1 mese fa|2 mesi fa 04/03/2019 00:35

Italia U20: l’intervista a Matteo Moscardi

L’Accademia, la Nazionale U20 e quel sogno chiamato Benetton

Matteo Moscardi è un 20enne rodigino figlio d’arte in quanto il padre ha vinto due scudetti con la Rugby Rovigo e lo zio è l'ex tallonatore e capitano dell’Italia Alessandro Moscardi. Matteo non sembrerebbe sentire la pressione nel portare uno dei cognomi più pesanti del rugby italiano. Cresciuto nella Monti Rovigo oggi è in forza all’Accademia Ivan Francescato di Remedello (Brescia) dove sta disputando una buona stagione, gli accademici sono secondi dietro ai Lyons che stanno volando, a più 19, ma loro giocheranno per arrivare a fine anno nei playoff, visto che da questa stagione hanno la possibilità di salire in Top12. Le seconde dei tre gironi faranno un mini campionato (barrage) con una partita soltanto in casa, la vincente sarà la quarta qualificata per arrivare ai playoff per la promozione. Ma oltre al campionato nazionale c’è da finire nel migliore dei modi questo 6 Nazioni Under 20.

Una valutazione sulle prime tre partite di questo 6 Nazioni U20
“Con la Scozia avevamo già in programma di portarla a casa. Era lo scontro più alla portata e dunque dovevamo vincere. La sconfitta contro il Galles è stata in parte colpa nostra, sapevamo che sarebbe stata molto fisica e non abbiamo seguito al meglio la strategia che ci eravamo preimpostati, ma se l’avessimo rispettata l’incontro sarebbe stato alla nostra portata. Il match disputato a Rieti contro gli irlandesi, a parer mio, è stato ben giocato, ma abbiamo sprecato occasioni e regalato due mete troppo facili.”

L’anno scorso sei stato chiamato al Mondiale di categoria un anno in anticipo, oggi sei uno dei veterani di questa squadra. Com’è il gruppo quest’anno?
“Quest’anno mi sento di dover dare una mano ai ragazzi perché a questo livello l’ambiente cerca di tranquillizzarti sotto tutti gli aspetti, anche dalla quantità di lavoro da fare in campo. So che posso aiutare la squadra sia mentalmente sia a livello prestazionale.”

Che avversario sarà l’Inghilterra?
“Loro sono il XV più forte a livello europeo, hanno già giocatori che disputano i massimi campionati nel loro paese e anche come tecnica sono i più temibili. Oltre a questo ci sarà da contare il fattore campo. Andare a casa loro è complicatissimo, ma noi non abbiamo paura di niente e ci proveremo, a testa alta.”

Come state preparando questo match?
“La stiamo analizzando tramite il nostro video analyst con i ragazzi ma sarà la settimana prossima dove prepareremo, con uno studio approfondito, la ricerca delle strategie funzionanti che adotteremo per i loro punti deboli, i pochi che hanno.”

Adesso ci sono molti più giovani in Top12 e, ad esempio, gente come Licata e Giammarioli già in Pro14. Credi che stia funzionando bene il progetto Accademia?

“Ovviamente, questo progetto serve per sfornare giovani e si può vedere come molti giocatori di oggi abbiano seguito il percorso accademico prima di arrivare dove sono. Quindi sta funzionando e bisogna continuare su questa strada”

Tra 2/3 anni ti vedi in un team di quel livello? Ad esempio la tua Rovigo?
“Non lo so ancora, quest’anno penso a concludere il mio cammino scolastico poi si vedrà. I progetti son tanti ma è il campo che parla, le squadre ti cercano solo se dimostri qualcosa sul rettangolo di gioco. Certo, una chiamata della Benetton sarebbe un sogno, ma non è una cosa da tutti i giorni. Però non si sa mai.”

Senza girarci troppo intorno, è vera la voce che i Bersaglieri ti hanno cercato nell’estate appena passata?
“Si mi hanno cercato per fare la gavetta alternandomi tra prima squadra e Under18 ma io ho preferito scegliere il percorso che avevo già iniziato quindi di restare con la Federazione. Fare da pendolare tra casa (Rovigo) e Accademia (Remedello) è abbastanza pesante ma credo sia essenziale per il mio percorso.”

Scelta importante, ora con l’Accademia avete la possibilità di conquistare la promozione visto che è il primo anno in cui è possibile.
“Abbiamo l’obiettivo di salire e affrontare, nel girone post-stagione regolare, squadre come Noceto o Colorno sarebbe bello. La Serie A nonostante si sia ampliata a 30 squadre è uno scalino importante e di buon livello prima del Top12.”

 

I 24 convocati dell'Italia U20 

Risultati e classifiche della 3° giornata di Sei Nazioni U20 - clicca sul match per tabellino e statistiche

Foto Ilaria Gasparin

 

 

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