2 mesi fa 13/03/2020 00:18

Storie di 6 Nazioni - Gli anni del quinto posto

L'Italia lascia alla Scozia il Cucchiaio di Legno

Arrivarono due inverni a cambiare la storia della nostra nazionale e a permetterle di evitare l’ultimo posto (per la prima volta in assoluto) ed il whitewash per ben due edizioni di fila.
Dopo una serie di quattordici sconfitte consecutive, infatti, l’Italia guidata da Sir. John Kirwan si piazzò quinta in classifica, penultimo posto, sia nel 2003 che nel 2004. Esattamente a cavallo con l’edizione della Coppa del Mondo 2003 in terra australiana. Due vittorie, bastarono due partite per invertire la rotta: la prima contro il Galles e la seconda contro la Scozia. Entrambe sul campo amico dello Stadio Flaminio di Roma.

Se quella con il Galles è stata già raccontata, la seconda vittoria nel torneo contro la Scozia non ha ancora visto un approfondimento.
Il 2004 fu l’anno in cui le sonde Spirit ed Opportunity atterravano su Marte ed iniziavano il loro prezioso lavoro di ricerca scientifica; mentre Mark Zuckerberg fondava Facebook, il terzo capitolo de la Trilogia de Il Signore degli Anelli, Il ritorno del Re, vinceva 11 premi Oscar (su 11 nomination) eguagliando il record di Titanic e Ben Hur.
Il 6 Nazioni non iniziò nel migliore dei modi, l’Italia guidata da John Kirwan perse nelle prime due giornate.
Il 15 febbraio, a Roma, era arrivata una sconfitta pesante per 9 a 50 contro i Campioni del Mondo in carica dell’Inghilterra e il 21, invece, a Saint Denis, restammo a 0 contro una Francia che segnò 25 punti.
L’occasione giusta si presentò il 6 marzo, contro la nazionale scozzese, storicamente più alla nostra portata tra quelle del 6 Nazioni; con gli azzurri in maglia bianca e gli ospiti con la tradizionale maglia blu.

Queste le formazioni che scesero in campo.

ITALIA: 15 Gonzalo Canale, 14 Nicola Mazzuccato, 13 Cristian Stoica, 12 Manuel Dallan, 11 Denis Dallan, 10 Roland de Marigny, 9 Paul Griffen, 8 Sergio Parisse, 7 Aaron Persico, 6 Andrea De Rossi (Capitano), 5 Marco Bortolami, 4 Santiago Dellapé, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Fabio Ongaro, 1 Andrea Lo Cicero. All. John Kirwan.
SOSTITUZIONI: 16 Carlo Festuccia, 17 Salvatore Perugini, 18 Carlo Checchinato, 19 Silvio Orlando, 20 Simon Picone, 21 Rima Wakarua, 22 Mirco Bergamasco.

SCOZIA: 15 Ben Hinshenwoold, 14 Simon Danielli, 13 Tom Philip, 12 Brendan Laney, 11 Simon Webster, 10 Chris Paterson (Capitano), 9 Chris Cusiter, 8 Simon Taylor, 7 Allister Hogg, 6 Jason White, 5 Stuart Grimes, 4 Scott Murray, 3 Bruce Douglas, 2 Gordon Bulloch, 1 Allan Jacobsen. All. Matt Williams.
SOSTITUZIONI: 16 Robbie Russell, 17 Gavin Kerr, 18 Nathan Hines, 19 Jon Petrie, 20 Mike Blair, 21 Andrew Henderson, 22 Derrick Lee.

ARBITRO: Nigel Withehouse (Galles).

La partita vide immediatamente i colori azzurri balzare avanti sul tabellino.
Poco dopo lo scoccare del primo minuto, infatti, Withehouse fischiò un calcio di punizione per un fallo scozzese e De Marigny ebbe l’occasione per portare a casa i primi tre punti della partita. Con un calcio molto angolato.
Al nono minuto la Scozia pareggiò i conti con una punizione di Paterson.
Quattro minuti dopo, al dodicesimo, De Marigny portò i suoi avanti ancora una volta, ma lo scozzese Paterson rimontò e superò gli azzurri con due punizioni: 6 a 9.
Il primo tempo terminò in situazione di perfetta parità con la risposta di De Marigny al terzo calcio del capitano scozzese.
9 a 9.
Nel secondo tempo, però, l’Italia tornò in campo con il piglio giusto e, al minuto 42, dopo aver guadagnato una preziosissima rimessa laterale da meno di cinque metri dall’area di meta scozzese, Fabio Ongaro, dopo aver lanciato la palla, fu bravissimo a portare a meta l’ovale vagante dopo la touche azzurra.
La marcatura scatenò alcune polemiche perché, in realtà, non riuscì a schiacciare la palla come da regolamento, ma l’accompagnò solamente a terra.
De Marigny sbagliò il calcio di trasformazione: 14 a 9 il parziale fino a quel momento. Il numero 10 azzurro, però, si fece perdonare con due punizioni: una al sessantanovesimo e l’altra al settantacinquesimo.
A niente valse la meta scozzese, segnata da Simon Webster che, arrivata oltre l’ottantesimo minuto, servì solo ad accorciare il passivo.
20 a 14 il risultato finale e l’Italia si classificò nona nel ranking mondiale.

 

Il proseguimento del 6 Nazioni, però, non andò altrettanto bene e la nazionale azzurra perse ancora: 19 a 3 contro l’Irlanda, il 20 marzo, e 44 a 10 contro il Galles, il 27. Entrambe le partite furono giocate in trasferta.

La classifica finale fu la seguente: Francia 10, Irlanda 8, Inghilterra 6, Galles 4, Italia 2 e Scozia 0.
Oltre alla vittoria finale, la Francia fece registrare anche il Grande Slam, l’Irlanda vinse il Triple Crown, il Centenary Quaich ed il Millenium Trophy mentre l’Inghilterra portò a casa la Calcutta Cup.
Alla Scozia andò il Whitewash con il Cucchiaio di Legno.

 

di Simone Ciancotti Petrucci

 

 

 

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