3 anni fa 03/10/2017 17:04

Pete Atkinson: l’uomo che sta migliorando la prestazione fisica dei giocatori in Pro14

“Ci sono atleti con qualità superiori a quelle che, pericoloso limite, credono d’avere”

L’inizio di stagione delle franchigie italiane Benetton e Zebre è sicuramene incoraggiante, 4 vittorie nelle ultime 6 partite non sono cosa da poco considerando le ultime difficili stagioni delle italiane in Pro12/14. Forse sappiamo dare un perché a questi risultati, forse c’è una persona che sta lavorando dietro le quinte per alzare il livello fisico/atletico dei giocatori. Conor O’Shea appena arrivato in Italia aveva subito dichiarato che si sarebbe lavorato sul piano fisico per portare i giocatori allo stesso livello dei rivali internazionali. Il CT irlandese ha voluto nello staff la figura di Pete Atkinson, inglese 47enne di Leicester, da giugno responsabile “della strategia e dello sviluppo della performance” della Nazionale maggiore e delle franchigie.

Atkinson in passato ha curato la preparazione del Leicester dal 1998 al 2003 e dei Saracens fino al 2005.

“Analizzo punti forti e deboli di squadre e giocatori. A quel punto eseguo test diagnostici studiati con l'università di Swansea per definire allenamenti personalizzati al fine di massimizzare lo sviluppo di forza, potenza e velocità, in particolare per chi ha problemi d'infortunio pregressi” le parole di Atkinson intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

“Insieme a Giovanni Sanguin, preparatore della Nazionale che abita a Padova, mi divido tra le franchigie: siamo presenti due giorni alla settimana a testa con ciascuna, più le partite: la collaborazione è a 360°”.

Cosa ha trovato di interessante nei giocatori italiani? “Ci sono atleti con qualità superiori a quelle che, pericoloso limite, credono d’avere. Non parlo dei singoli, ma per chiarire dico di due seconde linee del Benetton: Ruzza deve migliorare la forza massimale, Lazzaroni quella esplosiva”.

Il miglioramento della tenuta fisica delle franchigie su tutti gli 80 minuti si è vista, avremo gli stessi risultati anche con l’Italia? “II cambio di tendenza non sarà immediato, ma perché un gruppo cambi approccio fisico bastano due anni. Ed entro allora non vedo perché l'Italia non possa essere a livello di un'Argentina. Il mirino è puntato sulla Coppa del Mondo 2019, ma gli obiettivi vanno anche oltre”.

 

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