2 anni fa 15/05/2017 01:56

Zebre Rugby: considerevole riduzione degli ingaggi per la prossima stagione

Il vice presidente Carlo Rizzardi sul futuro economico delle Zebre Rugby

Un fine serata in Club house in compagnia di Carlo Rizzardi, vice presidente delle Zebre Rugby e numero uno del Cittadella Rugby, il giovane club padovano che da poco si è dotato di nuovissimo impianto sportivo in località San Rocco. Al centro dell’intervista il momento non esattamente felice delle franchigia bianconera. Situazione attuale accanto a  possibili o auspicabili sviluppi futuri.

  • Presidente Rizzardi, pare che l’ipotesi del concordato in bianco sia definitivamente rientrata perché troppo costosa. Conferma?
  • Confermo.
  • Prende dunque corpo l’ipotesi “libri in tribunale”, fallimento e liquidazione?
  • No. Abbiamo semplicemente individuato un’altra procedura.
  • Quale?
  • Si chiama riclassificazione del debito. L’ impegno che ci siamo assunti è di ripianare tutte le sofferenze entro i prossimi tre esercizi.
  • Nessun licenziamento in vista del personale non compreso nello staff tecnico?
  • Nella nostra ipotesi di lavoro il personale sarà mantenuto nelle posizioni e nei numeri attuali.
  • Nello specifico?
  • Stiamo lavorando all’elaborazione di un piano industriale della durata di tre anni. È previsto un aumento di capitale e ci sono importanti novità in vista. Sono, siamo ottimisti.
  • Quindi il rientro del debito sarà coperto dall’aumento di capitale. Ma sottoscritto da chi?
  • Da chi aderirà al nostro progetto di rilancio, a cominciare dai club satelliti fino alle realtà industriali del territorio. Stiamo inoltre lavorando a un piano di sinergia con i club che forniranno alle Zebre i permit players e a uno stretto rapporti con l’università di Parma
  • Con quali finalità?
  • Noi abbiamo in testa l’idea di una franchigia giovane. Con i giocatori che si divideranno fra campo, studio e periodi di formazione presso le aziende aderenti al progetto.
  • Una franchigia di sviluppo sul modello irlandese?
  • Puntiamo a fare quanto ha fatto Connacth e a prendere il meglio dall’esperienza delle due scozzesi.
  • La Fir sa di questo vostro piano?
  • Sarà informata nei prossimi giorni.
  • Quali richieste farete alla Fir?
  • La garanzia del finanziamento di 4,5 milioni per tre anni.
  • E la quota di Zebre a quanto ammonterà?
  • Contiamo di arrivare a 2,5 milioni prima della scadenza del triennio.
  • Ma chi sta pensando ad allestire la squadra per la prossima stagione?
  • Attualmente è tutto in capo a Fir, che farà la rosa e sceglierà lo staff tecnico. Al momento non siamo nelle condizioni di assumerci una tale incombenza. Ma quando avremo basi solide da cui partire…
  • Cosa chiederete?
  • La giusta quota di autonomia organizzativa. A partire dalla definizione del monte salari.
  • Si spieghi meglio.
  • Noi pensiamo a una rosa che comprenda 4 o al massimo 5 giocatori stranieri di alto livello, ai quali riconoscere ingaggi di ammontare in linea con l’oggettivo valore di mercato. Ma accanto a loro, un gruppo di 30 italiani che pagheremo secondo il loro effettivo valore, senza gonfiare ingaggi, senza sopravvalutare nessuno. Come è accaduto per il passato.
  • E quanto pensate di risparmiare con questa nuova definizione degli stipendi di giocatori e staff?
  • Dal 20 al 30 per cento.
  • Un’operazione di…
  • Sganciamento da Fir e di riduzione dei costi di gestione.
  • Ma davvero ritiene sia credibile una raccolta di 2,5 milioni da parte del Cda? È tre volte quanto versato nell’ultima stagione, volendo credere alle cifre che circolano.
  • Sono cifre veritiere, le Zebre senza Fir hanno contribuito all’esercizio appena chiuso con 800 mila euro. Per il futuro si tratta di triplicarlo, confermo.
  • E la Benetton?
  • Sarà la franchigia italiana di alto profilo da un punto di vista tecnico, noi quella di sviluppo. Ci auguriamo che con Benetton si possa avviare una fruttuosa collaborazione.
  • Ma la sede di Zebre sarà ancora Parma?
  • Per i prossimi tre anni sicuramente sì. A Parma ci sono un ottimo stadio e valide strutture. Non esiste un’alternativa.

 

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