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Il Coni è preoccupato per la situazione finanziaria della FIR e raccomanda «un attento monitoraggio della gestione» per «l'incremento dei ricavi e il contenimento dei costi». Chiede di tirare la cinghia e tagliare le spese superflue, in attesa di un aumento dei ricavi, per non compromettere i conti del rugby italiano. La bacchettata arriva con una nota del segretario Carlo Mornati che accompagna l'approvazione da parte della Giunta Coni del bilancio consuntivo 2024 della Fir, con un disavanzo di 6.672.907,94 euro, che Rugbymeet è riuscita a visionare. Bilancio pubblicato sul sito federale il 19 gennaio. Su tale disavanzo, in relazione anche a quello del bilancio 2023, il Coni chiede un attento controllo dei conti federali.

La nota di Mornati

Scrive il segretario del Coni Mornati: «Alla luce dei risultati economici negativi consuntivati negli esercizi 2023 e 2024 e di quelli previsionali del 2025-2026, nonché alla luce del patrimonio netto residuo al 31.12.2024 - anche in linea con le raccomandazioni del Collegio dei revisori dei conti federale e al fine di mantenere adeguate condizioni di equilibrio economico-patrimoniale, la Giunta ha raccomandato alla Federazione di assicurare un attento monitoraggio della gestione e di mettere in atto una serie di azioni volte all'incremento dei ricavi e al contenimento dei costi».

La battaglia elettorale

Il bilancio 2024 è quello gestito per tre quarti dalla precedente governance federale (le elezioni si sono tenute il 15 settembre) e per un quarto dall'attuale governance. La vicenda s'inserisce in pieno, quindi, nella contesa elettorale fra i candidati presidenti Marzio Innocenti e Andrea Duodo, con quest'ultimo che aveva fatto un cavallo di battaglia della preoccupazione sul bilancio e sulla tenuta dei conti.

Stadio Olimpico, sede del Coni

Le raccomandazioni del 2023

Insieme alle raccomandazioni sul bilancio consuntivo 2024, infatti, emergono dagli uffici della Fir altri due documenti dello stesso tono ricevuti dal Coni a firma di Mornati. Il 5 giugno 2023, sul bilancio di previsione 2023, Mornati scrive: «In considerazione della perdita stimata sul 2023 e della chiusura dell'esercizio 2022 in pareggio, pur in presenza di riserve patrimoniali disponibili, la Giunta ha raccomandato alla Federazione - in linea con le indicazioni fornite dal Collegio dei revisori dei Conti - di monitorare attentamente in corso dell'anno l'andamento degli impegni di spesa e delle entrate, al fine di mantenere le condizioni di equilibrio economico-patrimoniale raggiunte in seguito alla chiusura del piano di rientro 2020».

Le raccomandazione del 2024

Ancora più dettagliata è la nota del 16 luglio 2024. Alla luce del bilancio consuntivo 2023 e del bilancio preventivo 2024, entrambi in disavanzo, «in linea con le raccomandazioni del Collegio dei revisori dei conti federale, la Giunta ha raccomandato alla Federazione di garantire un attento ed efficace presidio dei propri processi gestione agendo su costi e ricavi». Due sono le aree critiche individuate.

La fine dei soldi di CVC

La prima è relativa alla fine delle «operazioni straordinarie». Il Coni non le cita esplicitamente, ma dovrebbero riferirsi alla vendita delle quote di Sei Nazioni e URC al fondo d'investimento CVC: «In considerazione della mutata struttura dei ricavi - a seguito della chiusura delle operazioni straordinarie degli ultimi anni - e nell'indeterminatezza delle maggiori entrare che ne potrebbero derivare, (la Fir) monitori tale area e aggiorni le proprie stime al fine di disporre di una situazione quanto più vicina alla realtà federale»

Costi di funzionamento

La seconda riguarda i costi eccessivi della macchina federale: «In relazione all'incremento registrato negli ultimi anni dei costi per il funzionamento - a fronte di costi per attività sportiva rimasti sostanzialmente in linea - monitori tale area e adotti tutte le misure idonee a ridurre le spese ritenute non incomprimibili».

Dalle tre lettere emerge, dunque, che il Coni ha lanciato i suoi primi allarmi già nel 2023, e che i revisori avevano evidenziato criticità dalla fine del 2022.