3 anni fa 21/01/2019 19:36

Giocatore morso in mischia: in 15 in campo col caschetto in segno di protesta

Chesani: “nessuno mi ha chiesto scusa, anzi dalla tribuna ho sentito commenti ironici”

Si è giocata domenica la gara di ritorno tra il Pedemontana Livenza e i Grifoni Oderzo Cadetta, match del campionato di Serie C 2 veneto. La gara era considerata a rischio per quanto accaduto un mese fa nel match d’andata, quando il pilone destro del Pedemontana Marco Chesani era stato morso a un orecchio. Il Giudice Sportivo non aveva espresso sentenze passando il caso alla Procura Federale.

Domenica a Oderzo era presente una terna arbitrale, cosa inusuale per i match di Serie C solitamente giocati con i guarda linee “della squadra”, uno per parte, di solito un dirigente.

Al momento dell’ingresso in campo tutti i 15 giocatori del Pedemontana Livenza Rugby si sono presentati con il caschetto, come annunciato in segno di protesta, ma lo hanno tolto subito dopo il saluto iniziale ad eccezione ovviamente di Chesani che lo ha indossato durante tutto il match per proteggere l'orecchio ferito.

Il match si è svolto senza ulteriori incidenti ed è terminato con la vittoria del Pedementana per 20 a 17. Ha prevalso il buon senso.

Per quanto riguarda il morso a Chesani sarà la giustizia sportiva e quella ordinaria a occuparsi degli approfondimenti per accertare i fatti. Nota dolente, la mancata partecipazione al terzo tempo del Pedemontana Livenza che non è entrato nella club house dell’Oderzo.

Per Chesani però non è finita. “Nessuno mi ha chiesto scusa, anzi dalla tribuna ho sentito commenti ironici e inviti a fare attenzione a non perdere l'altro orecchio - ha detto Chesani a fine match -. Una delusione. Non avrò pace finché il colpevole non pagherà per quello che ha fatto. Io griderò sempre la mia verità”  questo il commento del pilone dal Messaggero Veneto.

 

 

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Kristian Gatta  3 anni fa

Basta poco per chiedere scusa: umiltà ed intelligenza. Probabilmente mancano entrambe al codardo che non riesce ad assumersi le sue responsabilità e si nasconde dietro i compagni di squadra.

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