9 anni fa 22/09/2013 18:32

Jim Aitken: il duro di Penicuik

Pilone sinistro, duro come la roccia, Jim Aitken è stato il capitano della Scozia che ha condotto i suoi uomini a vincere a Twickenham nel 1983 e alla conquista del Grande Slam dell'anno successivo.



"Non avete bisogno di un allenatore che vi dica se siete qui per vincere o no. Lo sapete voi stessi." (Jim Aitken)

Pilone sinistro, duro come la roccia, Jim Aitken è stato il capitano della Scozia che ha condotto i suoi uomini a vincere a Twickenham nel 1983 e alla conquista del Grande Slam dell'anno successivo.

Jim è arrivato tardi sulla scena del rugby internazionale, infatti, aveva quasi trent’anni il giorno in cui ha debuttato con la nazionale scozzese. Questo perché egli ha preferito prima di tutto laurearsi presso l’Edinburgh College of Commerce e poi avviare una carriera di grande successo nel commercio di grano.


James Aitken è nato il 22 novembre 1947 a Penicuik, villlaggio nell'area amministrativa Midlothian, e ha iniziato a giocare a rugby nel club della sua città natale. Pilone sinistro molto duro, ha saputo trasferire in campo la medesima determinazione e la stessa ferocia, che lo hanno aiutato ad emergere nel mondo degli affari.

Aitken ha iniziato con la palla ovale nella squadra della sua città natale, il Penicuik RFC, che militava in terza divisione. Passato al Gala, il club di Galashiels, ne è diventato presto il capitano e ha guidato un pack molto fisico, quasi brutale, che ha costituito la piattaforma per la vittoria di tre titoli nella First Division: 1979/80, 1980/81 e 1982/83.

Jim ha debuttato in nazionale molto tardi. La prima chiamata del coach Bill Dickinson è arrivata il 15 gennaio 1977, a Twickenham contro l’Inghilterra, dove la Scozia ha perso 6 a 26. Quel giorno il pilone ha usurpato il posto nientemeno che al leggendario capitano, nonché doppio British Lion, Ian McLauchlan.

Quest’ultimo è stato però richiamato alla fine della stagione, come conseguenza di alcune prove in cui Jim ha mostrato qualche incertezza di troppo. A quel punto Aitken è stato relegato in panchina per quasi quattro anni, ma senza darsi mai per vinto. Nel frattempo, infatti, ha lavorato sugli aspetti tecnici del suo gioco, sino ad arrivare a riconquistare il lato sinistro della mischia Higlanders a Parigi contro la Francia, nel 1981 (16 a 9 per i galletti) e giocando poi 21 delle successive gare agli ordini di Jim Telfer.

Il 5 marzo 1983, ancora a Twickenham contro l’Inghilterra, Jim è stato nominato capitano al posto di Roy Laidlaw, che arrivava da tre sconfitte consecutive, e ha condotto subito le sue truppe alla prima vittoria a Londra dal 1971. Un trionfo importante, che ha evitato loro il famigerato Cucchiaio di Legno e inorgoglito un intero Paese.

Quel giorno la Scozia doveva perdere, lo dicevano tutti. Arrivava da due sconfitte interne con Irlanda e Galles e dalla batosta di Parigi. Gli inglesi, a dire il vero, non erano messi meglio. Avevano pareggiato con il Galles e poi perso le altre sfide, ma giocavano in casa e questo significava molto. Una lotta per l'ultimo posto quindi, con i bianchi avvantaggiati dalla leggenda di Twickenham e dal suo pubblico rumoroso. Gli uomini del Cardo avevano una buona mischia, con la prima linea formata da Aitken, Colin Deans e Iain Milne, mentre i trequarti non erano i più forti del mondo, ma tutta gente onesta, che giocava il suo rugby con impegno. L'orchestra era diretta da John Rutheford, mediano d'apertura che rientrava da un infortunio dopo 8 mesi di assenza.
L'Inghilterra ha fatto del suo meglio nei primi 20 minuti, poi è uscita la Scozia, che da quel momento ha creduto veramente alla possibilità di vincere. Due mete, del mediano di mischia Roy Laidlaw e del seconda linea Tom Smith, al suo debutto in nazionale. Quindi, una gara di piazzati tra i due estremi, l'inglese Dusty Hare e lo scozzese Peter Dods, che ne hanno segnati tre a testa. Per finire, un gioiello ciascuno, sotto forma di drop, di Ketih Robertson e John Horton.  22 a 12 per la Scozia e sopra il Vallo di Adriano, a quel punto, è esplosa la festa.

image005Lo stesso anno Aitken ha capitanato la Scozia anche nella sfida pareggiata 25 a 25 contro gli All Blacks, prima di intraprendere la storica stagione che ha portato la nazionale del cardo a vincere il suo secondo Grande Slam della storia.

Durante il Cinque Nazioni del 1984 Jim è stato uno skipper davvero ispirato, che ha marcato anche la sua unica meta internazionale in un momento cruciale, una segnatura, convertita da Peter Dods, che è servita a sconfiggere il Galles a Cardiff per 15 a 9. La Triple Crown è stata vinta a Dublino, quando gli scozzesi hanno sopraffatto l'Irlanda 32 a 9. Il Grande Slam, invece, è stato completata di fronte alla folla impazzita di Murrayfield, con gli uomini delle Highlands che hanno sconfitto la Francia, che si trovava a pari punti, per 21 a 12, grazie alla meta di Jim Calder e al piede del solito Dods.
Per trovare l'ultimo Cinque Nazioni vinto alla Scozia bisognava tornare indietro al lontano 1938. Per il Grande Slam, invece, c'era da viaggiare nel tempo sino al 1925: alla preistoria del campionato.

Quella gara si è rivelata essere la penultima per Aitken a livello internazionale. L’ultimo atto, invece, si è svolto il 12 maggio 1984, a Bucarest contro la Romania, dove la Scozia è stata sconfitta 22 a 28.

Jim oggi è un imprenditore di successo, proprietario di uno dei più grandi mercati di grano della Scozia, che mantiene comunque la sua passione per il rugby scozzese.

Nel 2009 l'ex capitano della nazionale scozzese si è fatto notare per avere donato100.000 Sterlineal partito conservatorescozzese. Il "regalo"di JimAitkenè la secondapiù grande donazionesingolamai dataad un partitoin Scozia.

 

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