2 anni fa 19/03/2017 19:00

Scozia - Italia: le pagelle di Sbrocco

Bergamauro – Griffen: il loro “osate!” urlato è il marchio di fabbrica di due che, di questo gioco, hanno assorbito l’essenza e ne rappresentano l’anima più profonda e pura

Inadatti. Forse non del tutto inadeguati. Ma distanti assai dai livelli medio di rendimento e di competenza di quanti, questo Sei Nazioni, lo giocano con l’obiettivo di primeggiare, di vincere la volata. Noi, anche stavolta, e tutti insieme (Under 20 + Donne  + Maggiore: 15 sconfitte su 15 partite) ci siamo situati al di sotto di standard che altri frequentano con regolarità e apparente naturalezza. Peccato, si dirà. Perché la voglia di fare e di emergere c’è, ed è tanta. Come se bastasse volerle, le cose, per ottenerle!

L’Italia vista a Murrayfield è squadra che non autorizza alcuna forma di ottimismo in prospettiva futura. Ci furono tempi in cui della nostra Nazionale si poteva dire che: “Aveva un gioco al piede, sapeva fare il raggruppato penetrante ed era forte in chiusa”. Seguirono anni (il dopo Dominguez) in cui “L’Italia disponeva di un’ottima mischia chiusa e sapeva fare bene il raggruppato penetrante”. Quella di oggi: “Sa fare (e non particolarmente bene, visti i risultati) il raggruppato penetrante”. Come dire che, a forza di togliere, è rimasto poco. Ma poco davvero! Buon lavoro mister O’Shea. 

Voti per tutti, in questa sesta e ultima pagella targata Sei Nazioni. E un grazie particolare a quanti (mi dicono siano stati tantissimi) ha avuto il tempo e la voglia di leggere queste mie note. Perché sia chiaro: l’unica ragione per cui uno scrive è trovare qualcuno che lo legga.

I VOTI

Padovani: Ha un piede formato bombarda e un senso della posizione che migliora partita dopo partita. Peccato quell’in avanti al 41’ su un pallone rimbalzatogli davanti ai piedi. Ne commette un altro, di in avanti, in sostegno a Esposito, poco prima della superiorità numerica generata dal professionale di Barclay. Ma la colpa, stavolta, non è sua. Non è lui il nuovo Vaccari e mai diventerà Masi, ma va incoraggiato. Pare uno disposto a lavorare sodo. Voto: 6

Esposito: lanciato sulla destra in un soprannumero che altro non chiedeva che di essere trasformato in meta sulla bandierina, ritiene opportuno rientrare e andare alla ricerca dell’unico scozzese presente in zona e di centrarlo. Con il risultato che una meta fatta diventa una meta non segnata. La differenza fra chi il gioco (almeno un poco) lo capisce e chi… Il resto (che comunque non c’è stato) non conta. Voto: 4

McLean: da apertura al 64’ passa in avanti di un metro a Chistolini. Mette qualche buona pedata e risulta sufficiente per come presidia il canale centrale del fronte. Nel corso di tutta la partita non tocca letteralmente palla in fase offensiva. Ma non è colpa (solo) sua. Di partite in questo Torneo ne ha giocate cinque e tutte intere. Questi abbiamo, e questo per il momento è giusto che ci teniamo. Non ruba il posto a nessuno. Voto: 6

Benvenuti: bentornato Tommy! Niente di trascendentale. Anche lui di palloni buoni da portare avanti non ne ha visti né sfiorati. Ma alcune sue salite difensive col piede sull’acceleratore, il pallone contrato a Hogg e il bel recupero su Russell nei 22 scozzesi nella ripresa, gli valgono un decimale più del suo collega di scrivania. Nella speranza di riaverlo nella stessa condizione in giugno. Voto: 7

Venditti: partendo dalle cose buone. Una: la presa al volo sotto pressione al 59’ in duello aereo con Seymour. Anche lui, come il resto della linea arretrata risulta ingiudicabile nella fase offensiva, che non c’è stata. Ma quell’in avanti formato “mani di pietra” col piede sinistro che cerca disperatamente la linea bianca e quella salita scriteriata su Russell che lo uccella con un (o una?) swerve a distanza che odora di umiliazione… Voto: 5

Canna: tecnicamente una partita di emme. In carriera ne capitano. Cotter, evidentemente ben informato, concentra nella sua zona di competenza la gran parte dei tentativi di superamento della linea del vantaggio con le mani sul fronte allargato. Genialata. Il nostro n.10 subisce per tutta la partita. Il burro di Soresina spesso lo supera in consistenza. Si fa anche svellere l’ovale dalle mani (Du Preez 56’) in attacco. Un piede decente ci avrebbe portato all’intervallo sotto di 6. Ma il piede decente evidentemente l’aveva lasciato a casa. O in albergo.  Voto: 4

Gori: O’Shea gli concede poco meno di un’ora prima di mandare in campo Violi. Prova a usare i piedi nel box e dietro la linea di difesa scozzese senza risultati apprezzabili. Il suo marchio di fabbrica era la capacità di mettere sotto pressione le guardie ai lati del punto di collisione. Era. Al 19’ si esibisce in una partenza rapida da calcio di punizione che ricorda i primi gollonzi della Gialappa’s. Per il resto: poco (di buono) da segnalare. Troppo poco, in verità. Voto: 5

Violi: bene il suo chip al 79’ che trova una bella rimessa laterale vicino alla bandierina. Se son rose… Voto: 6 di benvenuto

Parisse: Chissà se ha la testa a Parigi, se pensa alla fusione/assorbimento dei due club della Ville lumiere e alle economie di scala che ne deriveranno. Bene in rimessa laterale come saltatore in zona 3, in chiusa si schiera spesso flanker e sui palloni alti, se non altro, ci prova. Un paio di utili trasmissioni e almeno due ottime incursioni palla in mano contro il muro scozzese con relativo rilascio da manuale a terra. Di battere il diretto avversario non se ne parla, però... Senza il suo capitano questa Italia già povera di suo, rischierebbe l’incapienza. Non solo fiscale. Quindi: teniamocelo. Stretto, finché ne ha. Voto: 6

Steyn: da fucilazione (sia detto in amicizia, sia chiaro!) il fallo in attacco che salva una Scozia in difficoltà al minuto 23. Tutto è tranne che un fulmine di guerra quando deve (dovrebbe) placcare. Non si sottrae al mansionario del buon flanker lato chiuso, anche se non si ricordano interventi degni di nota. Impiegatizio. Ma onesto. Di più non sarebbe sensato chiedere o pretendere. Voto: 5

Mbandà: accanto a un Parisse e a uno Steyn in versione “minimo sindacale” ci fa un figurone. Ha ragione Munari: è fra gli azzurri in campo quello che più è migliorato nel corso del Torneo. E non solo fisicamente. Da rivedere ma da incoraggiare. Voto: 7

Minto: si presenta con un decisa incursione di piede nella ruck impostata dalla Scozia. Poi si sacrifica in un lavoro di oscuro contenimento. Niente di significativo nel taccuino. Segno che la condizione non è (ancora) quella buona. Voto: 5

Biagi: partita di grande generosità e dedizione. Anche quando sbaglia o quando i suoi interventi non producono il risultato sperato. Corre e si danna fino al minuto 74’. Esce per lasciare a Ruzza la soddisfazione di entrare nel club degli Internazionali. Voto: 7

Fuser: 53’ prima dell’ingresso di Van Schalkwyk (una buona conquista in rimessa laterale. Niente di più) per dare netta l’impressione di uno che è intenzionato a migliorare e a continuare a lavorare duramente. Fisicamente ha bisogno di crescere ancora, il resto lo faranno il campo e minuti contro avversari di alto livello. Se li merita. Voto: 6

Gega: si presenta con due perse in rimessa laterale e per il resto della partita paga lo scotto di una prima linea azzurra “ballerina” oltre il lecito e poco rigorosa negli ingaggi. Anche lui corre finché ne ha e contribuisce in quota parte (minima) a un primo tempo incolore e sottotono. Voto: 5

Ghiraldini: al suo ingresso in campo nella ripresa, qualcosa di meglio prometteva e nel terzo quarto qualcosa in effetti ha dato. Pochino, però. Voto:6

Cittadini: stanco, spento o sul punto di spegnersi. Questo Sei Nazioni l’ha vissuto sempre in salita, penando in chiusa e fornendo alla causa poco, oltre alla serietà e alla costanza dell’impegno, qualità che gli si conoscono da tempo e che gli vanno riconosciute anche nei giorni di un oggettivo declino. Voto: 5

Lovotti: condivide il segno meno alla voce “qualità complessiva della prestazione” con il suo compagno di reparto. Prima linea scozzese oggettivamente superiore. Succede. Voto: 5 
 

Arbitro Gauziere: Sergiooo! Urla per avvisare il capitano azzurro che è davanti al calciatore. Al 14’, dopo due asfaltate scozzesi ai danni di Cittadini e Lovotti inventa un calcio a nostro favore. Non si accorge (davvero?) delle traslazioni laterali cui il nostro pack in difficoltà ricorre per limitare i danni su nostra introduzione. Per il resto: ordinaria amministrazione. È stata una partita tutto sommato facile, discretamente corretta e sostanzialmente disciplinata. Quando ha un dubbio sull’ostruzione di Gray ai danni di Parisse, torna indietro e ci concede un rigore senza portiere. Non è colpa sua se Canna… Di professione fa l’arbitro di rugby, e si vede! Voto: 8

Conor O’Shea: pare certo che in settimana esporrà ai maggiorenti federali la sua road map per lo sviluppo del rugby italiano. Attendiamo di conoscerla. Nel frattempo: auguri, coach! E buon lavoro. Voto: non c’è voto per le buone intenzioni. Soli il massimo del rispetto.

Vittorio Munari: Passi per “Brincare” in luogo di prendere/afferrare e anche  “Rabaltare” per rovesciare. Chi, come la maggior parte di noi veneti, o al meno di quelli nati negli anni ’50-‘60, ha l’abitudine di pensare in dialetto, errori del genere è facile che li commetta. Ma dire che “la partita si era imbinariata bene”: no! Perché allora vale tutto. Compresi: scendi il cane che te lo piscio o sali il bimbo che te lo gioco. Voto:10 meno meno

Social Club (in versione doppio turno): otto ore di diretta sono tante, tantissime. Ma coprire un buco con chef Rubio (del quale, quando giocava ho spesso detto e scritto cose molto buone) che da Murrayfield fa mangiare un panino imbottito con sugna di pecora in diretta a due disgraziati, magari amici suoi, per arrivare a concludere che, in certi posti, si mangia davvero male… Ma dai! Voto: non c’è voto.

Beatrice Benvenuti: nell’intervallo fra il primo e il secondo tempo segnala a chi non l’avesse ancora capito che “gli scozzesi sono frustrati dal gran numero di calci contro che sono stati loro fischiati”. Talmente frustrati che…. Ma per favore! Voto: 5

Bergamauro – Griffen: il loro “osate!” urlato nell’intervallo da studio all’indirizzo degli azzurri lontani e in difficoltà è il marchio di fabbrica di due uomini che, di questo gioco, hanno assorbito l’essenza e ne rappresentano l’anima più profonda e pura. Inascoltati ma grandi. Voto: 10

 

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Foto Twitter @SixNations

Sara Gaudino  2 anni fa

L'analisi è impeccabile e scritta benissimo come sempre, ma i voti sono sempre alti, abbasserei di 1/10 tutti

Sara Gaudino  2 anni fa

Oggi voti a tutti! grazie per avermi ascoltata :-D

Paolo Zanandrea  2 anni fa

Sempre divertente e competente, GB, ma anche oggi le ali sono tra il n.g. e il m.n.g. (=meglio non giudicare). Saluti

Ettore Adriano  2 anni fa

Padovani è il peggior estremo del 6 nazioni, voto 6? Benvenuti e Mbandà non mi sono sembrati così bravi.... E a Parisse è vietato dargli una insufficienza?

Alessandro Filomeni  2 anni fa

Il 6 Nazioni più deprimente degli ultimi 17 anni, più passa il tempo più l'Italia fa passi da gigante.... indietro!

Alessandro Filomeni  2 anni fa

Munari e Raimondi fanno di tutto per non avvilirsi davanti a tanto pietoso spettacolo, e poi io dico, ma la Benvenuti che spiega le regole?? Non le sa nemmeno lei e lo si capisce da come parla, cioè dai cambia mestiere, ma veramente dobbiamo fare parlare un'arbitro ragazzina di 20anni?? Non c'è veramente nessuno di più competente? Evidentemente no. non c'è. Voto: 0--

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