Rugby: Record di squadre ripescate nei campionati nazionali
Si stimano oltre 20 squadre in meno dalla stagione 2026/27
E’ un momento davvero delicato per il rugby italiano, mentre la nazionale maggiore sta appassionando e trainando il movimento, il grande pubblico, con gli ottimi risultati del Sei Nazioni (non del Nations Championship), molti club sono in difficoltà, attraversano un periodo non facile rispetto alla ben nota sostenibilità economica, il punto cruciale di ogni società sportiva, dalla Serie C regionale alla Serie A Elite.
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I segnali di allarme
E’ proprio dall'alto, dalla Serie A che, a metà della scorsa stagione, sono arrivati i primi segnali critici: In ordine il ritiro del Noceto (Serie A2), il ritiro del Colorno (Serie A Elite), la chiusura delle attività del Verona (Serie A1) e la rinuncia alla categoria da parte di Civitavecchia e Petrarca cadetta oltre a Colorno cadetta e femminile, anche il Noceto non avrà nessuna squadra iscritta ai campionati nazionali. Molte squadre sono mancate all’appello delle iscrizioni e di conseguenza la Federazione Italiana Rugby ha dovuto apportare una massiccia dose di ripescaggi.
I club ripescati
I club “ripescati”, ovvero quelle squadre che sul campo non hanno raggiunto la promozione ma l’hanno ottenuta d’ufficio su richiesta FIR:
Tre squadre in Serie A1: Piacenza, Pesaro ed Alghero.
Quattro squadre in Serie A2: Brixia, Gubbio, Perugia e Cus Catania.
Sette squadre in Serie B: Tirreno Rugby, Polisportiva Abruzzo Rugby, Rugby Palermo, IV Circolo Benevento, Gispi Rugby Prato, Rugby Fradis Rugby, Salento Trepuzzi Rugby.
Quattordici squadre ripescate per mantenere numericamente lo stato dei gironi, un numero record. Ma il dato più significativo sono le circa 20 società che non si iscriveranno ai campionati dalla stagione 2025/26, una stima che ci è arrivata dalla Lega Promozione Rugby, numeri da confermare quando saranno ufficializzati i calendari di Serie C, gestione a cura dei Comitati regionali.