13 giorni fa 06/10/2019 23:59

Perché siamo tutti Lovotti

Il significato di sostegno nel rugby

Andrea Lovotti ha sbagliato, lo ha ammesso e si è beccato tre settimane di squalifica insieme al compagno di “ribaltamento” Nicola Quaglio. Sulle sue responsabilità non ci sono dubbi, così come su quelle di Quaglio complice di quella pericolosa e scellerata pulizia in ruck su Duane Vermeulen. Molti, moltissimi dubbi dovremmo invece riservarli a tutti quei tifosi che hanno sentito la necessità immediata di riservare al miglior pilone sinistro italiano una caterva di insulti, così come si usa fare nell'epoca dei social network seduti comodamente sul divano.

Leggere tutti quei commenti sprezzanti e completamente privi di una minima empatia mi ha portato a riflettere sul vero significato che molti sportivi italiani riservano ai “valori superiori” che il rugby vanterebbe rispetto a altri sport e, in particolare, al concetto di sostegno.

Se il sostegno è più di un gesto tecnico, ma riflette un'intera filosofia incentrata su un vero gioco di squadra, è ovvio che ha un vero valore quando si tratta di sostenere qualcuno in difficoltà. Troppo facile sostenere qualcuno nel momento del successo. Troppo facile correre dietro a un compagno solo sperando di ricevere un comodo passaggio a un metro dalla linea di meta.

Beh, per molti tifosi sembra che il concetto di sostegno non valga proprio nel momento di maggior bisogno, cioè nel momento dell'errore, per quanto stupido o evidente. Il compagno di squadra che sbaglia è quindi solo una pecora nera da isolare e perseguitare.

Ironicamente, quei commenti ci raccontano l'incapacità di gestire lo stress da parte dei telespettatori, che è esattamente lo stesso problema mostrato da Lovotti nell’intervento su Vermeulen. Non c'è logica nel gesto di Lovotti, trascinato dall'adrenalina dopo il fischio dell’arbitro, così come non c'è logica negli insulti e nei richiami alla ghigliottina dei tifosi italiani, chiamati ad assistere a un partita chiaramente impossibile da vincere.

Un discorso è la critica tecnica, anche aspra, mentre un altro discorso è la ricerca del capro espiatorio a tutti i costi. “Se avessimo segnato in quell'azione...” dicono molti, dimenticando che già tre volte, nel primo tempo, ci eravamo affacciati sui cinque metri sudafricani senza altro risultato che farci strappare l'ovale dalle mani.

Il rugby è sport spietato e tutti gli spettatori onesti sapevano che avremmo perso, più o meno largamente a seconda della bontà della nostra prestazione. Troppo grande il divario tecnico, tattico e mentale. Quello che non ci possiamo aspettare è che la squadra, dentro e fuori dal campo, non sia vera squadra: questa sarebbe la sconfitta peggiore di tutte.

Cosa ci insegna allora questo episodio dal punto di vista della gestione mentale? Ad Andrea Lovotti, che nelle interviste pre-partita era stato il più deciso nel parlare dell'importanza della mente, mi auguro che insegni a insistere nel migliorare ancora le proprie attitudini, ben sapendo che si tratta dell'aspetto più complesso della prestazione sportiva. Mi auguro allo stesso tempo che Andrea riesca a mantenersi allo stesso tempo rigoroso e gentile nei suoi stessi confronti, nonostante la bufera che ha intorno: abbiamo bisogno di lui come uomo e come atleta.

Mi auguro poi che questo episodio nero faccia riflettere i tifosi sullo sport come vera scuola, metafora ed esempio di vita: dovremmo utilizzarlo non tanto per buttarci dentro le nostre frustrazioni, quanto per tirarne fuori quelle energie vitali che possano migliorare continuamente il resto della nostra società.

 

Le immagini dell'esplusione di Andrea Lovotti in Sudafrica - Italia

 

 

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Foto Daniel Cau

 

 

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Aldo Nalli  13 giorni fa

Si, sostegno, lo stesso che avrebbero bisogno i stessi tifosi nella frustrazione di vedere sempre la propria nazionale galleggiare tra inadeguatezza al rugby internazionale e domestico. Forse la stessa frustrazione di lovotti nel fare quello che lo ha portato alla squalifica, quindi ok il richiamo ai tifosi maleducati, ma una sana e dovuta critica da persone arcistufe di vedere i propri colori azzurri ridotti in frantumi .... Ah, sarà delusione, frustrazione o non so cosa, ma la scena del sostegno a lovotti ok ma ai tifosi che pagano e col cuore seguono questo sport da anni come giustificare certe mazzate? Diamoci tutti una calmata, ma cari miei, sveglia cavolo!!!!!!!!!

Luigi Caporioni  13 giorni fa

Luigi Caporioni

Luigi Caporioni  13 giorni fa

Luigi Caporioni Ho 65 anni ed esclusi golf e ippica mi piacciono tutti gli sport e molti ne ho praticati. Ho scoperto il rugby per "colpa" di Wilkinson: ero per strada e in un negozio di elettrodomestici ho visto il drop della vittoria dei mondiali. Da qual giorno il rugby è il mio sport preferito per tutto ciò che rappresenta e per come vine praticato. Ho assistito a numerose partite del 6 Nazioni e tante di allenamento. Purtroppo ho visto la decadenza degli spettatori, infiltrati, purtroppo, da molti "tifosi di calcio" che nulla hanno a che fare con questo sport (ho giocato a calcio 20 anni con ottimi risultati). Il tifoso (vedi Valentino Rossi) è incapace di comprendere cosa accade in campo, vede il suo idolo sempre maltrattato e osteggiato (la pedata di Rossi a Marquez) e, 98 volte su 100, non hanno mai praticato a livello medio/alto, lo sport seguito Basta guardare il comportamento degli spettatori degli altri paesi. Qualcuno ha detto che il rugby è uno sport da delinquenti giocato da signori, il calcio uno sport da signori giocato da delinquenti e il football uno sport da delinquenti giocato da delinquenti. Ecco, l'ultima immagine è quella che io vendo nel tifo italiano. Mi dispiace e mi vergogno di questa mancanza di rispetto per chi si impegna, anche se sbaglia o se è un avversario. Mi sorprese, infatti, l'ovazione a Torino per la rivesciata di Ronaldo. La standing ovation più calorosa per l'addio di Totti fu fatta all'estero.

Marco Fiorani  12 giorni fa

Non sono d'accordo, l'errore commesso da Quaglio - Lovotti è inaccettabile punto e basta. Un articolo di questo tenore, rischia di voler giustificare un comportamento inammissibile posto in essere da due professionisti! non vi è questione di adrenalina o tensione che tenga! Hanno messo in difficoltà la squadra e hanno dato una pessima immagine di quel movimento che si vuole ritenere al di sopra degli altri sport, proprio per la capacità di gestire il confronto (fisico) sempre su basi di correttezza. Certo tutti possono sbagliare e devono avere una seconda chance, ma non vi possono essere motivazioni per un gesto tanto dissennato. Ed è giusto che Andrea, in questa fase, non sia gentile con se stesso, ma al contrario che faccia un attento esame per comprendere con severità come e perchè non può più accettare da se stesso determinati comportamenti

Antonio Adorisio  12 giorni fa

Concordo con Marco. Nessuno mette in dubbio le capacità tecniche di Andrea e Nicola; solo che da tifoso prima che da ex giocatore, saremmo un po' stanche delle "giustificazioni"; ed è inammissibile che A LIVELLO MENTALE un professionista nella massima espressione della sua attività possa cedere in quel modo! Credo che sia solo questo quello che molti tifosi rimproverano.

Michele Morra  12 giorni fa

Non sono a conoscenza dei commenti citati nell'articolo ma credo di aver capito quale sia il tenore.Occorre ricordare che si sta parlando dei mondiali di rugby e non di una rimpatriata tra vecchie glorie con finale in pizzeria,Lovotti ha fatto un errore madornale in un match importantissimo per noi e che non è tollerabile ai massimi livelli.Una squadra che ha lavorato duro per anni non può e non deve chiudere in maniera ingloriosa il proprio mondiale per uno scatto di nervi del singolo,chi non è all'altezza della maglia azzurra si faccia da parte(almeno fino a quando non avrà imparato a gestire lo stress).Grazie alla scelta scellerata di lasciarsi andare alla stizza adesso i nostri dovranno affrontare gli AB con una prima linea da inventare,mi pare una pena accessoria della quale avremmo volentieri fatto a meno.Tanto più che gli AB titolari o riserve,ce le danno di santa ragione sempre e comunque.

Nicola Cherici  12 giorni fa

Un errore troppo grave che delinea un quadro generale abbastanza chiaro: c'è troppa pressione attorno a questa nazionale che parte per il mondiale o il Sei Nazioni come se andasse in guerra. Invece bisognerebbe ritrovare il gusto di giocare, il piacere di battersi e dare il massimo senza il clima da ultima spiaggia che sempre si respira dietro alle partite della nazionale di rugby. Ce li vedete i giocatori giapponesi a fare una simile castroneria? Loro sono capaci di dare tutto alla squadra lasciando fuori quei personalismi, quelle tensioni individuali che poi portano a simili risultati. Presto il Giappone supererà la Francia nel ranking ma non mi sembra che i loro giocatori siano così superiori ai nostri. Hanno però organizzazione tattica, attitudine e preparazione psicologica decisamente migliore

Tomas De Torquemada  12 giorni fa

Lovotti e Quaglio sono stati due "fessi" e lo sanno senza che glielo dicano gli altri!, sicuramente la prima linea sarà da rivedere anche per l'infortunio di Riccio però adesso basta insulti e gogna,. Di aver fatto una ca..ta lo hanno capito quando ancora avevano Vermeulen per aria. Come ha scritto l'Avanti "un gesto che si sognerà per i prossimi sette anni!". La tensione era altissima, l'adrenalina al massimo e hanno fatto il budino. Non voglio giustificare niente e nessuno, anzi ribadisco roba da campetto di periferia, MA sapete che di queste stupidagini i grandi professionisti sudafricani ne fanno una a partita, sia che abbiano la maglia del club, sia dei Bok! Non pensiate che match si sia perso per l'uomo in meno...mica siamo nati ieri!

Luca Pedrotti  12 giorni fa

Ammetto di non aver mai preso un ovale in mano e quindi non ho la minima idea della vera tensione che ci possa essere durante una partita (per non parlare di tutto ciò che ci sta prima della stessa a partire dagli allenamenti, beghe fra i giocatori ecc...). Però in dodici anni che seguo in poltrona questo bellissimo sport, che ha soppiantato il calcio dopo la "vittoria" dei mondiali del 2006 (la casus belli è stata l'offesa Materazzi vs Zidane), mi son fatto un'idea (cito Nicola Cherici) circa il gusto di giocare, il piacere di battersi e dare il massimo e perché no anche di divertirsi nel rugby: cose che rendono grande questo sport. A volte bisogna avere il coraggio di vedere obiettivamente la realtà: con entrambi i piloni destri infortunati cosa potevamo fare? Vincere? Non credo... mantenere la stessa tensione oppure giocare con più serenità, più slancio, più fantasia? (forse sbaglio ma mi è perso che Quaglio stava un po' reinventando il suo ruolo e alla fine del primo tempo ormai aveva ingranato a giocare nel posto giusto; lascio a voi che sicuramente siete più esperti). Penso che i tifosi una volta che hanno visto anche Ricciotti infortunato si siano resi conto che le possibilità di vincere erano nulle; l'unica colpa forse stava nella fame di vincere dei Sudafricani mostrando tutta la loro fisicità che tra l'altro è la loro arma. Dopo aver visto Ferrari infortunato (primo colpo al cuore) e poi Ricciotti infortunato (secondo colpo) ho detto "ragazzi a sto punto divertitevi, fate vedere chi siamo anche senza piloni destri, manteniamo la disciplina". Il resto del primo tempo è stato un assestamento con vari errori ma ci stava anche. A dire la verità ero più preoccupato della salute di Ferrari e Ricciotti che della partita in sé (deformazione professionale). Secondo tempo urlo di dolore: in questi anni mi sono creato una sorta di mantra "se un giocatore soffre, tutta la squadra soffre; se un giocatore si fa espellere è finita (non nel senso della sconfitta in termini di punteggio ma in senso di fallimento tout-cour)" e qua i giocatori da espellere sarebbero stati entrambi. Ora massacrare Lovotti e Quaglio non è un comportamento da tifosi né un comportamento maturo, rimanere delusi/amareggiati dal loro comportamento penso sia giusto anche per l'amore verso questo sport. Non è compito nostro condannare i giocatori ma il loro comportamento sì però; alla sanzione ci pensa la commissione di gara. Sono daccordo poi che anche la preparazione psicologica, la gestione dello stress etc vanno più curate a monte e dovrebbero far parte dell'allenamento.

Luigi Caporioni  12 giorni fa

Basta leggere i commenti per darmi ragione. Andate in campo, sul serio, e non dalla poltrona. Li è tutto facile e semplice.

Aldo Nalli  12 giorni fa

Si Luigi, ma posso dire una cosa? In campo, come dici te, se non Righi dritto sei fuori! Non come in Italia che non c'è competizione perché i bravi giocatori scarseggiano, mi fai pensare che te ne approfitti? Perché non ci sono molte alternative? Mica stai con gli old che come sei sei giochi lo stesso! Io ho giocato e se non vai, non giochi! Vale per la C1 e non vale per la nazionale?

Aldo Nalli  12 giorni fa

E comunque non mi pare che la prima linea, anche prima del fattaccio fosse in nostro reparto migliore, quindi qualcosa che non andava c'era anche prima e forse anche per quello che è subentrata la frustrazione di due per lo stesso reparto. Sicuramente non stiamo parlando di castrogiovanni ecc...

Kristian Gatta  11 giorni fa

Lovotti e Quaglio hanno fatto una cavolata che rimarrà negli annali del rugby italiano, soprattutto grazie ai tifosi che non faranno altro che ricordare loro (non in faccia, mi raccomando: solo in rete) quanto è costato al morale della squadra. Tutto il resto è un corollario di pareri, opinioni ecc ecc perche la realtà dei fatti è che noi quella partita non l'avremmo mai vinta perchè, semplicemente, sono molto più forti di noi. Perchè il loro background è migliore del nostro, a partire dal supporto sugli spalti, perchè noi per vincere contro un tier 1 dobbiamo dare il 150% e sperare che a loro vada qualcosa storto, dato che il nostro 100% non basta ancora. Cosa manca? Non lo so, non ho la ricetta magica purtroppo. Posso solo dire che quando potrò, allo stadio a tifare Italia ci andrò con il cuore in mano, sempre e comunque.

Michele Morra  11 giorni fa

@Kristian Gatta "soprattutto grazie ai tifosi che non faranno altro che ricordare loro (non in faccia, mi raccomando: solo in rete)".Sarebbe interessante capire il senso di questa affermazione,che cosa dovrebbero fare i tifosi secondo te?Mettersi in macchina ed andare sotto casa di Lovotti e dirgli in faccia che ha fatto una cavolata?E magari farsi con lui una bella scazzottata?Io invece sono del parere che il web in questi frangenti si dimostri utile proprio per far arrivare a Lovotti (ed a chiunque altro si comporti così sciupando ANCHE il lavoro degli altri)il senso di delusione e sdegno per ciò che ha fatto.Una cosa forse va chiarita:chi non è all'altezza della nazionale non ne deve far parte altrimenti finiamo in mano all'ultimo Balotelli di turno con tutte le conseguenza del caso.E per la cronaca,anche quando avevamo l'Olimpico stracolmo le prendevamo di santa ragione,in campo ci vanno 15 atleti,il tifo può poco o nulla in questo sport.

Stefano Nicoletti  11 giorni fa

Buonasera, sono l'autore dell'articolo e ho letto con interesse tutti i commenti. Quello che mi lascia spesso stupefatto è il fatto che a volte si disconosca completamente il ruolo della psicologia all'interno della prestazione sportiva. La psicologia comportamentale applicata allo sport è nata 60 anni ed è una disciplina scientifica che fornisce evidenze precise, seppur in evoluzione. Come possiamo dire che la pressione non ci faccia sragionare, a volte? Dalle mie parti, si dice "si è chiusa la vena" quando qualcuno fa qualcosa di folle, per dire che il cervello non funzionava più. Senza andare troppo lontano, consiglierei a tutti di leggere le ultime interviste dello staff degli All Blacks, che parla continuamente dell'importanza dell'aspetto mentale per una prestazione di eccellenza.

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