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Foto Viadana
Foto Viadana

Tanto tuonò che piovve. Giulio Arletti dopo aver rassegnato a metà giugno le dimissioni da presidente della Lega italiana rugby (vedi articolo) adesso ha fatto uscire dall’associazione il suo club, il Viadana. Così la LIR ora si trova zoppa. La “Viadanaexit” è avvenuta nell’assemblea di Lega convocata lunedì 27 luglio, come spiegato dallo stesso Arletti al Gazzettino, in un articolo di Ivan Malfatto.

Le dichiarazioni

«Ho partecipato un minuto all’assemblea, ho ritirato il Viadana dalla Lega, ho salutato e me ne sono andato - racconta Arletti al Gazzettino - Per me è finita. È come abbandonare un figlio, mi fa male. Ma dopo due anni in cui ci ho lavorato con passione, senza riuscire a decidere niente, bisognava fare un esame di coscienza e prendere una decisione. Abbiamo creato un mostro con quello statuto preso dalla vecchia Lire, associazione con caratteristiche completamente diverse dalle nostre, che ci ha impedito di lavorare. Non si vuole fare crescere il campionato di Serie A Elite, ma farlo vivacchiare. Non è quello per cui mi ero preso l’incarico di guidare i club di Serie A Elite, tentando di riforma il campionato verso l’alto livello. Ora la Lega è in mano ai tre club oppositori. Auguri».

Al centro Giulio Arletti Presidente del Viadana

Il futuro

Le tre società in questione sono Fiamme Oro, Valorugby e Mogliano. I club che hanno sempre avuto dubbi e mosso rilievi alla linea di gestione della Lega di conduzione Arletti. Ora prenderanno l’iniziata, proponendo un loro presidente, Tommaso Niglio delle Fiamme o Valeria Prampolini del Valorugby? Oppure si cercherà una mediazione con le società che erano più in linea con Arletti, o neutrali, per una figura terza (Fabio Coppo del Vicenza era uno dei nomi circolati)? Staremo a vedere. Il futuro può avere due volti. 

Due direzioni

Se davvero la figura di Arletti era diventata ingombrante, ora che si è tolta di mezzo con il suo club, l’associazione potrebbe addirittura funzionare meglio? Senza l’ambizione di rendere più competitivo il campionato, ma semplicemente supportando la Federazione nel gestirlo con un profilo sempre più basso. Se, invece la figura di Arletti era il vero traino, alla sua uscita potrebbero seguirne altre e la Lir sgretolarsi piano piano, come successo alla sua antenata LIRE (Lega Italiana Rugby d'Eccellenza): via Benetton, Calvisano, Capitolina e poi la chiusura nel 2009. In fondo, se questa LIR in campagna elettorale era nata solo per tirare la volata all’elezione di Andrea Duodo presidente della FIR, la sua funzione ora è ampiamente finita.