10 mesi fa 13/11/2017 12:52

John Timu: codice d’onore

L'All Black che ha "ceduto" il posto a Lomu.

Sono stato fortunato a sperimentare il meglio dello sport amatoriale e di quello professionale.” (John Timu)

Quando ero a Otago non esisteva ancora la video analisi. Avevamo una sessione negli spogliatoi di martedì dove si parlava della partita precedente. Non c'era da nascondersi, davvero, perché sapevi ugualmente se avevi fatto qualcosa di sbagliato.”

Dotato di grande temperamento, notevole velocità e di una difesa inesorabile, John Timu si è reso utile alla causa degli All Blacks tanto nel ruolo di trequarti ala quanto in quello di estremo. Il ragazzo è rimasto con i neri per sei anni, finché, alla vigilia della Coppa del Mondo del 1995, dopo cinquanta incontri, inclusi 26 test match, ha deciso di diventare professionista e ha accettato un'offerta per giocare in Rugby League. Timu sarebbe stato sicuramente a suo agio sui terreni veloci del mondiale sudafricano e avrebbe dato agli All Blacks un tocco di esperienza in più e spinta dalla trequarti. Nessuno saprà mai come sarebbe andata la storia. Forse, con lui in campo, gli All Blacks quella edizione l’avrebbero vinta. Oppure la sua inclusione nella rosa avrebbe potuto venire a scapito di Jonah Lomu; e allora cosa avremmo perso?

John Kakuhura Raymond Timu è nato l’8 maggio 1969 a Dannevirke, capoluogo del distretto di Tararua, nella regione di Manawatu-Wanganui, sull’Isola del Nord, e ha frequentato il Lindisfarne College di Hastings, dove ha mostrato presto la sua rara abilità d'attacco. Nelle stagioni 1986 e 1987 il ragazzo è stato contemporaneo di un certo numero di altri adolescenti dotati, tutti prodotti da Hawkye Bay, che alla fine sono emigrati sull’isola del Sud per poi diventare stelle della trequarti All Blacks: Jasin Goldsmith, Inga Tuigamala, Craig Innes e Walter Little sono stati suoi compagni di squadra in diversi gruppi di età e durante la scuola secondaria.

Timu ha seguito un percorso che ha portato i talentuosi ragazzi di Hawkye Bay fino all'Università di Otago e nel suo primo anno a Dunedin, nel 1988, è entrato subito nel XV della provincia. Nella sua stagione di debutto, il ragazzo ha fatto registrare un record di 16 mete.

Ancora adolescente, Timu quell'anno ha fatto parte dei New Zealand Maori che hanno preso parte al tour in Europa e in Argentina sotto la guida di Wayne Shelford. Poco dopo, John era anche nel XV dell’Isola del Sud per la serie del George Nepia Trophy.

Nel 1989 il 20enne di Dannevirke è stato scelto da Alex Wyllie per sostituire un infortunato John Kirwan durante il tour che gli All Blacks hanno intrapreso in Irlanda e Galles, dove si è unito ai compagni di sempre, Inga Tuigamala, Walter Little e Craig Innes. Durante il tour, John ha disputato quattro incontri infrasettimanali, contro Newport, Leinster, Connacht e Ulster, realizzando tre mete.

La preferenza dei selezionatori per Kirwan e Terry Wright significava che in quel periodo Timu e Tuigamala dovevano aspettare il loro tempo per giocare i test match. Nel 1990 entrambi hanno preso parte al tour in Francia, ma ancora una volta sono stati utilizzati solo in gare non ufficiali. John è stato utilizzato in tre partite, tra cui quella con i French Barbarians, e ha valicato la linea proibita in due occasioni.

Nel 1991 Otago ha conquistato il titolo di NPC sotto la guida dell’allenatore Laurie Mains. Le prestazioni di Timu durante quel campionato hanno reso la sua presenza ancora più pressante ed il 6 luglio ha esordito con la maglia numero 14 in un test match contro l’Argentina a Buenos Aires. Il ragazzo è sceso in campo in sette dei nove incontri disputati dagli All Blacks di Gary Whetton durante il tour nel paese sudamericano e ha realizzato un totale di nove marcature, tra le quali una tripletta al Rosario.

In agosto il ragazzo ha giocato le due partite contro l’Australia valide per la Bledisloe Cup, terminate con una vittoria a testa. La Nuova Zelanda, detentrice, ha mantenuto in bacheca il trofeo.

In autunno Timu, con soli tre caps sulle spalle, ha preso parte alla Coppa del Mondo in Inghilterra. L’ala destra ha disputato l’incontro con i padroni di casa a Twickenham, dove gli All Blacks sono usciti vincitori con il risultato di 16 a 12, e poi quello con gli Stati Uniti a Gloucester, nel quale ha marcato una meta.

Il 20 ottobre, a Lille, è andato in onda il quarto di finale contro il Canada. A causa degli infortuni di entrambi gli estremi, Terry Wright ed il futuro allenatore del Benetton Treviso Kieran Crowley, Wyllie ha fatto indossare la maglia numero 15 a Timu, un ruolo dove aveva giocato raramente. Proprio quel giorno, però, il ragazzo ha messo in scena uno dei suoi migliori spettacoli. Su una superficie resa scivolosa dalla pioggia, che ha portato il fotografo neozelandese Ross Setford a cadere e rompersi la clavicola, John ha realizzato due mete spettacolari, diventando la chiave che ha concesso ai Kiwis di avere la meglio contro una squadra canadese molto fisica.

Nonostante questa prestazione, per la semifinale della settimana successiva contro l'Australia al Lansdowne Road Timu è stato risistemato nuovamente sull’ala, questa volta sinistra. Estremo quel giorno era tornato Kieran Crowley, mente con il numero 14 ha giocato John Kirwan. La nazionale neozelandese, come si sa, ha perso 6 a 16 e ha visto chiudersi le porte della finale.

A fine anno John si è visto assegnare la Tom French Cup quale miglior giocatore Maori della stagione.

Nel 1992 Timu ha giocato come ala a Wellington un incontro contro la squadra di stelle internazionali chiamata World XV, e successivamente il match con l’Irlanda, dove ha realizzato una meta. Quindi, durante il tour estivo in Australia e Sudafrica, è stato schierato estremo, dimostrandosi un efficace attaccante. Un poker di mete a Western Australia, quindi una marcatura nella partita persa 15 a 16 contro i Wallabies a Sydney. E ancora mete ai Junior South Africa e agli Springboks, questi ultimi sconfitti a Johannesburg con il punteggio di 27 a 24.

John ha mantenuto la maglia numero 15 anche per tutto il 1993, a partire dalla serie contro i British & Irish Lions di Ian McGeechan. Il ragazzo ha disputato tutti e tre i test match, conclusi con due vittorie dei neri e una per i rossi.

Il 17 luglio 1993 gli uomini capitanati da Sean Fitzpatrick hanno vinto 25 a 10 la sfida di Dunedin contro l’Australia e una settimana più tardi hanno sconfitto anche Samoa ad Auckland con il punteggio di 35 a 13.

A fine anno, siamo sempre nel 1993, gli All Blacks sono atterrati nel Regno Unito dove hanno disputato tredici incontri. Di questi, Timu ne ha giocati sette, compresi i due test match con Scozia e Inghilterra, vincendo senza problemi il primo ma uscendo sconfitto da Twickenham per 9 a 15. Il 4 dicembre l’estremo ha affrontato anche i Barbarians a Cardiff; i neozelandesi hanno vinto con il risultato di 25 a 12.

L’anno successivo l’atleta di Otago è sceso in campo di nuovo con la maglia numero 15 nelle due sfide casalinghe contro la Francia. Si è trattata questa di una serie disastrosa per i Tuttineri. I Transalpini allenati da Pierre Berbizier, infatti, hanno conquistato due storici successi: 22 a 8 a Christchurch, nel giorno del raggiungimento dei 100 caps di Philippe Sella, e 23 a 20 all’Eden Park.

A luglio Laurie Mains è tornato a schierare Timu all’ala per la serie contro gli Springboks. Estremo era l’atleta di Auckland Shane Howarth. I neri hanno vinto due match e pareggiato il terzo, ed il nativo di Dannevirke è andato in meta nel secondo, sull’erba dell’Athletic Park di Wellington.

Il 9 luglio 1994 John era ancora sistemato sulla fascia sinistra per la gara unica di Bledisloe Cup a Sydney, dove gli uomini di Mains hanno perso con il risultato di 16 a 20. È stata questa l’ultima partita di Timu per la nazionale con la felce argentata.

Infatti, all'età di 25 anni, quando aveva ancora molte stagioni produttive davanti a se, il trequarti ha annusato il profumo dei soldi e si è traferito in Rugby League, firmando per i Bulldogs di Sydney. La sua carriera da All Black è così finita prematuramente e ha perso la possibilità di disputare la Coppa del Mondo del 1995 in Sudafrica, dove sarebbe stato sicuramente una delle stelle. Un fattore determinante per tale decisione è derivata anche dall’incertezza, che ha sempre afflitto la sua carriera, su dove fosse preferibile schierarlo in campo tra ala e estremo. E anche quando giocava ala, spesso non era sulla sua fascia migliore e più naturale, che era la destra, a causa della presenza preponderante diJohn Kirwan. Questo può spiegare il motivo per cui il ragazzo ha terminato con un tasso di marcature relativamente basso: solo 7 mete nei suoi 26 test. A quel punto Laurie Mains ha inserito in rosa il dicainnovenne Jonah Lomu, che aveva solo due caps alle spalle, e sappiamo tutti com'è andata.

Quando ha lasciato Otago, Timu aveva accumulato qualcosa come 101 presenze per la squadra provinciale.

Alla sua prima stagione nel rugby a XIII, dopo essere finiti al sesto posto alla fine della Regular Season, i Doggies hanno gestito un salto storico vincendo tre partite e arrivando a giocarsi la Grand Final a Canterbury, dove hanno sconfitto il Manly 17 a 4. Timu è così è diventato il primo ex "All Black" a vincere una finale del campionato di Rugby League.

Tra il 1995 e il 1997 John ha compiuto nove apparizioni per la nazionale neozelandese di codice. Nella sua prima stagione è sceso in campo nella seconda e terza partita della Trans-Tasman Test Series. In seguito, il ragazzo è stato selezionato per disputare la Coppa del Mondo di Rugby League, ma non ha giocato alcun match a causa di un infortunio.

Durante il tour del 1996 in Gran Bretagna, Timu è stato scelto per giocare al centro in tutti e tre i test match e ha segnato due mete nel primo. L’anno seguente il ragazzo ha preso parte all’Anzac Test.

Dopo la stagione di Super League del 1997 John ha lasciato i Bulldog ed è emigrato in Inghilterra, dove si è accasato ai Broncos di Londra, con i quali ha raggiunto la finale di Challenge Cup del 1999, persa contro i Leeds Rhinos.

Nel settembre del 2000, dopo una stagione piena di infortuni, John ha appeso definitivamente le scarpette al chiodo. A quel punto l’ex All Black ha messo in piedi un business di costruzioni edili a Wanaka e si è dedicato alla moglie Kas e ai quattro figli.

 

TORNA ALLA PAGINA INIZIALE

notizie correlate

Un anno alla Rugby World Cup: i numeri dell’edizione 2019

Un anno alla Rugby World Cup: i numeri dell’edizione 2019

Bill Beaumont: “sarà una Coppa del Mondo speciale e rivoluzionaria”
Andrew Sheridan: lo chiamavano Bulldozer

Andrew Sheridan: lo chiamavano Bulldozer

Il potente pilone del pack inglese ai mondiali del 2007.
Gregor Townsend: tocco di classe

Gregor Townsend: tocco di classe

La migliore apertura del rugby scozzese.
Dylan Mika: il gigante gentile

Dylan Mika: il gigante gentile

L'All Black che ci ha lasciato a soli 45 anni
Mike Teague: Iron Mike

Mike Teague: Iron Mike

L'uomo più duro del rugby inglese
Anton Oliver: il giocatore di rugby pensante

Anton Oliver: il giocatore di rugby pensante

Il tallonatore più intellettuale degli All Blacks
Si ritira Jaque Fourie, il fulmine Springboks [VIDEO]

Si ritira Jaque Fourie, il fulmine Springboks [VIDEO]

Una leggenda del Sudafrica appende le scarpette al chiodo
Emile Ntamack: la pantera nera

Emile Ntamack: la pantera nera

Uno dei migliori trequarti francesi di sempre

ultime notizie di Miti del Rugby

notizie più cliccate di Miti del Rugby