1 anno fa 07/01/2020 12:05

La riflessione di Umberto Casellato sul campionato di TOP12

“In Top12 giocano giovani interessanti, ma non diamo meriti alle accademie, i vari Minozzi, Ruzza, Lamaro sarebbero i più forti ugualmente”

Siamo giunti alla 8° giornata del campionato di TOP12, al termine del girone di andata mancano solo due turni che si giocheranno tra fine gennaio e inizio febbraio, poi una lunghissima striscia di 14 partite in 15 settimane fino al termine della stagione regolare prevista per il 2 maggio con la 22° giornata. Protagonista di questa prima parte di stagione il Rugby Rovigo primo in classifica, unica squadra imbattuta del campionato che ha un punto di vantaggio sulla seconda Valorugby e sei su Calvisano e Fiamme Oro, i cugini del Petrarca sono a -7 dalla vetta.

Abbiamo intervistato l’allenatore dei Bersaglieri, il 50enne trevigiano Umberto Casellato. Con l’ex mediano di mischia azzurro abbiamo parlato di campionato, di giovani e di progetti per il futuro.

 

Otto vittorie su otto partite, primo posto in campionato e unica squadra ancora imbattuta del Peroni Top12, un avvio di stagione positivo, sei soddisfatto?

“Diciamo che il calendario ci ha un po' avvantaggiato, però abbiamo molti più punti della scorsa stagione e questa è già una cosa positiva, poi, come faccio sempre, non guardo gli avversari; ma i progressi della squadra, a breve, medio e lungo termine. Siamo comunque tutti consapevoli, che dobbiamo ancora alzare l’asticella, soprattutto a livello di gioco, non siamo ancora ai livelli della scorsa stagione; cambiando Chillon e Mantelli  oltre che un centro come Majstorovic sapevamo che poteva succedere questo, ma lavoriamo a testa bassa per tornare ad esprimere quel rugby.”

 

Sono andati via giocatori esperti come Chillon, Mantelli e Majstorovic e sono arrivati dei giovanissimi come Citton, Moscardi e Nicotera. Ora puntate sui giovani?

Abbiamo intrapreso con la società e con il presidente Zambelli questa nuova strada, cerchiamo di prendere i migliori prospetti a livello giovanile, non necessariamente i nazionali Under 20, ma anche quelli fuori “dal giro”, su tutti due nomi come Rossi e Angelini arrivati con me a Rovigo da sconosciuti e adesso giocherebbero titolari in qualsiasi squadra del TOP 12.”

 

Che contratti propone Umberto Casellato ai giovani per rendere interessante la vostra proposta rispetto a quella delle altre big di TOP12? Semplicemente offrite uno stipendio più alto o c’è dell’altro?

Se parliamo di contratto, penso sia uguale a quello che propone Calvisano, Padova, Reggio e tutte le altre, noi però abbiamo pensato di proporre qualcosa di diverso.”

Cioè ?

“Paghiamo al ragazzo l’iscrizione all’università e ad  ogni esame superato, prendono quasi il 50% del loro stipendio mensile, cosa che stimola il ragazzo ad impegnarsi in un ambito che alla lunga sarà per lui il suo futuro. Penso sia una grande cosa, per la famiglia soprattutto. Abbiamo deciso  che vogliamo essere scelti, prima dalla famiglia, che dal ragazzo.”

 

Torniamo a parlare di campionato. Siamo alla seconda edizione dopo l’allargamento a 12 squadre.

Penso che ogni anno perde di interesse e soprattutto, cosa più grave, nella completa indifferenza del sistema. Manca una Lega, manca delle normative sul reclutamento dei giovani che escono dall’accademia federale, ma la cosa incredibile sono le strutture dove si gioca ogni sabato.

Tralasciando i campi da gioco, inteso come terreno, che tutti, se non per rare eccezioni, sono imbarazzanti, penso agli spogliatoi, ma cosa più grave alle sale destinate ai dottori, che dovrebbero essere “quasi sterili”, la sala antidoping e la sala concussion mancante in tutti i campi da gioco. Ti basta?”

 

Ma qualcosa di positivo c’è?

“Si, i molti giovani che ci sono nel campionato. Ma di questo non diamo meriti alle accademie, ci sarebbero lo stesso, come ci sono sempre stati; il punto dolente è che i club sono passati in secondo piano e l’unica scuola rugby, un po' strutturata e riconosciuta è quella federale. I vari Minozzi, Ruzza, Lamaro, che tra le altre cose non è passato nemmeno per l’accademia nazionale, sarebbero ugualmente i più forti. L’alto livello è ad appannaggio di pochi invece dovrebbe essere il contrario, per allargare la piramide.”

 

La prossima stagione sarai ancora l’allenatore del Rugby Rovigo?

Non ho ancora parlato nello specifico, ho sempre detto al presidente che io sto bene in posti dove percepisco fiducia e stima nel mio lavoro e nella mia persona, se dovessero mancare questi presupposti sarebbe difficile lavorare. Con Zambelli e la sua  famiglia ho un’ottimo rapporto e penso di aver fatto gli interessi del Club nel migliore dei modi in questi 2 anni. Poi  il mio lavoro è strano e ti porta sempre in posti che non avresti mai immaginato.”

 

Propositi per il nuovo anno?

Non mi aspetto niente di particolare, sicuramente mi aspetta tanto,tantissimo lavoro che alla fine spero produca dei risultati, anche se nello sport questa massima non sempre vale. Poi iniziare la “campagna elettorale” perché mi piacerebbe diventare consigliere federale quota allenatori per portare avanti delle esigenze per migliorare tutti gli allenatori, soprattutto quelli delle categorie giovanili, perché come ti ho detto prima l’alto livello deve essere alla portata di tutti.”

 

 

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