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Nuova vita rugbystica per Ian McKinley, apertura della Leonorso Udine, ex capitano dell’Irlanda Under 20 alla JRWC 2009 in Giappone dove l’Irlanda arrivò quarta e stella di prima grandezza di Leinster dove era considerato l’erede di Jonny Sexton.

A seguito di un grave incidente all'occhio sinistro che gli causò il distaccamento totale della retina. In sostanza la perdita della vista da quell'occhio, McKinley ha dovuto dire addio al campo e porre (temporaneamente) fine alla sua carriera.

Ian è tornato al rugby giocato il due marzo di quest’anno nel match casalingo dominato contro i Grifoni Oderzo ed ora si sta giocando la promozione in serie B nella finale di ritorno tra Leonorso e Reno Bologna.

Lo abbiamo chiamato per fare una chiacchierata e scoprire la sua esperienza.

 

Ciao Ian parlaci della tua esperienza in Italia

"Udine è una città piccola e, ovviamente, molto diversa da Dublino. A partire dalla gente, dal loro modo di pensare, dal vino sino al tempo è tutto molto diverso ma per me è un’esperienza positiva ed è stata fonte di quel cambiamento che un pò cercavo.

Sono arrivato in Italia senza parlare una parola di italiano ed ho già raggiunto il mio primo obiettivo che era quello di imparare l’italiano in 18 mesi. Per questo ma anche per come mi sono ambientato e per quello che sto vivendo sono contento!"

 

Come è andata la stagione?

"Ho giocato 9 partite da quando sono rientrato a marzo e grazie ai Raleri Googles (piccola azienda bolognese che ha brevettato questi occhiali speciali approvati da IRB) è andato tutto molto bene. L’obiettivo primario era ed è la protezione degli occhi e ti dico che mi sento tranquillo mentre gioco. Sto recuperando ritmo partita e “confidenza”, insomma sono contento!"

Emozione al “debutto”?

"Pensa che ho giocato la prima partita dopo 33 mesi, quindi ho provato una grande emozione dopo essere stato costretto al ritiro a soli 21 anni nel 2011….mia mamma è venuta da Dublino per vedermi giocare!"

 

Come stanno andando le finali per la serie B?

"Abbiamo vinto la prima partita contro Reno Bologna, il risultato è molto positivo per una squadra che può schierare la “seniores” da soli 4 anni (Leonorso ha sempre lavorato sulle giovanili ndr). Siamo tutti contenti di giocare partite più dure ed impegnative, è anche più divertente giocare partite che terminano con 4 o 5 punti di scarto anzichè vincere di 60 o 100 punti.

Il potersi confrontare con un livello più impegnativo è importante anche per i giovani e per quei giocatori che qualche anno fa militavano in serie A.

Attendiamo il ritorno di domenica a Bologna e siamo tutti concentrati al punto giusto"

 

Touch wood allora e grazie mille per la chiacchierata.

"Grazie mille!!"

 

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