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La Rugby World Cup 2015 ha visto arrivare in finale le due squadre migliori, quelle che hanno espresso il miglior gioco e mostrato anche un nuovo modo di giocare introducendo schemi innovativi. Nuova Zelanda e Australia sono di certo le migliori rappresentanti di questo splendido sport e non a caso si trovano nelle prime due posizioni del ranking mondiale.

Entrambe le formazioni potranno essere le prime in assoluto ad aggiudicarsi la Webb Ellis Cup per la terza volta, gli All Blacks potranno cercare il “back to back” mai riuscito a nessuno fino ad ora.

Per gli All Blacks sarà la partita dei record. Dei record di Richie McCaw che disputerà il 22° match in una RWC (come la leggenda inglese Jason Leonard), il 14° da capitano, il 148° assoluto con ben 130 vittorie sino ad ora. Keven Mealamu andrà in cerca della 16° vittoria consecutiva, un vero talismano! Dan Carter, il mediano di apertura con più caps da titolare al mondo cercherà di guadagnare sul campo il titolo che aveva visto dalla tribuna nel 2011 causa infortunio.

I Wallabies vorranno bissare il successo del The Rugby Championship e guadagnarsi la terza RWC dopo 16 anni di astinenza. Entrambe le formazioni sono giunte in finale 3 volte vincendone 2, gli All Blacks in casa nel 1987 e nel 2011 ma perdendo in Sud Africa nel 1995, l’ Australia nel 1991 e 1999 e perdendo in casa nel 2003.

La cabala potrebbe dire Wallabies solo per il fatto che dopo un mondiale neozelandese vittorioso per i padroni di casa se ne è disputato uno in Inghilterra e l’hanno vinto. Ma non si racchiude tutto qui il gran duello tra le squadre più spettacolari di questa RWC.

Gli All Blacks sono partiti quasi in sordina giocando un rugby “ordinario” e costellato da un pò troppi errori nella fase a gironi, tant’è che Steve Hansen dopo la vittoria con la Georgia aveva dichiarato “Sappiamo dove vogliamo arrivare, non ci interessa fare grandi punteggi e segnare molti punti ad ogni match, abbiamo un programma di lavoro e ci atteniamo a quello”, l’evidenza la si ha avuta con il match stratosferico con il quale hanno schiantato la Francia nei quarti e con il match solido e molto attento con il quale hanno avuto la meglio del Sud Africa in semifinale.

Australia ha messo invece in mostra una grandissimo rugby sin da subito ed anche un nuovo modo di giocare inperniato su una grandissima difesa, eloquenti i match contro Galles e Argentina, per poi estrarre dal cilindro delle giocate d’attacco di vera poesia e ci riferiamo alla bellissima meta segnata all’Inghilterra ma anche alla seconda messa a segno contro l’Argentina. Entrambe invenzioni di quel genio dell’attacco che risponde al nome di Stephen Larkham.

Gli uomini da tenere d’occhio saranno diversi, noi puntiamo su Richie McCaw che nelle occasioni che contano riesce a salire ancora più in alto a livello di concentrazione e fame mentale, su Dan Carter che ha disputato sin ora una RWC sontuosa con prestazioni in crescendo di turno in turno. Non trascuriamo neppure Aaron Smith, il motore dei tuttineri, e il fenomeno Nehe Milner-Skudder, la vera rivelazione di quest RWC.

Dall’altra parte su David Pocock, il re dei cacciatori di palloni, 14 rubate totali con una media superiore alle 3 a partita, Matt Giteau, il regista occulto della linea dei trequarti Wallaby, Scott Fardy, un unsung hero sino ad ora ma che a detta di molti si sarebbe meritato la palma di Man of the Match in semifinale. Non ci dimentichiamo neppure di Israel Folau, che sino ad ora ha reso meno delle aspettative frenato dall’infortunio alla caviglia, dovesse tornare ai suoi livelli potrebbero essere dolori per la Nuova Zelanda.

Il vero confronto sarà tra l’attacco stellare degli All Blacks e la grandiosa difesa Wallaby, la differenza potrebbero farla la freddezza nell’esecuzione nei momenti cruciali ma forse anche un’ennesima invenzione del coach d’attacco dei Wallabies. Stephen Larkham potrebbe aver lasciato le ultime sorprese proprio per i rivali più importanti.

Pronostico? Difficilissimo, azzardiamo Australia. Wallabies campioni del mondo con un +3.

 

Il match sarà trasmesso sabato in diretta TV su Sky Sport 2 dalle 16.30

Australia: 15 Israel Folau, 14 Adam Ashley-Cooper, 13 Tevita Kuridrani, 12 Matt Giteau, 11 Drew Mitchell, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 David Pocock, 7 Michael Hooper, 6 Scott Fardy, 5 Rob Simmons, 4 Kane Douglas, 3 Sekope Kepu, 2 Stephen Moore (c), 1 Scott Sio.

Panchina: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 James Slipper, 18 Greg Holmes, 19 Dean Mumm, 20 Ben McCalman, 21 Nick Phipps, 22 Matt Toomua, 23 Kurtley Beale.

New Zealand: 15 Ben Smith, 14 Nehe Milner-Skudder, 13 Conrad Smith, 12 Ma'a Nonu, 11 Julian Savea, 10 Daniel Carter, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Jerome Kaino, 5 Sam Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Joe Moody.

Panchina: 16 Keven Mealamu, 17 Ben Franks, 18 Charlie Faumuina, 19 Victor Vito, 20 Sam Cane, 21 Tawera Kerr-Barlow, 22 Beauden Barrett, 23 Sonny Bill Williams.

 

Sabato 31 Ottobre ore 17.00 Twickenham Stadium, London

Arbitro: Nigel Owens (Galles)
Assistenti: Jérôme Garcès (Francia), Wayne Barnes (Inghilterra)
TMO: Shaun Veldsman (Sud Africa)

 

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