10 mesi fa 10/12/2018 15:50

Errol Tobias: il colore del rugby

Il primo uomo di colore nella nazionale degli afrikaner.

C'erano persone che pensavano che un uomo di colore non dovesse giocare per gli Springboks, ma io ho deciso che avrei mostrato ai cittadini del Sudafrica che tutti gli uomini sono nati uguali. Volevo mostrare loro che il colore non ha importanza; se hai le competenze devi giocare per il tuo paese." (Errol Tobias)

"Non posso parlare di come si sentiva lui, ma io mi sentivo a mio agio con Errol in squadra. Non l'ho visto come un rivale e credo che fosse lì per merito.” (Naas Botha)

Errol Tobias aveva un sogno ed era quello di giocare per Springboks. Lui era uno dei più talentuosi rugbymen della sua generazione, ma c’era un problema: non era bianco. Tobias, infatti, era mezzosangue, e nel Sudafrica di quel periodo ciò significava che non aveva alcun diritto di mescolarsi con i bianchi al di fuori di un luogo di lavoro, dove tra l’altro avrebbe occupato una posizione inferiore. E soprattutto non nel rugby, lo sport dei bianchi, e ancor più degli afrikaner. Ma lui, alla fine, quel sogno lo ha realizzato e ha preso un posto nella storia del rugby sudafricano diventando il primo giocatore di colore a disputare un test match, nel 1981, La faccenda, però, non è stata facile da affrontare. C'era opposizione alla convocazione di Tobias da entrambe le comunità di bianchi e di neri. I primi supportavano l’apartheid e volevano escluderlo, i secondi pensavano che non avrebbe dovuto abbassarsi a giocare finché esistevano le politiche di segregazione. Errol, dal canto suo, voleva solo dimostrare che il talento non c’entra niente con il colore della pelle.

Errol George Tobias è nato nella fattoria Klipdrift, situata fuori da Caledon, nel distretto di Overberg, nella parte occidentale del Capo Occidentale. Giocatore del Caledon, la sua carriera internazionale è iniziata quando è stato selezionato per il tour del Regno Unito dei Proteas, nel dicembre del 1971. I Proteas erano una squadra di atleti di colore affiliata alla Coloured South African Rugby Football Federation, una delle quattro associazioni sudafricane dell'epoca basate sulle leggi razziali, e con quel tour è diventata la prima compagine di colore ad attuare un viaggio all’estero.

Arrivati ​​il ​​13 dicembre, i sudafricani sono stati accolti all'aeroporto dai manifestanti provenienti da movimenti anti-apartheid. I Proteas hanno perso la prima partita 3 a 14 contro l'Hertfordshire, il 16 dicembre al Croxley Green. Durante la gara è scoppiata una rissa, che la stampa ha attribuito alla tattica del Proteas di placcare all'altezza del collo. La squadra di coloured, il cui manager era Cuthbert Loriston, futuro primo presidente della SARFF, ha portato a casa due vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Le vittorie sono arrivate contro la contea di Oxfordshire (33 a 5) e con una squadra di Londra (19 a 12). Il tour si è chiuso con una sconfitta per 3 a 33 patita per mano degli United Hospitals, il 2 gennaio 1972 a Londra.

Il 4 giugno 1974 Errol era il capitano dei Proteas che sono stati battuti 6 a 37 al Goodwood Showground di Cape Town da parte dei British and irish Lions, durante il loro tour in Sudafrica. Grazie ad un penalty e ad un drop, il ragazzo ha segnato gli unici punti della sua squadra.

Nell'agosto del 1978, Tobias è stato il mediano d’apertura in un team multirazziale chiamato South African Country Districts XV che ha giocato contro gli American Cougars al Border Rugby Union Grounds di fronte a circa 5500 spettatori. Il ragazzo quel giorno ha segnato due mete e ne ha fatte marcare altre due, contribuendo alla vittoria dei sudafricani per 44 a 12. L'Associated Press ha dichiarato erroneamente che questa partita è stata la prima in cui una squadra multirazziale ha giocato contro una squadra internazionale in tour in Sudafrica, ma non era vero, in quanto la prima squadra ufficiale di quel tipo a giocare contro una nazionale straniera era stato il South African Invitation XV, il 7 giugno 1975. Questa comprendeva quattro giocatori di colore: John Noble, Turkey Shields, Toto Tsotsobe e Morgan Cushe. Selezionata da Danie Craven. La squadra ha battuto i francesi a Newlands per 18 punti a 3.

Nel 1979 Tobias ha fatto parte del primo gruppo multi-razziale dei South African Barbarians che ha effettuato un tour nel Regno Unito sotto la guida di Chick Henderson. La squadra comprendeva otto giocatori bianchi, otto coloured e otto neri. Inizialmente sono stati fatti tentativi per integrare i tre gruppi etnici, con sei degli otto bianchi che dormivano in camera con compagni di squadra neri o coloured, durante il primo pernottamento. La squadra era allenata in inglese, nonostante solo due dei ventiquattro l’usassero come prima lingua, mentre l’inno era cantato in Xhosa. Sul campo il team ha vinto quattro gare, ne ha pareggiata una e ne ha perse due.

Il 2 luglio 1980 il trequarti è stato nuovamente incluso come centro nella squadra dei Barbarians Sudafricani che ha perso 14 a 25 contro i British Lions al Kings Park. Tra i suoi compagni di squadra c’erano l’argentino Hugo Porta e altri tre giocatori di colore: Francois Davids, Charles Williams e Solomon Mhlaba.

A quel punto tutti avevano notato che Tobias era un ottimo giocatore, ma nessuno pensava potesse giocare nella nazionale maggiore. Addirittura, la Federazione francese, attraverso il suo allora presidente, Albert Ferrasse, ha fatto un'offerta al ragazzo: “vieni a giocare in Francia e sarai selezionato per i Bleus”. Dopo una riflessione, e su richiesta di sua madre che voleva giocasse per il paese in cui era nato, alla fine Errol ha declinato l'invito. La mamma ha sempre ragione.

Nell’ottobre del 1980 Tobias è volato in Sud America per un tour con gli Springboks, ai quali, però, è stato negato il visto per entrare in Argentina a causa della pressione politica internazionale per tagliare i legami culturali e sportivi con il Sudafrica dell'apartheid. Il tour è stato avvolto nel segreto e le partite giocate contro Paraguay, Uruguay e Cile hanno attirato solamente un centinaio di persone. Gli Springboks hanno affrontato anche l'Irlanda, camuffata da "Selezione del Sudamerica", in un paio di partite a Montevideo e a Santiago del Cile. Tutte e cinque le partite sono state vinte dagli uomini in verde-oro.

L’anno successivo, dopo avergli visto segnare una brillante metà con il Caledon Métis Club, l’allora coach degli Springboks, Nellie Schmidt, ha convocato Tobias per giocare al centro della backline contro la nazionale irlandese, in sostituzione dell’infortunato Willie du Plessis. C’è voluta tutta la forza persuasiva di Schmidt per trovargli un posto in squadra. Tobias, infatti, ha dovuto affrontato l'opposizione dei bianchi, i quali consideravano che solo loro avevano il diritto di indossare la maglia verde e oro, ma anche quella dei mezzosangue e dei neri, che lo rimproveravano di fornire una garanzia alla politica del governo. D’altronde Tobias non aveva potere decisionale sulla scelta e, volente o nolente, doveva accettare la convocazione. In più, lui era volente, in quanto pensava di dimostrare a tutti che un giocatore nero potesse essere uguale, se non migliore, dei colleghi bianchi e che il colore della pelle è niente rispetto al talento. Il ragazzo aveva 31 anni e sua madre non lo ha mai visto indossare la maglia della nazionale, perché è morta tre mesi prima della storica data.

Nella prima prova a Newlands, il 30 maggio 1981, una folla di 37000 tifosi ha visto questo ragazzo di colore rompere un placcaggio e passare all’interno a Rob Louw, il quale ha superato la linea proibita. Prima del test, Danie Craven aveva avvertito Tobias che il gioco sarebbe finito prima che si rendesse conto che stava rappresentando il suo paese. Gli Springboks hanno sconfitto gli irlandesi 23 a 15, con il futuro aquilano Danie Gerber che ha segnato una delle migliori mete mai viste a Newlands. Capitano di quel XV era Wynand Claassen, che, come Errol, ha debuttato proprio in quella sfida.

Gli Springboks hanno vinto anche il secondo test match, andato in scena il 6 giugno a Durban. Il 12 a 10 con cui è stata sconfitta l’Irlanda è un regalo di Naas Botha, autore dell’intero score per i suoi.

Tobias ha ricevuto la sua chiamata per il tour della nazionale in Nuova Zelanda del 1981 dal Dr Danie Craven via telefono. Prima di questo sfortunato tour, sfociato in disordini che hanno seguito gli africani per tutta la loro permanenza nel Paese della Lunga Nuvola Bianca, il treqarti si era preparato a giocare sui campi bagnati di pioggia che si aspettava di incontrare, trasformando il proprio cortile in un bagno di fango. Ancora una volta, però, la sua selezione è stata fonte di controversie tanto in patria quanto all'estero. Errol era il bersaglio di cartelli e abusi verbali da parte dell'organizzazione anti-apartheid neozelandese Halt All Racist Tours, i quali chiamavano Tobias "zio Tom" per essersi piegato, secondo loro, al volere dei bianchi. All'interno della squadra itinerante, invece, gli atteggiamenti nei suoi confronti differivano. Nel 2006, Naas Botha sosteneva che i giocatori lo accettavano, mentre il manager di quel tour, Johan Claassen, ha ammesso che nel team vigeva un pregiudizio "anti-Errol". Comunque Tobias è partito, ma non ha disputato nessun test match e si è dovuto accontentare di poche sfide settimanali contro le province.

Il 26 marzo 1983, a Edimburgo, Errol ha preso parte ad una partita contro la Scozia vestendo la maglia dei Barbarians. La sfida è terminata 26 a 13 a favore dei Baa-baas. Pochi giorni dopo il ragazzo ha preso parte al classico tour pasquale che il club ad inviti ha intrapreso in Galles. Il 2 aprile ha giocato contro il Cardiff, pareggiando 32 a 32, mentre il 4 aprile è sceso in campo per affrontare Swansea, uscendone sconfitto per 6 a 58.

Tobias ha dovuto aspettare tre anni prima di ottenere le sue altre quattro selezioni con gli Springboks, sulla panchina dei quali ora era seduto Cecil Moss. Giocando apertura, nel giugno 1984, Errol ha condotto per mano i ‘Boks a due schiaccianti vittorie sull’Inghilterra. A Porth Elisabeth, è finita 33 a 15, ma, risultato a parte, la sfida viene ricordato perché ha esordito il secondo giocatore di colore, Avril Williams, zio del più famoso Chester Williams. Grazie a Tobias era iniziata la lunga strada verso l'integrazione del rugby. Il secondo test, giocato a Johannesburg e terminato 35 a 9, ha visto Errol marcare la sua unica meta con la maglia della nazionale. Una meta superba, con il mediano d’apertura che, dopo una fitta serie di passaggi, si è trovato l’ovale tra le mani sulla linea dei 22 metri, si è liberato di un avversario e si è involato nei pressi della bandierina di destra.

A ottobre, sempre del 1984, Tobias ha preso parte a due sfide contro i Jaguars. All'epoca, a causa del boicottaggio del Sudafrica esteso anche agli eventi sportivi, alle nazionali era vietato allestire partite con gli Springboks. Qualcuna, però aggirava il bando adottando altri nomi e di fatto i Jaguars altro non era che la nazionale argentina. I sudafricani hanno ottenuto due belle vittorie e Tobias ha messo sotto il suo pari ruolo opposto, il leggendario Hugo Porta. Nel primo incontro, a Pretoria, i padroni di casa hanno vinto con il punteggio di 32 a 15 ed Errol ha centrato i pali con due punizioni e due trasformazioni. Il secondo, andato in scena il 27 ottobre a Cape Town, ha visto il mediano trasformare due mete e i ‘Boks vincere per 22 a 13. È stata questa l’ultima partita giocata da Tobias per la propria nazionale. In queste due gare, tra le fila degli Springboks era schierato un terza centro di nome Nick Mallett. Ma questa è un’altra storia.

A quel punto il ragazzo è rimasto escluso perché il ruolo di apertura era ormai di proprietà dell'eroe bianco del tempo Naas Botha. I due avevano stili differenti: Tobias amava il gioco alla mano, Botha quello al piede. Il primo era acuto ed elettrico, il futuro rodigino lento e freddo. Ma, Tobias aveva già 34 anni e non rappresentava il futuro, a differenza di Botha, di otto anni più giovane.

Errol è così svanito, ma dieci anni prima della fine dell'apartheid aveva aperto una strada, dimostrando a tutto il Sudafrica che il talento non riguardava il colore della pelle. Dopo di lui Chester Williams sarebbe diventato il primo campione del mondo di colore, Bryan Habana avrebbe disintegrato il record di mete realizzate e Siya Kolisi, quasi quarant’anni dopo l’esordio di Errol, ha infranto l’ultima inibizione di un capitano non bianco. Sebbene abbia giocato solo sei test (se avesse iniziato la sua carriera internazionale in giovane età e in un momento diverso, ne avrebbe sicuramente guadagnati molti di più) Tobias ha aperto gli occhi a molti fan del rugby sudafricano, che in precedenza non avevano saputo quale talento fosse nascosto nelle fila dei giocatori di colore. La sua abilità sul campo era quella di sapere impostare i giocatori intorno a lui e lanciarli negli spazi. Con una retroguardia di talento, tra cui grandi giocatori come Danie Gerber e Carel du Plessis, Tobias eccelleva nell'organizzare movimenti fluidi che facevano a brandelli le difese avversarie. Nelle quattro partite da lui giocate con la maglia numero 10, il Sudafrica ha segnato 122 punti e marcato 18 mete, 12 delle quali realizzate da giocatori della back-line.

Una volta uscito dal gioco, Tobias ha continuato a essere coinvolto nel rugby allenando il suo club di casa, il Caledon, e dando anche una mano alla squadra provinciale dei Boland Cavaliers. Ex muratore, ora gestisce una propria impresa di costruzioni e ogni tanto compare sul canale SuperSport in qualità di co-commentatore per le partite di Super Rugby e i test match.

L'8 novembre 1995, Errol è diventato il primo sindaco di colore della sua città natale. L’ex Springbok è stato eletto come membro della Caledon Community Association, costituita nel 1993. L'associazione di Tobias ha conquistato 5 dei 13 seggi disponibili e ha formato una coalizione con l'African National Congress. Lui si è impegnato a promuovere la riconciliazione razziale gestendo i campi di addestramento del rugby.

Nel 1996 Tobias ha perso la sua posizione quando l'ANC locale ha eletto Abe Botha come nuovo sindaco. Errol, che ha continuato ad essere consigliere, è stato criticato da chi ha preso il suo posto per aver fatto parte della repressione dei residenti di colore nel periodo tra il 1974 e il 1981. Tobias, in seguito, si è impegnato a cooperare con Botha per il benessere della città.

Uno dei figli di Errol, Sidney, è stato selezionato per la squadra Under 21 di Western Province nell'ottobre 2010, mentre un altro, chiamato anch’egli Errol, ha giocato per il Bloemfontein club Old Grays nel 2004. Lo stesso anno Errol Junior è stato incluso come mediano d’apertura nella rosa dei Cats, in Super 12, ed è stato riserva per i Leopards durante la Currie Cup del 2007. Nel 2011 Sid Tobias ha giocato con i Sale Jets, per i quali ha segnato una tripletta in una partita contro i Northampton Wanderer.

 

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