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Marcello Violi - foto Daniel Cau
Marcello Violi - foto Daniel Cau

Non compare in lista gara ma a tutti gli effetti è Marcello Violi il più giovane allenatore in panchina della Serie A Elite. Ormai ex mediano di mischia azzurro (21 caps tra il 2015 e il 2021, 3 mete) Violi si è ritrovato a soli 30 anni catapultato nella panchina del Valorugby Emilia immediatamente dopo l'esonero da parte del club di Roberto Manghi per gli scarsi risultati di inizio stagione. Valorugby ha risolto internamente formando un nuovo staff tecnico composto da Violi, Randisi (mischia e touche) e Tuivaiti (difesa), tutti ex giocatori alla prima vera esperienza da tecnici. Ne è risultato un proseguo di stagione discreto con il 4° posto centrato al termine della stagione regolare e il conseguente accesso ai Playoff Scudetto, cosa non scontata dopo il burrascoso inizio di campionato. Valorugby ha chiaramente una rosa tra le più complete del lotto, se non la più attrezzata, ed ora si prepara a un doppio Playoff da protagonista (affronterà Viadana e Colorno). Rugbymeet ha intervistato Marcello Violi, il più giovane allenatore del campionato. Con il nocetano abbiamo ripercorso le tappe della sua nuova esperienza da tecnico. 

Marcello Violi
Foto Daniel Cau

Intervista a Marcello Violi

 

Tu, insieme a Gilberto Pavan e Andrea Marcato state dando una brezza di giovinezza nel panorama degli allenatori italiani. Come commenti questo cambio di rotta?

“Credo che sia un processo abbastanza naturale, come per i giocatori anche per gli allenatori, la vedo come una cosa positiva, più allenatori ci sono e ci saranno e più si può crescere e imparare a essere stimolati”.

A ottobre, dopo l’esonero di Manghi, ti sei trovato in mano la guida della squadra assieme a Guido Randisi. La risposta sul campo della squadra è stata buona ma come hai vissuto quel periodo?

“È stata una cosa inaspettata, ma che poi si è rilevata una delle esperienze più stimolanti mai affrontate. La prima cosa è stata ritrovarci come staff, perché ovviamente Robbi (Manghi ndr) ricopriva un ruolo importante per noi. Credo che insieme a Randisi, Tuivaiti e Fonzi e a tutto il resto dello staff abbiamo creato un bel gruppo in cui mi trovo veramente bene. Una menzione speciale devo spenderla per ”Chicco" Manghi (Enrico, responsabile aerea fisica e nipote di Roberto ndr) con cui ho un rapporto costante e mi permette di lavorare nei migliore dei modi". 

A soli 30 anni sei di gran lunga l’allenatore più giovane dell’alto livello italiano. Come stai vivendo questo momento e come hai bilanciato la voglia di scendere in campo con quella di guardare le partite da fuori?

"Come prima cosa mi rende molto orgoglioso. Per questo non posso fare altro che ringraziare tutta la società per la grande opportunità, particolarmente il presidente Grassi e Valeria Prampolini che durante tutto il campionato non ci hanno mai fatto mancare fiducia e sostegno, anche nei momenti più difficili, per me è stato molto importante. Anche i ragazzi sono stati incredibili nella disponibilità e nell’ascoltare le mie idee, non era scontato visto che fino a qualche ora prima ero un loro compagno, gli sono grato per come si sono comportati con me.
Come ho accennato prima il campo per ora non mi manca, ho trovato qualcosa che mi stimola e mi da la stessa energia di quando giocavo, credo che sia questo alla fine che conta. Divertirsi".  

Cosa pensi della formula di questi Playoff a 6 squadre?

“È una formula nuova per tutti, quest'anno  ha “fermato” il filotto di finali Rovigo - Padova, quindi è un’opportunità per tutti”.

Finale il 2 giugno, le finaliste prima della partita più importante della stagione staranno ferme 3 settimane, cosa ne pensi?

"Non posso far altro che prenderne atto e basta". 

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