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L'incredibile storia di George Bower (183 cm, 110 kg, 11 caps con gli All Blacks) che da barbiere arriva a vestire la maglia All Blacks. 

Una parabola avvincente quella di "Giorgio". Già, il suo nomignolo, ad affibiarglielo il suo principale, probabilmente italiano. Nato a Wellington dove ha frequentato il liceo, gioca qualche partita con la squadra della scuola; poi si trasferisce a Dunedin per studiare e diventare insegnante. Viene chiamato dagli Otago (seconda squadra) e scende in campo in sei occasioni, poi la svolta. Nel 2019 viene contattato dai Crusaders che gli chiedono di unirsi al camp. Tutti i piloni sono impegnati con la nazionale, così Giorgio ha modo di trovare posto nel team di Kieran Read

Per la storia del barbiere poi, è lui a spiegarla con gran disinvoltura: "Non potevo permettermi di pagare 40 dollari ogni volta, così mi sono attrezzato. Ho visto qualche tutorial su YouTube, ho comprato qualche specchio, e ho iniziato a tagliarmeli da solo. Poi è diventato quasi un lavoro, perché alcuni All Blacks me li ritrovavo in cucina." Infatti, tra i "clienti" di Giorgio figurano Vaea Fifita, Nehe Milner-Skudder e Tevita Kuridrani!

Nel 2020 la convocazione da parte di Ian Foster... ma solo per dei training: in poche parole, faceva da "sacco per i placcaggi". Pian piano il rendimento c'è, e George si guadagna la fiducia di Foster che lo fa esordire con Tonga. Un mese fa è titolare contro l'Italia a Roma (9-47) e subentra a Joe Moody nel match con la Francia (perso per 40 a 25).

 

 

 

 

Foto RugbyPass

 

 

 

 

 

 

 

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