5 mesi fa 13/02/2020 12:49

Il TOP12 dal punto di vista dei piazzatori

Le percentuali di realizzazione al piede delle dodici squadre

Si è chiuso domenica scorsa il girone di andata del massimo campionato italiano di rugby Peroni TOP12. Tutte le dodici squadre si sono già affrontate una volta in questa lunga stagione partita lo scorso 19 ottobre. Al giro di boa possiamo dunque dare un’occhiata alla classifica che ad oggi premia il Rugby Rovigo campione d’inverno, Bersaglieri di Casellato primi in classifica a 46 punti frutto di 10 vittorie e di un’unica sconfitta, segue Valorugby a -3, terze le Fiamme Oro a 40 e quarto il Rugby Calvisano a 39. Momentaneamente fuori dalla griglia playoff ma in piena corsa per il 4° posto il Petrarca di Andrea Marcato a 37 punti. Individuiamo quindi in queste 5 squadre le reali pretendenti allo scudetto 2020.
A classifica rovesciata troviamo all’ultimo posto la Lazio Rugby con 7 punti, al penultimo i Lyons Piacenza a 14. Appena fuori dalla zona retrocessione il Rugby Colorno a 15 punti. Nel mezzo della classifica quattro squadre racchiuse in soli tre punti Mogliano (24), Medicei (24), San Donà (22) e Viadana (21).

 

Andiamo ora a dare un occhio alle percentuali di realizzazione al piede delle 12 squadre. Emergono dati interessanti come quello del Petrarca, quinto in classifica ma con la peggior percentuale ai pali, 39 calci messi a segno su 57 (68,42%). Primo in graduatoria la matricola Rugby Colorno con 40 centri su 44 tentativi (90,91%), la percentuale sarebbe poco più alta secondo Leonardo Mantelli che recrimina un calcio di punizione non assegnato in Viadana - Colorno.

Nota: le percentuali sotto indicate tengono conto dei calci totali della squadra e non del singolo giocatore.

 

 

 

 

Risultati e classifica dell'11° giornata di Top12 - clicca sul match per tabellino e statistiche

Foto Rugby Colorno

 

 

 

 

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Francesco Venturelli  5 mesi fa

Un campionato buono a livello dilettantistico ma pietoso a livello professionistico. Ci vuole un campionato a livello europeo con nazioni che vogliono fare crescere il loro rugby.

Aldo Nalli  5 mesi fa

Come dicevo in un altro post, facendo il confronto con l'Argentina, noi abbiamo due franchige e loro una che sta facendo benissimo, noi come loro un campionato interno più che anonimo ma la nazionale è avanti anni luce dalla nostra, ma perchè? Ma ripeto, perché? La tua idea è valida Francesco ma forse dovremo guardarci più dentro che fuori... Argentina docet.

Francesco Venturelli  5 mesi fa

Gli Argentini hanno una sola franchigia ma hanno tanti giocatori sparsi in svariate squadre di alto livello nel mondo. Noi due franchige e pochissimi giocatori in squadre di alto livello Europeo. Vuol dire che comunque la giriamo i loro campionati, a livello giovanile e non solo, sono superiori ai nostri visto che riescono a sfornare tanti giocatori di alto livello. Tecnici e allenamenti superiori fanno la differenza oltre la fame superiore dei loro giocatori rispetto ai nostri ( la stessa cosa avviene nel calcio dove loro sfornano campioni a raffica e noi solo buoni giocatori ma nel calcio i migliori tecnici li abbiamo noi ). Quindi sulla fame non ci si può fare nulla dato che il livello di vita Italiano è per fortuna nettamente superiore a quello Argentino, non ci rimane che lavorare sulla tecnica dei nostri giocatori e questo lo si può fare se tanti giocatori possono stare in campionati il più possibile competitivi. Quindi io ritorno alla mia idea di un campionato Europeo con 4 o 5 squadre Italiane che possono avvicinarsi al gioco delle nostre due franchige e essere serbatoio per giocatori da Nazionale.

Luca Carosio  4 mesi fa

In Argentina hanno un campionato interno non professionale ma interamente giocato da locali, inoltre il rugby è molto più diffuso rispetto all'Italiana, soprattutto a livello scolastico e giovanile. Questo si traduce in un maggior numero di giocatori.

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