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Massimo Calandri è ultimamente fonte d’ispirazione per il rugby nostrano, nell’intervista al presidente della Federazione Alfredo Gavazzi pubblicata oggi sulla Repubblica affronta diversi temi interessanti a partire dalla figuraccia di Dublino, allo stato del rugby italiano, alle elezioni federali.

La sorpresa? Il prossimo ct dell’Italia non sarà Conor O’Shea.

La stoccata? A Diego Dominguez, al quale non interesserebbe del rugby italiano quanto solo degli affari.

Parisse? Si vorrebbe portarlo ai mondiali 2019.

Zebre a Calvisano? Dovrebbero restare a Parma ma anche Milano sarebbe una piazza bellissima. Calvisano? Mai. Giura!

Ne proponiamo uno stralcio, per il pezzo integrale vi rimandiamo  all’intervista originale.

 

Ma vale la pena continuare con questa storia del Sei Nazioni?

“Ci vuole pazienza…. Sabato è andata male, è vero: ma é nei momenti più duri, che il gruppo deve imparare a crescere”.

"E il mese prossimo la nazionale avrà un nuovo allenatore".

L’irlandese Conor O'Shea, dicono. Lo ha incontrato qui a Dublino?

“No. Perché non sara lui, il prossimo tecnico azzurro. Avrete tutti una sopresa, ma prima, mi preme ringraziare Brunel”.

E le Zebre di Parma? Pochi spettatori, quasi niente sponsor. Il presidente che si è dimesso. E’ vero che vuole trasferirle d’imperio a Calvisano?

“Vorrei restassero a Parma che ha degli ottimi impianti. Milano sarebbe una piazza bellissima, però c’è il problema del terreno di gioco. Roma? Mancano le strutture. Una cosa è certa: le Zebre non andranno mai a Calvisano. Giuro".

Non resta che aggrapparsi a Parisse, 32 anni.  I maligni dicono che la formazione azzurra la faccia lui.

“Bugie. Sergio è un campione straordinario e ci dà equilibrio, ci piacerebbe portarlo ai mondiali in Giappone, nel 2019”.

Elezioni in autunno, Diego Dominguez s'è schierato contro

“Lui pensa solo agli affari. Del rugby italiano non gli importa”.

E se tra una settimana ci chiedono di uscire dal Sei Nazioni o “spareggiare” con Georgia o Romania?

“Sciocchezze….Calma, pazienza. Facciamo crescere i giovani, saremo alla pari dei migliori. Tra 2 o 3 anni”.

 

Risultati e classifica del 6 Nazioni