1 anno fa 26/02/2018 14:02

Rochelle Clark: Rocky

L'icona del rugby femminile

Il rugby ti permette di fare amicizie che durano per tutta la vita. Ti mantiene in forma e in salute e ti insegna i valori della vita: lavoro di squadra, leadership e ad avere cura di chi ti sta accanto. Valori davvero validi, che puoi applicare ad altri contesti della tua vita. Ma la cosa principale è il divertimento.” (Rochelle Clarke)

Rochelle Clark, conosciuta anche come Rocky, è una vera icona del rugby femminile. In sedici anni di carriera, questo pilone sinistro inglese ha conquistato otto volte il Six Nations, sette con tanto di Grande Slam, e ha preso parte a quattro edizioni della Coppa del Mondo, dal 2006 al 2017, arrivando a disputare sempre la finale e laureandosi campionessa del mondo nel 2014 in Francia. Nel novembre 2016 Rochelle ha prima superato il record di 114 partite con la maglia della nazionale, appartenente al suo omologo maschile Jason Leonard, diventando in quel modo il giocatore di rugby inglese con più presenze, e poi è salita ai vertici quale donna con più caps al mondo. Anche nel 2018, dopo quindici anni di carriera e alle soglie dei 37 anni, la Clark non ha intenzione di appendere le scarpette al chiodo ed è ancora titolare nella front row inglese che si appresta a vincere l’ennesimo Sei Nazioni.

Rochelle Clark è nata il 29 maggio 1981 ad High Wycombe, della contea del Buckinghamshire. La ragazza ha iniziato a praticare il rugby quando aveva 15 anni. Una sua compagna di scuola, Tamara Taylor, futura compagna nella nazionale inglese, giocava per la squadra under-18 dell'Henley RFC, e un giorno le ha detto che erano davvero a corto di giocatrici. Rochelle ha provato, le è piaciuto e da quel momento non ha più smesso.

Rocky ha esordito in nazionale nel 2003 in un match contro gli Stati Uniti, quando il pilone titolare Maxine Edwards ha subito un infortunio. Per ottenere il secondo cap, però, la ragazza ha dovuto perdere peso. Si è messa sotto con gli allenamenti, ha migliorato la dieta e ha trovato la forma fisica che le ha permesso di rientrare in nazionale per gli internazionali autunnali del 2004: più leggera di 25 kg e molto più in tonica.

Nel 2005 Clark ha preso parte al suo primo Sei Nazioni. La squadra inglese si è classificata al secondo posto, a causa della sconfitta patita all’Imber Court di Londra per mano della Francia, squadra che ha conquistato il Grande Slam.

Il 14 maggio dello stesso anno Rocky era in campo quando la nazionale femminile inglese ha sconfitto 101 a 0 quella sudafricana. È questo ad oggi il miglior risultato conseguito dalle ragazze in bianco da quando hanno iniziato la loro attività nel 1987.

Dal 2006 al 2012, per quanto riguarda il Sei Nazioni, non ce n’è stato per nessuno. Le ragazze in maglia bianca hanno vinto sette edizioni consecutive del torneo, sei con tanto di Grande Slam, sfuggito solamente nel 2009 per il 15 a 16 subito dal Galles a Cardiff. Per il resto solamente vittorie in un torneo che, dal 2007, ha salutato anche l’ingresso della nazionale azzurra al posto della Spagna. Dal 2010 al 2016 Rocky, solamente nel Sei Nazioni, ha realizzato sette mete: 4 alla Scozia e una ciascuna a Galles, Irlanda e Italia.

A settembre del 2006 Rochelle ha preso parte al suo primo mondiale, che si è tenuto in Canada. Le ragazze inglesi hanno esordito al St. Albert Rugby Park battendo gli Stati Uniti con il punteggio di 18 a 0. Il 4 settembre, a Edmonton è stata la nazionale sudafricana a subire un pesante 74 a 8 e quattro giorni più tardi è stata sconfitta la Francia 27 a 8 di nuovo a St. Albert.

In semifinale le inglesi hanno affrontato e vinto con le padrone di casa del Canada per 10 a 6 e così si sono ritrovate a giocarsi la finalissima contro la Nuova Zelanda al Commonwealth Stadium di Edmonton. Quel giorno, però, le Black Ferns sono state superiori in tutte le fasi di gioco e hanno sconfitto l’Inghilterra con il punteggio di 25 a 17, salendo così sul tetto del mondo.

Quattro anni più tardi il mondiale si è tenuto proprio in Inghilterra. La nazionale della Rosa, con Gary Street in panchina dal 2007, ha iniziato battendo le ragazze irlandesi con un secco 27 a 0. Il secondo turno ha visto l’Inghilterra sbarazzarsi del Kazakistan con l’altisonante 82 a 0, per poi sconfiggere gli Stati Uniti con il punteggio di 37 a 10.

In semifinale il XV di Street ha avuto la meglio dell’Australia per 15 a 0 e si è presentata in finale con soli 10 punti subiti in quattro partite. Di fronte, sull’erba dello Stoop, lo stadio degli Harlequins, c’erano di nuovo le neozelandesi, che in semifinale avevano avuto la meglio della Francia. Come accaduto nel torneo precedente, a trionfare sono state ancora le ragazze del sud del mondo. Stavolta i punti di distacco sono stati solamente tre (13 a 10) fatto questo che ha reso ancora più amara la delusione delle padrone di casa. Le inglesi ci speravano nella vittoria, anche perché avevano battuto le stesse Black Ferns soltanto l’anno precedente.

Il successo per la nazionale inglese è finalmente arrivato alla coppa del Mondo del 2014 in Francia.

Il 1 agosto Rocky e compagne hanno esordito nel torneo battendo 65 a 3 la nazionale samoana a Marcoussis. Quattro giorni più tardi le ragazze allenate da Gary Street hanno asfaltato la Spagna con il punteggio di 45 a 5 e poi, all’ultimo turno della fase a gironi, è arrivato il pareggio per 13 a 13 con le forti canadesi.

L’Inghilterra si è comunque posizionata al primo posto grazie ad una migliore differenza punti e il 13 agosto ha sconfitto 40 a 7 l’Irlanda in semifinale con cinque mete realizzate, tra cui quella di Rochelle al 25° del primo tempo. Secondo il pilone inglese, questa è stata la miglior partita disputata dall’Inghilterra da quando lei aveva iniziato la carriera internazionale 95 caps prima.

Il 17 agosto, allo Stade Jean-Bouin, nel 16th arrondissement di Parigi, è andata in scena la finale tra Inghilterra e Canada. All’undicesimo minuto le ragazze in bianco hanno mosso il tabellone grazie ad un piazzato del trequarti centro Emily Scarratt, al quale ne è seguito un secondo dopo circa un quarto d’ora. Alla mezz’ora di gioco l’Inghilterra ha preso slancio oltrepassando la linea proibita con Danielle Waterman. Le canadesi si sono fatte vive giusto un attimo prima che le squadre si recassero negli spogliatoi, piazzando tra i pali un penalty con Magali Harvey: il primo tempo si è chiuso 11 a 3.

Nella ripresa altri due piazzati della Harvey hanno portato il Canada sul 11 a 9, ma al 60° minuto, quando sembrava che le nordamericane potessero attuare il sorpasso, la Scarratt ha piazzato di nuovo in mezzo all’acca e poi, a cinque minuti dal termine, è stata sempre lei ha mettere al sicuro il risultato schiacciando l’ovale con una splendida meta, alla quale ha aggiunto pure i due punti extra con la trasformazione. Risultato finale: Inghilterra 21 - Canada 9. Per la prima volta la nazionale femminile inglese si è laureata campione del mondo.

Nel 2015 Simon Middleton ha preso il posto di Gary Street alla guida della nazionale con la rosa. Il 21 marzo di quell’anno, durante l’ultima partita del Sei Nazioni contro la Francia a Twickenham, Rocky ha raggiunto quota 100 caps.

Sempre nel 2015, il pilone di High Wycombe è stata nominata membro dell'Ordine dell'Impero Britannico (MBE) per i servizi resi al paese attraverso il rugby, mentre l’intera nazionale femminile inglese ha ricevuto il premio quale "Team of the Year" alla cerimonia di premiazione annuale della BBC Sports Personality of the Year.

Il 16 novembre del 2016 la ragazza ha ottenuto il primato di essere il giocatore di rugby con più presenze in Inghilterra, quando ha superato il totale di 114 cap inanellati dal suo equivalente maschile Jason Leonard, durante la vittoriosa sfida sull’Irlanda per 12 a 10 allo University College di Dublino. Rocky ha guidato la squadra e ha segnato per l'occasione la prima delle due mete dell'Inghilterra, arrivando così ad un totale di 22 marcature nella sua carriera. Nella successiva partita contro la Nuova Zelanda, invece, è diventata la donna con più caps al mondo, avendo abbattuto la quota raggiunta dalla sua ex compagna di squadra, e poi allenatrice al Worcester Valkyries, Donna Kennedy, la quale aveva collezionato 115 presenze con la Scozia prima di ritirarsi.

Il 2017 ha salutato il ritorno al successo dell’Inghilterra nel Sei Nazioni dopo quattro edizioni divise equamente tra Francia e Irlanda. La squadra di Middleton ha vinto tutte le gare in programma e la Clark si è fregiata del suo settimo Grande Slam. Il pilone ha disputato tutte le partite, quattro da titolare e una, quella con l’Italia, entrando dalla panchina al posto di Justine Lucas a un quarto d’ora dal termine.

Durante quella stagione Rocky ha lasciato le Worcester Valkyries, con le quali aveva vinto il Women's Premiership nel 2013, e si è accasata alle Wasps Ladies, la squadra femminile dei London Wasps, che gioca le gare interne all’Adams Park.

Sempre nel 2017, Rocky è approdata in Irlanda per partecipare alla sua quarta Coppa del Mondo, un’edizione che ha visto per la prima volta la presenza anche della nazionale azzurra di Andrea Di Giandomenico. Inglesi e italiane si sono affrontate il 13 agosto sull’erba del Billings Park UCD di Dublino, dove le campionesse del mondo in carica hanno vinto con il punteggio di 56 a 13. Le ragazze in bianco hanno battuto anche Spagna e Stati uniti durante la fase a gironi, e poi si sono sbarazzate della Francia in semifinale vincendo 20 a 3 e centrando così la loro quarta finale consecutiva.

Il 26 agosto, al Kingspan Stadium di Belfast, Clark e compagne si sono misurate con le solite Black Ferns neozelandesi e ancora una volta si sono dovute inchinare a quella che contende loro il titolo di nazionale femminile più forte del pianeta. Le woman in black hanno vinto 41 a 36, con sette mete realizzate contro le quattro delle inglesi.

A 37 anni Rocky non ha intenzione di rallentare e ha iniziato da titolare anche il Sei nazioni del 2018 vincendo 42 a 7 contro le Azzurre allo Stadio Mirabello di Reggio Emilia. Il pilone è sceso in campo anche nei match in cui l’Inghilterra ha sconfitto allo Stoop il Galles per 52 a 0 e la Scozia a Glasgow con il punteggio di 43 a 8. Un altro Grande Slam in arrivo?

Rochelle è laureata in Scienze dello sport e Coaching e il 26 ottobre 2016 è stata insignita del Master Honoris Causa in scienze presso la University of St Mark & St John di Plymouth. Il pilone è anche un allenatore di Livello 3 e unisce il suo rugby giocato con il ruolo di capo allenatore della squadra maschile di Chesham Stags e della Bucks University. Rocky è anche un ottimo personal trainer.

 

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Bruno Sgarbozza  1 anno fa

Fantastica oltre essere bella,straordinaria atleta uomini impariamo

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