, consapevoli che prima o poi i nostri ragazzi sarebbero dovuti tornare allo sport che amano – ha dichiarato il Presidente Armando ForgioneNoi ci dovevamo far trovare pronti alla ripartenza e così è stato, consapevoli di quel motto "Esserci sempre" che da anni caratterizza la Polizia di Stato. Per questo motivo, e non ne ho mai avuto alcun dubbio, sapevo che quando avremmo presentato il progetto al Capo della Polizia, Franco Gabrielli, sarebbe stato accolto con entusiasmo».

Il Direttore tecnico cremisi Sven Valsecchi «quel che abbiamo voluto affrontare con questo progetto è stato soprattutto curare l'aspetto psicologico e l'impatto che il lockdown ha avuto sulla vita dei ragazzi. Ce ne siamo accorti i primi giorni in cui abbiamo riaperto le porte della nostra struttura: i più piccoli arrivavano con aria particolarmente circospetta, quasi impauriti dall'essere riusciti all'aria aperta dopo così tanto tempo. Ma è bastato poco: il contatto con il campo, il pallone tra le mani e due parole con i compagni di squadra che non si vedevano da più di tre mesi e tutto è ricominciato. Da lunedì stiamo anche 7-8 ore in campo per accogliere tutte le categorie; è un sacrificio non indifferente, ma che viene ripagato dai sorrisi dei nostri bimbi finalmente di nuovo felici di poter giocare insieme!».

Il progetto impegnerà la società cremisi fino alla fine dell'estate, in attesa di ricevere nuove direttive per l'inizio completo dell'attività sportiva per la stagione 2020-2021.

 

 

Foto Paolo Cerino per FFOO Rugby