1 mese fa 17/09/2018 14:37

Andrew Sheridan: lo chiamavano Bulldozer

Il potente pilone del pack inglese ai mondiali del 2007.

"Sheridan è l'uomo più forte che abbia mai visto sollevare pesi in qualsiasi palestra.” (Mark Bennett, preparatore atletico del Bristol)

Pilone anomalo, in quanto più alto della media per quel ruolo, Andrew Sheridan, detto anche Big T, era dotato di una strabiliante forza fisica. La reputazione di Bulldozer Sheridan se l’è guadagnata grazie alle sue prodezze nella mischia inglese, soprattutto nei match contro i Wallabies, dei quali era la nemesi. Andrew, infatti, ha ridotto da solo il pack giallo-oro in macerie durante il suo test di debutto nel 2005 e di nuovo nel quarto di finale della Coppa del Mondo nel 2007. Sheridan vanta 42 presenze per la nazionale della Rosa, tra cui la finale mondiale nel 2007, due tour con i British & Irish Lions e la vittoria in finale di Heineken Cup quando giocava tra le fila del Tolone.

Andrew John Sheridan è nato il 1 novembre 1979 a Petts Wood, piccola località che fa parte del borgo di Bromley, nel sud-est di Londra.

Sheridan ha iniziato a giocare a rugby all'età di nove anni con gli Old Elthamians, dove è rimasto per cinque anni, ovvero fino a quando si è iscritto al Dulwich College. Lì, ha fatto il suo ingresso nelle squadre del gruppo Surrey e ha rappresentato le nazionali delle scuole inglesi U16 e U18 giocando nel ruolo di seconda linea.

Nella stagione 1998-99, a diciannove anni, Andrew è entrato a far parte del Richmond, dove giocava Numero 8, e quasi subito si è guadagnato un posto nella squadra inglese Under 21 che ha giocato nel torneo SANZAR del 1999 in Argentina.

Al suo ritorno in patria, il ragazzo è stato ingaggiato dai Bristol Shoguns, dove ha ottenuto circa 80 presenze. Il suo fisico, però, ha causato non pochi problemi. Era un po' basso per un seconda linea, ma anche troppo pesante per essere sollevato in touche. Non era abbastanza mobile da giocare in terza linea e di conseguenza si è deciso di farlo diventare pilone, nonostante fosse molto alto per quella posizione. Sheridan è stato cambiato di ruolo dal coach neozelandese Peter Thorburn.

Nel 2000 Andrew è stato membro della squadra inglese che ha intrapreso un tour in Sudafrica, ma non è mai sceso in campo, Nella stagione 2001/02, invece, il pilone ha giocato per l'Inghilterra A contro la Francia A e l'Irlanda A.

Dopo che nella stagione 2002-03 il Bristol è retrocesso nella serie inferiore, Sheridan ha firmato per i Sale Sharks. Nel suo primo anno a Barton-upon-Irwell, il pilone ha disputato la finale della Powergen Cup (la coppa anglo-gallese) del 2004, persa contro il Newcastle per soli quattro punti.

Nel 2003 Sheridan è stato scelto per rappresentare l'Inghilterra A alla Churchill Cup in Canada, dove ha giocato partite contro gli Stati Uniti ed il Giappone. Nel dicembre dello stesso anno il ragazzo di Petts Wood è sceso in campo per l'Inghilterra XV che ha affrontato i Barbarians, subito dopo la conquista della Coppa del Mondo in Australia.

Finalmente, il 13 novembre 2004, Andrew ha guadagnato il suo primo cap per l'Inghilterra, quando il nuovo coach Andy Robinson lo ha fatto entrare dalla panchina per sostituire Graham Rowntree in un match con il Canada terminato 70 a 0. Lo stesso giorno tra le fila inglesi ha esordito anche Mark Cueto.

Nella stagione 2004-05 il Sale ha conquistato l’European Challenge Cup. Nei sedicesimi il XV inglese si è sbarazzato del Catania, vincendo sia in casa che al Santa Maria Goretti, Quindi, ha proseguito battendo il Narbonne negli ottavi, l’Agen nei quarti e il Connacht in semifinale. L’ultimo atto si è disputato il 21 maggio 2005 a Oxford. Di fronte c’erano i francesi del Pau, ma la sfida non ha mai avuto storia. Gli inglesi hanno marcato quattro mete, i rivali neppure una ed il risultato è stato un netto 27 a 3.

Nel 2005, con un solo cap sulle spalle, Andrew è stato convocato a sorpresa per il tour dei British Lions in Nuova Zelanda. Durante quel tour, il pilone è stato condannato al sin-bin dopo aver colpito Luke McAlister con un pugno in seguito ad uno scontro a fuoco nella partita contro i New Zealand Maori. Sherrry ha giocato cinque incontri non ufficiali, ma non ha disputato nessuno dei test.

In autunno il pilone degli Sharks ha giocato da titolare i tre test match con addosso la maglia dell’Inghilterra. Il 12 novembre il XV della Rosa ha sconfitto l’Australia con il punteggio 26 a 16. È stato in questo incontro che Sheridan ha costruito la sua fama di bulldozer, in quanto, da solo, è riuscito nell’impresa di disintegrare tutto il pack avversario. Ad un certo punto, i Wallabies hanno perso contemporaneamente due uomini della front row e sono rimasti in campo in 13. Innanzitutto, il pilone dei Warathas Al Baxter si è dimostrato incapace di gestire il potere di Sheridan e alla fine ha ricevuto un cartellino giallo per avere causato volontariamente il collasso della mischia dopo essere stato avvertito dall’arbitro francese Joël Jutge di ripetute violazioni. Poco dopo Matt Dunning, anch’egli pilone della franchigia del New South Wales, che era stato costretto a trasferirsi di fronte a Sheridan, in una prova di forza ha rischiato una lesione al collo ed è uscito in barella. A causa di queste due defezioni l'arbitro ha ordinato mischie senza contatto per gli ultimi 10 minuti della partita. Quel giorno Sherry è stato votato Man of the Match.

Una settimana più tardi l’Inghilterra è stata battuta dagli All Blacks per 19 a 23. Il trittico si è chiuso il 26 novembre con l’asfaltata per 40 a 3 rifilata a Samoa.

Sherry ha aiutato Sale Sharks a compiere un ottimo campionato nella stagione 2005-06. Un infortunio subito all'inizio della stagione, però, ha significato che il ragazzo non ha potuto giocare la finale, quando Sale ha sconfitto i Leicester Tigers diventando così campione della Premiership per la prima volta.

A livello internazionale, nel 2006 Andrew ha preso parte al suo primo Sei Nazioni, durante il quale è sceso in campo in tutti i match. La squadra di Andy Robinson ha vinto le prime due gare con il Galles e l’Italia, ma poi è stato battuto a Murrayfield nell’incontro valido per la Calcutta Cup, fatto che non accadeva da sei anni a quella parte. La quarta giornata i bianchi sono stati asfaltati a Parigi con il punteggio di 31 a 6, per poi subire un brutto a colpo a Twickenham per mano dell’Irlanda, capace di vincere 28 a 24 grazie alla meta di Shane Horgan all’ultimo minuto di gioco.

Big T non ha preso parte al tour estivo che ha portato la nazionale inglese in Australia a causa di un infortunio al collo. Meno male per lui, perché la squadra ha subito due brutte batoste dai Wallabies che hanno portato la serie negativa a 5 incontri, la peggiore dal 1984. Il ragazzo era però in campo il 6 novembre, quando il XV della Rosa è stata sconfitta in casa dagli All Blacks per 41 a 20. Il 18 novembre successivo, finalmente, è arrivata la tanto sospirata vittoria nel test match con gli Springboks. Purtroppo per lui, Sheridan ha riportato una frattura alla caviglia destra e danni ai legamenti; un infortunio che lo ha escluso dai campi di gioco per il resto della stagione 2006/07.

Andrew ha ritrovato la maglia della nazionale, ora guidata da Brian Ashton, il 4 agosto del 2007, in un match contro il Galles a Twickenham in preparazione dell’imminente mondiale francese. Per l’occasione l’Inghilterra ha disintegrato gli avversari 62 a 5. Una settimana più avanti, invece, il team con la Rosa stato sconfitto dalla Francia per 15 a 21.

A settembre è andata in scena la Coppa del Mondo, nella quale Sheridan è partito titolare in tutte e sette le partite in cui stata impegnata la propria nazionale, formando una potente prima linea con il capitano Phil Vickery ed il tallonatore Mark Regan.

Il torneo dell’Inghilterra è iniziato l’8 settembre a Lens, dove i bianchi hanno battuto 28 a 10 gli Stati Uniti senza convincere. Una settimana più tardi è arrivata la difficile sfida con gli Springboks; una partita disastrosa, persa con il punteggio di 0 a 36.

La squadra di Ashton si è rifatta vincendo i rimanti match contro Tonga e Samoa e si è così classificata per i quarti di finale, dove sono stati affrontati i Wallabies. Dopo una prima fase poco entusiasmante, il XV della Rosa ha cominciato ad aumentare costantemente il numero di giri come un vecchio diesel. La sfida con l’Australia doveva essere la rivincita di quattro anni prima, ma ancora una volta sono stati gli inglesi ad avere la meglio, grazie ad un Wilkinson impeccabile che ha segnato tutti i punti per i suoi (12, contro i 10 degli avversari) ed è diventato il più prolifico marcatore nella storia dei mondiali. Il merito del risultato si può tranquillamente attribuire anche a Sheridan, il quale ha regalato un'altra dimostrazione di forza. Il pilone ha dato un grande contributo alla tenuta delle mischie inglesi e ha costretto gli avanti in maglia gialla a commettere numerosi errori, che si sono concretizzati nei calci di punizione che Wilko ha trasformato in punti.

A Saint-Denis, in semifinale, i bianchi hanno sconfitto la Francia. Decisivo si è rivelato ancora una volta il piede dell'apertura di Frimley, che con un drop a due minuti dal termine ha condannato all'eliminazione i padroni di casa e promosso l’Inghilterra alla sua seconda finale mondiale consecutiva.

Il 21 ottobre 2007 ad attendere il XV di Ashton allo Stade de France per la finalissima c’era ancora la nazionale sudafricana, la quale già l’aveva umiliato nella fase a gironi. La partita è stata brutta, con un gioco spezzettato e neppure una meta, se si esclude quella di Mark Cueto a inizio ripresa, probabilmente regolare, ma annullata dall’addetto al TMO Stuart Dickinson. A farla da padrone sono stati i calci di Jonny Wilkinson da una parte e di Percy Montgomery dall’altra, con il biondo sudafricano che ha avuto la meglio sul biondo inglese. Alla fine è stato John Smit, capitano degli Springboks, a sollevare la coppa al cielo, grazie al 15 a 6 con il quale i suoi uomini hanno chiuso la partita. Per Andrew la soddisfazione di essere rimasto in campo a combattere per tutti gli 80 minuti.

L’anno successivo il pilone ha disputato quattro delle cinque gare del Sei Nazioni, mancando solamente la sfida con gli Azzurri. Al suo fianco come tallonatore non c’era più Mark Regan, ritiratosi dopo la finale mondiale, ma Lee Mears, mentre l’altro pilone era sempre il capitano Paul Vickery.

In estate Sheridan ha preso parte al tour in Nuova Zelanda e ha giocato in uno dei due test match che il XV ora allenato da Martin Johnson ha perso con gli All Blacks.

Durante i test autunnali, invece, l’Inghilterra ha sconfitto i Pacif Islander per 19 a 13, ma poi è uscita battuta dalle tre sfide con Wallabies, All Blacks e Springboks. Contro le ultime due squadre Andrew è stato sostituito sul campo da Tim Payne.

Durante il Sei Nazioni del 2009 Sheridan è sceso sul terreno di gioco in tutte e cinque le partite, con l’Inghilterra che ha terminato il torneo con tre vittorie e due sconfitte patite per mano di Galles e Irlanda, entrambe in trasferta.

Poi, in primavera, il ragazzo è partito alla volta del Sudafrica per il suo secondo tour con i British & Irish Lions, durante il quale ha disputato due test match: il terzo, entrando dalla panchina per sostituire Gethin Jenkins e il quarto inserito nel XV titolare, dove ha giocato per tutti gli 80 minuti. Oltre a questi, il pilone ha giocato anche quattro sfide non ufficiali. Durante il primo test Sheridan ha avuto uno scambio di vedute con Bakkies Botha; ai due giganti l’arbitro ha chiesto di calmarsi, perché di sicuro non si stavano scambiando i numeri di telefono. Per la cronaca, la squadra di Warren Gatland ha perso la serie due test a uno.

Nell’ottobre del 2009, mentre giocava un incontro di Heineken Cup con gli Sharks contro il Cardiff Blues, Sheridan ha subito un brutto infortunio alla spalla. Il ragazzo ha dovuto affrontare due operazioni separate per riparare il nuovo danno alla spalla sinistra e quello di lunga data alla destra.

L’infortunio ha tenuto Sherry lontano dai campi sino a settembre del 2010 e dalla maglia con la Rosa sino al 6 novembre del 2010, quando è tornato a calcare l’erba di Twickenham nel test match perso contro gli All Blacks. Nello stesso mese l’atleta del Sale ha affrontato anche Wallabies e Samoa, uscendo entrambe le volte da vincitore. A fare coppia con lui in prima linea non c’era più Phil Vickery, andato in pensione l’anno precedente, ma Dan Cole.

Nel 2011 Sheridan ha disputato tre sfide del Sei Nazioni e poi è stato incluso nella rosa che ha preso parte alla Coppa del Mondo in Nuova Zelanda. Lì, il pilone ha preso parte ad una sola sfida, quella vinta contro l’Argentina per 13 a 9 durante la prima fase. Partito titolare, Sheridan è uscito nella ripresa per lasciare spazio a Matt Stevens. È stata questa la quarantaduesima e ultima volta che Andrew ha indossato la maglia della propria nazionale. Ancora un infortunio alla spalla, infatti, ha messo fine al suo mondiale e alla sua carriera internazionale.

Nel 2012 Big Tsi è accasato al Tolone. Nel maggio del 2013 il pilone ha iniziato da titolare la finale di Heineken Cup nella quale la squadra allenata da Bernard Laporte ha sconfitto il Clermont Auvergne 16 a 15, laureandosi campione d’Europa. Sheridan, che ha giocato in prima linea assieme a Carl Hayman e Sebastien Bruno, è stato sostituito al 61° minuto dal gallese Gethin Jenkins.

Nel settembre 2014, dopo una serie di infortuni al collo, a 34 anni Sheridan ha annunciato a malincuore il suo ritiro dal rugby giocato. A quel punto Sherry si è ritirato per perseguire una carriera nel commercio del vino.

Quando nel 2010 era in stand-by a causa della dislocazione alla spalla, Sherry ha registrato un album di 16 canzoni da lui composte, ironicamente intitolato Where we go from here, nel quale canta e suona la chitarra. Oltre a questo, Andrew è anche un idraulico specializzato.

 

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