2 mesi fa 03/03/2020 13:38

Il Payanini Center e la questione illuminazione

Intervista a Vladimir Payano

Dopo l’articolo pubblicato domenica riguardo allo spegnimento delle luci dell’impianto del Payanini Center di Verona, casa del Verona Rugby di Serie A, siamo stati formalmente contattati da Vladimir Payano, marito della presidentessa del Verona Rugby Raffaella Vittadello nonché titolare di Payanini srl, azienda leader nella lavorazione di marmi e graniti nonché main sponsor del Verona Rugby.

Vladimir Payano ha voluto rispondere alla nota apparsa su Rugbymeet con una telefonata di chiarimento, ne è nata una conversazione nella quale l’imprenditore di origine dominicana ci ha raccontato l’avvicinamento della sua famiglia allo sport del rugby, l’innamoramento per questa disciplina oltre alle gioie e ai dolori degli ultimi tempi.

Tutto inizia con Gino Vittadello, padre di Raffaella, in passato grande socio e sostenitore economico del Petrarca Rugby, ci sono poche notizie a suo riguardo perché era un uomo a cui non piaceva apparire, abitudine che è stata poi tramandata a tutta la famiglia.

 

Come è iniziata la vostra passione per il Rugby e l’ingresso nella realtà di Verona?

“Con mio figlio, ora gioca nello Scots College di Wellington in Nuova Zelanda ma per 7 anni ha giocato nelle giovanili del Cus Verona Rugby. Quando abbiamo conosciuto la realtà del Cus Verona la prima impressione non è stata buona, abbiamo visto un club in difficoltà, in difficoltà come la maggior parte dei piccoli club che vanno avanti grazie solamente al volontariato di bravissime persone che lavorano sodo ogni giorno per il bene della società” esordisce Vladimir Payano.

“Ci siamo avvicinati al club e siamo intervenuti inizialmente donando una muta di maglie da gioco, quelle dell’epoca stavano in piedi da sole da quanto erano vecchie, dopodiché ci siamo accorti che i pulmini del minirugby erano vecchi e avevano bisogno di manutenzione, quindi abbiano donato un pulmino nuovo alla società. Giorno dopo giorno siamo stati travolti passionalmente dal mondo del rugby, un mondo che ci ha letteralmente affascinato.”

 

Tanto da acquistare il club dando nuova vita a quella che oggi è considerata una delle realtà più solide del rugby italiano.

“Il Cus Verona Rugby aveva difficoltà economiche, ci siamo presi carico della società gestendola dal punto di vista imprenditoriale e ci sono stati passati i diritti sportivi del club buttandoci di fatto in questa nuova avventura”. Appunta Payano.

 

Nel novembre 2018 è stato inaugurato il Payanini Center, modernissimo impianto sportivo che ha ospitato in diverse occasioni i raduni della nazionale maggiore.

“Abbiamo costruito il Payanini Center, il più moderno centro sportivo dedicato al rugby di tutta Italia, da li però si sono innescate una serie di circostanze spiacevoli.”

 

In base alla Legge regionale numero 17/2009 al Paganini Center sono state spente le luci, una legge regionale veneta obbliga che i corpi illuminati siano disposti a 90° sul suolo per non creare inquinamento luminoso.

 

Ci racconti la sua versione.

“La prima cosa che si deve evidenziare è che siamo l’unico impianto di tutto il Veneto che ha ricevuto una ordinanza dal sindaco per la chiusura dell’impianto luminoso del centro sportivo. Questo nonostante soltanto nella provincia di Verona ci siano più di 30 impianti che non dovrebbero avere il permesso di accendere le luci perché sono eguali al nostro. In linea d’aria, a soli 350 metri dal Payanini Center, c’è uno stadio dove si allena l’Hellas Verona di calcio, tale stadio ogni sera utilizza 1000 lux, ovvero un impatto luminoso che equivale al doppio del nostro centro sportivo.”

“Il Verona Rugby e tutte le categorie giovanili si allenano ogni sera con 250 lux, mentre per quando è in programma una partita, per obblighi federali, una squadra di Serie A non può avere meno di 500 lux mentre una di TOP12 non può averne meno di 1000.”

“Abbiamo fatto ricorso al TAR ma la risposta è stata negativa”.

Il comune di Verona ha concesso la riaccensione delle luci del Payanini Center soltanto per la partita Italia-Inghilterra del 6 Nazioni Under 20 (in programma il prossimo 15 marzo) e per le altre 9 partite del Mondiale U20 in programma a maggio. E’ in programma una nuova udienza per il 24 settembre. I tempi sono lunghi ma la famiglia Payano non ha più intenzione di aspettare.

“Se entro giugno la questione non sarà risolta la mia famiglia uscirà completamente dalla società Verona Rugby, venderemo il Payanini Center (ci sono già due società calcistiche interessate all’acquisto) e vanificheremo tutto quello che è stato fatto sino ad oggi”.  Conclude Vladimir Payano evidenziando la disperata situazione che lui e sua moglie stanno affrontando in questi giorni.

 

 


In foto Vladimir Payano con la moglie Raffaella Vittadello

 

Di seguito il post pubblicato su Facebook da Vladimir Payano:

In base alla legge di “inquinamento ambientale della Regione Veneta PRATICAMENTE LA MAGGIOR PARTE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI DEL VENETO NON SAREBBERO A NORMA. Non solo il PAYANINI CENTER. Soltanto nella provincia di Verona ci sono più di 30 impianti che non dovrebbero avere il permesso ad accendere le luci perché sono eguali al nostro. In tutto il Veneto sono più di 100 gli impianti che “secondo questa legge” non sono a norma. Io faccio una formale domanda al CONI, a la FIR, al Presidente della Regione LUCA ZAIA, al Sindaco di Verona FEDERICO SBOARINA, all’Assessore allo Sport della Provincia di Verona FILIPPO RANDO ed ai funzionari del ARPAV di Verona.

1.- Perchè TUTTI e ripeto, TUTTI GLI ALTRI IMPIANTO hanno il permesso delle istituzioni nel poter utilizzare le luci e solo il PAYANINI CENTER viene penalizzato tanto da non poter permettere a più di 500 bambini e ragazzi di poter usufruire del più Moderno e completo Centro Sportivo Nazionale, il quale ha tutte le certificazioni.

2.- Perché tanti altri campi sportivi nella città di Verona hanno il permesso di aprire le luci e si continua a trovare la scusa per non permettere al PAYANINI CENTER di farlo ?

Faccio pubblica una formale decisione alla cui la nostra famiglia è stata costretta in questi ultimi giorno di “calvario” con le istituzioni italiane.

Se entro il mese di Giugno (fine di questa stagione sportiva) non avremo il permesso (di cui meritiamo perché TUTTI GLI ALTRI IMPIANTO HANNO IL PERMESSO E SOLTANTO NOI NO) la nostra famiglia formalmente chiuderà il PAYANINI CENTER, restituirà a chi vorrà i diritti del Verona Rugby ed uscirà al 100% di tutto il sostegno umano, economico e sportivo che con tanta passione ha dato tutti questi anni. Raffaella Vittadello ha un sogno, dare speranza e futuro a tanti ragazzi di tutta Italia. Però in questa lotta titanica c’è troppa gente che sembra voler tutto il contrario. A partire da oggi comincia il conto alla rovescia. La responsabilità sarà di chi non farà il suo dovere.

 

 

 

 

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Aldo Nalli  2 mesi fa

Non è la prima volta e nemmeno l'ultima che il rugby da fastidio al calcio ed a tante altre persone. In Italia nulla è a norma, ma a costo di accontentare cittadini e quindi potenziali elettori dove il calcio è più forte il rugby soccombe. In Italia tutto è relativo e dipeso dal vento che tira ed in questo caso puzza di m....

Aldo Nalli  2 mesi fa

E poi ci chiediamo perché il rugby non va, ma guarda con chi abbiamo a che fare! Che schifo a sto livello, figurati in quelli più alti....

Andrea Frondizi  2 mesi fa

Tanto di cappello alla famiglia Payano e Vittadello per la passione dimostrata, però una domanda sorge spontanea, essendo l'impianto di nuova realizzazione, il progettista o i progettisti , non hanno tenuto conto delle norme che regolano gli impianti di illuminazione ? Ed in più, posto che il progetto sia conforme, ma l'impianto realizzato è conforme all'autorizzazione comunale rilasciata ? Se tutto è in regola è chiaro che l'azione che stanno facendo è più che opportuno e che quindi va sostenuta da tutti noi

Nicola Cherici  2 mesi fa

Una vicenda poco chiara e che necessiterebbe un pesante intervento della Federazione. Sempre che a questa importi qualcosa di perdere una realtà come Verona.. davvero pazzesco!

Nick Mastandrea  2 mesi fa

Da quando è stato inaugurato quel fantastico impianto ci sono voci che alla fine sarebbe passato al calcio. Che non ci sia dietro una strategia commerciale??? Bah...

Michele Morra  2 mesi fa

La solita Italia di idioti che un giorno si lamentano perchè non si fanno le cose ed il giorno dopo piagniucolano perchè le hanno fatte vicino casa loro.In perfetto stile NIMBY gli abitanti che si ribellano,in perfetto stile "blocchiamo l'Italia"i magistrati del T.A.R. Avanti così fino alla distruzione del paese,ce la possiamo fare!

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