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Romain Ntamack - foto Stade Toulousain
Romain Ntamack - foto Stade Toulousain

Il rugby professionistico porta alcuni giocatori, in particolare gli atleti internazionali, ad affrontare lunghe e logoranti stagioni. Logoranti sia dal punto di vista fisico che mentale, stress dovuto ai numerosi impegni delle partite di campionato, Coppa Europa e Test Match internazionali.

Prendiamo l’esempio dell’ultima stagione iniziata a settembre 2022 e terminata a giugno 2023, aggiungiamo la preparazione estiva di minimo sei settimane con inizio a metà luglio ed ecco la piena stagione del giocatore di rugby professionista (solo qualche settimana di vacanza, a volte nemmeno un mese). Nell’anno del mondiale con annessa la lunga preparazione, le partite della Coppa del Mondo e poi l'inizio della nuova stagione, il tutto viene maggiormente amplificato proprio perché il Mondiale è la massima competizione a cui un giocatore di rugby può ambire.

L’usura fisica e mentale nel rugby moderno, con 5 giorni di allenamento a settimana (annesse le doppie sedute in campo e palestra) più la partita, non può più passare inosservata, ecco allora che ad affrontare l’argomento ci pensa una delle giovani stelle del rugby internazionale, Romain Ntamack.

Il numero 10 dello stade Toulousain e della Francia si è infortunato al ginocchio nei test di preparazione alla Rugby World Cup dovendo rinunciare all’importante appuntamento. Romain Ntamack ha parlato dello stress fisico e mentale a cui vengono esposti i giocatori in un’intervista al Midi Olympique: “Tutti si lamentano delle troppe partite ma molti vogliono comunque aggiungerne altre o creare nuove competizioni — dice Ntamack —. Ad un certo punto forse bisognerà ascoltare anche i giocatori. Sarebbe utile lavorare di più insieme. Non siamo carne da macello, a volte siamo stanchi e malgrado tutto rimaniamo noi i protagonisti, i principali attori del gioco”.

Romain Ntamack confida addirittura che l'infortunio patito contro la Scozia (rottura dei legamenti crociati del ginocchio sinistro e conseguente operazione) gli abbia concesso un momento di "pausa". 
“Oggi l'unico modo per recuperare e rigenerarsi bene è infortunarsi per un lungo periodo di tempo” ammette con rammarico il numero 10 del Tolosa. “Onestamente non capisco, visto lo stato in cui mi trovavo proprio durante la preparazione di quest’estate, come avrei potuto continuare a giocare un altro campionato dopo il Mondiale”.
 

Ancora in fase di riabilitazione ma già tornato in campo per toccare i primi palloni, Romain Ntamack potrebbe fare il suo rientro con il Tolosa la prossima primavera, probabilmente a fine marzo-inizio aprile.

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