8 mesi fa 11/10/2017 11:45

La storia di Pietro Dallù: bandiera del Rugby Parabiago

In occasione del derby la consegna della benemerenza civica a Pietro Dallù

Giornata di festa quella di domenica per il Rugby Parabiago in occasione della vittoria dei “galletti” sui cugini dell’ASR Milano per 35 a 12 (derby della 2° giornata di Serie A ndr). Al campo “Venegoni - Marazzini” erano presenti più di 1000 persone per l’inaugurazione del nuovo sintetico, la festa del derby, i ragazzini dell’under 16 in campo per il barrage, la consegna della benemerenza civica a Pietro Dallù glorioso ex presidente.

Pietro Dallù

IL GIOCATORE

La storia sportiva di Pietro Dallù, una delle figure più importanti del Rugby Parabiago, inizia nel settembre del 1956, quando con un gruppo di amici lesse dei manifesti sui muri che invitavano ad andare al campo Libero Ferrario di Parabiago per fare dei test di atletica.

In quel campo c’era anche la squadra di rugby del paese che si allenava. Fu in quel momento che Pietro, avvicinatosi ai giocatori per vederli fare esercizio, si interessò della prima volta al mondo di quello sport. Iniziò tutto con delle partitelle tra amici, finché Pietro, un ragazzetto di 14 anni e di 64 chili, non prese la decisione di iscriversi al centro sportivo rugbistico, andando a piedi al campo due volte a settimana, partendo dalla sua abitazione in via Toti.

Tra il 1956 e il 1957, quando la squadra di rugby, che al tempo si chiamava Termozeta Parabiago, era in serie A, Pietro si allenava con i giocatori, ma senza avere ancora la possibilità di giocare una partita.

Tra il 1957 e il 1958 lui e i più giovani venivano chiamati ogni tanto in squadra a giocare la domenica per sostituire i veterani assenti, anche se quando uno di loro alla fine si presentava al campo pronto per il gioco, i ragazzi dovevano lasciargli la strada libera e ritirarsi negli spogliatoi.

Tra il 1958 e il 1959, ritirati tutti i veterani, per Pietro e per altri venne l’occasione di entrare in squadra. Da quel momento in poi iniziò il suo periodo delle partite in serie A, la prima ufficiale con lui fu la partita contro il Monza Chiolo.

Con i nuovi arrivati la squadra retrocesse in serie B e in seguito in serie C, ma la cosa non deteriorò il carattere forte di Pietro, che intanto sperimentava alcuni dei ruoli principali del gioco del rugby: fece il mediano d’apertura, il primo centro e, dopo tantissimi anni, assunse in via definitiva il ruolo che lo consacrò come grande giocatore, e cioè il ruolo dell’estremo, l’ultimo uomo. Pietro era molto scattante, bravo nella presa al volo e a contrattaccare, per questo il ruolo di estremo gli calzava a pennello.

Il ritiro dalle scene sportive arrivò nel gennaio 1967, quando divenne venditore alla ditta Uniclever, una multinazionale molto importante. Per paura di farsi male, dovette abbandonare il gioco in prima squadra, ma continuò ad allenarsi coi suoi compagni fino al 1977, anno del vero ritiro, definitivo, quando passò di grado e divenne ispettore della stessa azienda per cui lavorava. Aveva 35 anni e gli ultimi due prima di ritirarsi li passò nel campionato riserve, dividendo il suo tempo libero tra le partite e il lavoro dentro il consiglio della società sportiva.

 

IL DIRIGENTE

Ritirati gli anziani, per necessità occorreva rifare coi giovani un nuovo consiglio direttivo per la società rugbistica di Parabiago.

Fu così che Pietro, quando ancora giocava in squadra, divenne un giovane consigliere, già nel biennio 1959/1960, per poi diventare segretario due anni dopo.

In seguito, a partire dagli anni Settanta, col Luciano Marazzini presidente, Pietro divenne vicepresidente, ruolo che svolse fino al 1985, anno in cui assunse la carica di presidente, dopo che il suo predecessore, appunto Luciano Marazzini, aveva deciso di prendere un periodo di riposo.

Pietro rimase presidente fino al 1992, anno in cui Luciano Marazzini, affettuosamente chiamato “Cassa”, riprese in mano le redini del Parabiago Rugby.

Pietro ritornerà presidente per altri sei anni, dal 2007 al 2013, per poi lasciare la carica a Marco Marazzini, figlio di Luciano.

Anche negli anni della sua presidenza ricevette diversi riconoscimenti, come l’ovale di bronzo, l’ovale d’oro e l’ovale con frangia per il suo lavoro.

Oggi Pietro Dallù fa parte ancora del consiglio come presidente onorario, non ha abbandonato in via definitiva il rugby, e svolge con impegno e dedizione diverse mansioni, come le pubbliche relazioni col comune di Parabiago, con la Federazione Italiana Rugby e col comitato regionale.

La sua passione per questo sport continua ad essere quella degli anni della gioventù, resistente al tempo, perché, come dice Pietro, il rugby è uno sport meraviglioso, ricco di educazione e di rispetto, nei confronti della società, dell’avversario e dei compagni di squadra. Il rugby vuol dire coraggio e dedizione per ciò in cui si crede.

Innumerevoli sono i piatti, le targhe e le onorificenze che ha collezionato in tanti anni di servizio, e due premi molto importanti per lui li ha ricevuti nel 2014: la stella di bronzo al merito sportivo data dal Coni e la targa di bronzo della battaglia di Parabiago consegnatagli dal comune, per la sua dedizione sportiva.

Questo è Pietro Dallù.

Edoardo Cassanelli

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