1 mese fa 12/11/2018 14:06

Nigel Owens: il trentunesimo uomo

Il fischietto più famoso del rugby.

Non credo ci siamo mai incontrati prima, ma io sono l'arbitro su questo campo, non tu. Continua a fare il tuo lavoro ed io farò il mio. Se ti sento ancora gridare per qualcosa ti punirò. Questo non è il calcio." (Nigel Owens a Tobias Botes, mediano di mischia del Benetton Treviso)

È un tale tabù essere gay nel mio lavoro. Ho dovuto pensarci molto prima di dichiararlo, perché non volevo mettere a repentaglio la mia carriera. Uscire allo scoperto è stato molto difficile e ho cercato di vivere con chi ero davvero per anni. Sapevo di essere "diverso" dalla mia adolescenza, ma stavo solo vivendo una bugia.” (Nigel Owens)

Nigel Owens non è un giocatore di rugby, ma può essere ugualmente considerare una leggenda di questo sport. Lui, infatti, oltre ad essere uno dei più affidabili ufficiali di gara del rugby internazionale, è anche un personaggio al di sopra delle righe, grazie alle battute sarcastiche e sagaci con cui apostrofa i giocatori durante la direzione delle partite e per il fatto di apparire spesso in spettacoli televisivi come un divo dello schermo. Owens è stato l'unico arbitro del Galles ai Mondiali del 2007 e ha diretto la finale del 2015. Attualmente è anche il detentore del record mondiale per il maggior numero di match internazionali arbitrati. Nel 2007 Nigel è salito agli onori della cronaca per avere pubblicamente dichiarato la propria omosessualità.

Nigel Owens è nato il 18 giugno 1971 a Mynyddcerrig, piccolo villaggio di circa 150 anime nei pressi di Cross Hands, nel Carmarthenshire, ad una decina di chilometri da Llanelli. Nigel è cresciuto parlando solo la lingua gallese e ha imparato l'inglese solamente nel momento in cui si è iscritto alla scuola primaria di Mynyddcerrig, dove c'erano solo diciassette alunni in tutto l’istituto. Da lì è passato alla Gwendraeth Grammar School, nella quale avevano studiato personaggi quali Carwyn James, Gareth Davies e Jonathan Davies. Poi, dopo un anno, il sistema educativo è cambiato e Nigel è passato a frequentare la Maesyryrfa School, una scuola di lingua gallese.

Terminati gli studi, Nigel ha trascorso un anno lavorando come bracciante agricolo in una fattoria, fino a quando è tornato alla Maesyryrfa School per lavorare come tecnico nel design e nella tecnologia, cosa che ha fatto per tredici anni fino al 2001 quando è diventato un arbitro a tempo pieno. In quel periodo, Owens ha fatto parte come animatore giovanile del Menter Cwm Gwendraeth, un centro a livello locale nato per evitare il declino della lingua gallese nella zona.

Come capita alla maggior parte dei ragazzi gallesi, anche Nigel ha provato a giocare a rugby, ma il suo allenatore, John Beynon, dopo averlo visto arbitrare una partita a scuola, gli ha suggerito che sarebbe stato meglio se avesse intrapreso quella strada. Il ragazzo ha così iniziato la sua carriera di “referee” nel 1987, all'età di 16 anni. La sua prima volta è arrivata con una partita under 15 tra Carmarthen e il Pembrokeshire.

In una delle sue prime partite, una squadra di poliziotti è uscita dal campo accusandolo di pregiudizi.

Owens ha fatto il suo debutto in un match internazionale il 21 gennaio 2001, arbitrando l’incontro di Challenge Cup tra Londra Irish e Piacenza. Nell'ottobre dello stesso anno, Nigel è stato uno dei primi tre arbitri della Welsh Rugby Union a diventare professionista.

Il 12 gennaio 2002 il ragazzo gallese è ha esordito anche in Heineken Cup nel match tra Calvisano e Perpignan, mentre il successivo 30 agosto ha diretto il suo primo incontro di Celtic League, che ha visto affrontarsi Border Reivers e Connacht.

Il 16 febbraio 2003 il nativo di Mynyddcerrig ha avuto il suo primo appuntamento internazionale, arbitrando la partita di secondo livello tra Portogallo e Georgia, valido per la European Nations Cup First Division.

Nel 2005, Nigel ha ottenuto il suo primo incarico al Rugby International Board, quando è stato nominato per la prima prova del tour irlandese in Giappone, ad Osaka. Durante la stagione 2005/06, Owens è diventato un appuntamento fisso sia a livello di Celtic League che di Heineken Cup, guadagnandosi sei presenze in quest’ultima competizione.

In quel periodo, tra il 2002 ed il 2005, Owens era anche un arbitro regolare del circuito Rugby Board World Sevens Series e ha diretto la finale dell’Hong Kong Sevens del 2003 tra Inghilterra e Nuova Zelanda.

Nigel è salito di livello quando è stato nominato arbitro della semifinale dell'European Challenge Cup 2005-06, tra Newcastle Falcons e London Irish. La stagione successiva, invece, è stato il trentunesimo uomo sia nella semifinale tra Saracens e Bath, che nella finale tra questi ultimi ed il Clermont, sempre in European Challenge Cup.  Il 31 marzo 2007 ha anche arbitrato il quarto di finale di Heineken Cup tra London Wasps e Leinster.

Poco più di un mese prima, esattamente il 10 febbraio 2007, Owens aveva esordito come fischietto nel Sei Nazioni dirigendo l’Inghilterra contro Italia a Twickenham, mandando in sin-bin il capitano azzurro Marco Bortolami. Il successivo 21 giugno è stato invitato ad arbitrare il suo primo match del Tri Nations tra Nuova Zelanda e Australia.

L’ascesa di Owens era ormai inarrestabile e la sua reputazione salita alle stelle. Così, l'11 settembre 2007, il gallese ha fatto il suo debutto in Coppa del Mondo nella partita tra Argentina e Georgia a Lione. È stato l'unico arbitro gallese durante quel mondiale, dove ha diretto tre partite nei gironi di qualificazione. Oltre a quella già citata tra Argentina e Georgia, Nigel ha diretto Australia - Fiji e Scozia - Romania.

Prima del mondiale, nel maggio 2007, Owens aveva pubblicamente ammesso la propria omosessualità in un'intervista sul Wales on Sunday. La reazione è stata principalmente di supporto. Il giudice di gara ha detto che uscire allo scoperto è stata una decisione difficile e che quando aveva 26 anni, al momento di parlarne ai suoi genitori, aveva pensato al suicidio. Nigel ha anche parlato apertamente della sua battaglia con la depressione, la bulimia e della sua dipendenza dagli steroidi.

Poco dopo la Coppa del mondo, Owens è stato nominato "Personaggio sportivo gay dell'anno" dal movimento per i diritti degli omosessuali Stonewall, con una cerimonia a Londra.

Owens ha arbitrato in tutti i sei i gironi della prima fase di Heineken Cup 2007-08 ed è stato nominato per fischiare ai quarti di finale, in semifinale e nella finale tra Leicester Tigers e Leinster. L'anno seguente ha diretto nove partite, tra cui un quarto di finale (l'infame gioco di Bloodgate), la semifinale e la finale tra Munster e Tolosa, diventando in quel modo il terzo arbitro ad arbitrare una finale di Heineken Cup più di una volta ed il secondo a dirigere due finali consecutive della Heineken Cup dopo l’inglese Chris White.

Il 16 giugno 2009, nell'ambito del tour dei British and Lions in Sudafrica, Owens ha fischiato nella partita dei rossi contro Southern Kings.

Durante la stagione 2010-11, il gallese del Carmarthenshire è stato nominato per dirigere un quarto di finale della Heineken Cup, la semifinale della European Challenge Cup e la finale tutta irlandese di Celtic League tra Munster e Leinster. In seguito, il ragazzo ha officiato alla sua seconda Coppa del mondo in Nuova Zelanda, dov’è stato in mezzo al campo nel quarto di finale disputato tra All Blacks e l'Argentina, quando ha comminato un cartellino giallo al numero 9 albi-celeste Nicolas Vergallo. Nigel è stato anche nominato per la finale di quella edizione nel ruolo di assistente degli arbitri.

È accaduto il 7 gennaio 2012, nell’incontro tra Munster e Benetton Treviso di Celtic League, che l’arbitro gallese ha chiamato a sé Tobias Botes, ed il capitano bianco-verde Antonio Pavanello, e ha redarguito il primo con l’ormai famosa frase. “This is no Soccer.” Il 19 maggio, sempre del 2012, Owens ha arbitrato la sua terza finale di Heineken Cup, che ha visto il Leinster battere i cugini dell’Ulster per 42 a 14.

Nel 2013 Nigel ha officiato durante la vittoria della Nuova Zelanda per 38 a 27 sul Sudafrica a Johannesburg partita che è stata definita "il match del secolo". Lo stesso anno Owens ha diretto il suo centesimo incontro di Pro12, alias Celtic League, ed è diventato l'arbitro gallese più nominato a livello internazionale superando Derek Bevan.

L’anno successivo, Owens era in carica per una partita di European Rugby Champions Cup 2014-15 (l’ex Heineken Cup) Heineken Cup tra Ulster e Leicester. Le Tigri hanno commesso l'errore di non essere d'accordo con una penalità data. Con un'altra risposta legata al calcio, l’arbitro ha affermato: "Lo stadio di calcio è a 500 metri da quella parte.". Durante quella edizione del torneo Nigel è diventato anche l'arbitro più designato a livello europeo per quella manifestazione, con 80 appuntamenti, battendo l’irlandese Alain Rolland. Nigel ha arbitrato la finale di quella stagione tra Clermont e Tolone, prima di fischiare nella finale di Pro12 tra Glasgow Warriors e Munster. Questa è stata la terza volta che il gallese ha arbitrato una finale del campionato celtico, dopo quelle del 2011 e 2014.

Nel novembre del 2014, quando ha arbitrato Inghilterra e Nuova Zelanda, Owens è stato oggetto di insulti omofobi da parte di alcuni tifosi. Questo ha provocato l'espulsione di un paio di spettatori da Twickenham per due anni. Dopo tale episodio Nigel è andato molto vicino al ritiro dal rugby e solo una lettera scritta a mano dall'ex presidente della Rugby Football Union, Bill Beaumont, lo ha convinto a continuare.

Per la Coppa del Mondo del 2015, Owens era nel comitato arbitrale di dodici uomini ed è stato nominato per tre partite della prima fase, tra cui lo scontro tra Francia e Irlanda al Millennium Stadium. È stata questa la prima volta che l’arbitro di Mynyddcerrig ha diretto una partita internazionale nello stadio di Cardiff. Durante quella edizione iridata Nigel ha arbitrato anche Scozia e Sudafrica. Durante tale match, il giudice di gara, dopo avere visto Stuart Hogg simulare di essere stato colpito da Tendai Mtawarira, lo ha redarguito dicendogli: "Ho visto bene quello che è successo. se hai intenzione di giocare bene, altrimenti se vuoi continuare a tuffarti così torna tra due settimane.".

Owens ha avuto l’onore di dirigere anche la finale tra Nuova Zelanda e Australia ed è così diventato il secondo arbitro gallese ad arbitrare una finale di Coppa del Mondo, dopo che Derek Bevan si era fatto carico di quella del 1991. Durante l’incontro il gallese ha estratto due volte il cartellino giallo per spedire in panca puniti gli All Blacks Ben Smith e Beauden Barrett.

Quell’anno Owens ha conquistato il World Rugby Referee Award quale migliore arbitro del mondiale.

Il 3 novembre, sempre del 2015, Nigel ha annunciato che intendeva lavorare in qualità di arbitro di rugby internazionale ancora per altri quattro anni. A fine anno è stato nominato Gay Sports Personality of the Decade alla cerimonia di premiazione di Stonewall a Londra.

Il 5 marzo 2016 Owens ha arbitrato la prima partita di qualificazione per la Coppa del Mondo del 2019: Saint Vincent e Grenadine contro Jamaica, ad Arnos Vale. Più tardi, Nigel è diventato l'arbitro di rugby con il maggior numero di caps, quando ha fischiato per lo scontro Fiji contro Tonga a Suva, superando il record di 70 test che apparteneva al sudafricano Jonathan Kaplan.

Il 15 aprile 2017, durante l’incontro del Judgment Day tra Newport Gwent Dragons e Scarlets, Nigel Owens ha ottenuto la sua 150esima presenza in Pro12.

Personaggio alquanto spiritoso, nel suo tempo libero Nigel ha lavorato come attore di cabaret e cantante nei club e nei locali del Galles, così come ha preso parte a programmi televisivi in qualità di presentatore e comico. Nel 2011 l’arbitro gallese è stato nominato membro del Gorsedd of Bards, comunità di bardi moderni.

Nigel Owens ha scritto un’autobiografia intitiolata Hanner Amser (Half Time), pubblicata in lingua gallese nel 2008 e poi in inglese nel 2009.

 

TORNA ALLA PAGINA INIZIALE

notizie correlate

Eddie Jones: “confrontarsi con gli arbitri è spreco di tempo”

Eddie Jones: “confrontarsi con gli arbitri è spreco di tempo”

Si era detto meno potrebbe ai TMO prima dei test match… E invece
Partite e arbitri della prima giornata di Serie B

Partite e arbitri della prima giornata di Serie B

La presentazione della prima giornata di Serie B
Word Rugby riduce i poteri del TMO

Word Rugby riduce i poteri del TMO

Dai test match di novembre l’arbitro torna protagonista sulle decisioni cruciali
La mossa di wrestling di Bismarck Du Plessis su Baptiste Serin [VIDEO]

La mossa di wrestling di Bismarck Du Plessis su Baptiste Serin [VIDEO]

Top14 troppo scorretto? Quattro episodi che fanno discutere
Angus Gardner designato per la finale di Super Rugby

Angus Gardner designato per la finale di Super Rugby

Il fischietto australiano dirigerà l'atto finale
Gregor Townsend: tocco di classe

Gregor Townsend: tocco di classe

La migliore apertura del rugby scozzese.
Guinness Pro14: lo schema del nuovo campionato

Guinness Pro14: lo schema del nuovo campionato

La composizione delle due conference
Rob Howley: febbre a 80°

Rob Howley: febbre a 80°

Il mediano di mischia Rob Howley ha guadagnato 59 caps per il Galles, 22 dei quali da capitano, con una striscia di 10 vittorie consecutive nel 1999. Da leggenda la sua meta all'ultimo minuto nella finale di Heineken Cup 2004, che ha concesso il trofeo a

Rugby Win

  • Rugbywin Championship 2018/2019  

    RUGBYWIN

    Cos'è RugbyWin?

    RygbyWin è il gioco che mette alla prova la tua conoscenza del rugby nazionale e internazionale!

    Chi vince e chi perde? Ogni settimana testeremo la vostra abilità proponendovi 10 partite a cui darete il vostro pronostico. La classifica settimanale determinerà i migliori Rugbymeeters della giornata mentre la classifica generale di fine stagione decreterà il vincitore dell’anno.

    Cosa aspetti? Gioca con noi, il migliore riceverà a casa il regalo della settimana! 

ultime notizie di Miti del Rugby

notizie più cliccate di Miti del Rugby

  •    0 commenti   5 anni fa

    Ivan Francescato: placcato dal destino

    Ivan Francescato, talentuoso giocatore della Benetton Treviso e della nazionale azzurra, stroncato da un destino crudele a soli 31 anni.

  •    0 commenti   2 anni fa

    Andrea Masi: duro come la roccia

    In una carriera durata sedici anni Andrea Masi ha vestito tutte le maglie che vanno dalla numero 10 alla numero 15, ha partecipato a quattro edizioni della Coppa del Mondo e ad oggi è l’unico italiano ad essersi meritato il titolo di “miglior giocat

  •    0 commenti   1 anno fa

    Massimo Mascioletti: una vita al massimo.

    La leggenda aquilana.

  •    0 commenti   5 anni fa

    Zinzan Brooke: il numero uno dei numeri 8

    Il fisico da avanti, abbinato ad una tecnica da trequarti, hanno reso il neozelandese Zinzan Brooke il numero 8 più forte nella storia del rugby.

  •    0 commenti   1 anno fa

    Elio Fusco: l’oro di Napoli

    La leggenda degli scudetti della Partenope.